Mikaela, la regina sei sempre tu. Il 3° oro ai Giochi è storia: "Un percorso lungo, avrei voluto viverlo con tutti i miei cari"

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Mikaela, la regina sei sempre tu. Il 3° oro ai Giochi è storia: "Un percorso lungo, avrei voluto viverlo con tutti i miei cari"

Le parole di Shiffrin dopo il trionfo di Cortina, per uno slalom a cinque cerchi, dominato in maniera impressionante davanti a Rast e Swenn Larsson (prima volta per entrambe su un podio olimpico), che torna suo 12 anni dopo Sochi, le delusioni di PyeongChang (dove vinse però il gigante) e Pechino. E ora c'è la missione sesta coppa generale come Moser-Proell.

La regina è sempre lei, la sciatrice più vincente della storia, una slalomista semplicemente inarrivabile per qualità, continuità e longevità, basti pensare che da Sochi 2014, quando appena maggiorenne vinse il suo primo titolo ai Giochi Olimpici (e l’anno precedente si era già presa il primo di quattro ori mondiali consecutivi), a Milano Cortina 2026, sono passate rivali fortissime, da Schild che chiudeva la sua era sino a Camille Rast, ma lei è sempre davanti a tutte.

Oggi, poi, in maniera paurosa rifilando un secondo e mezzo alla campionessa del mondo in carica, dopo una settimana in cui tanti (negli States in particolare, dove contano solo le Olimpiadi e le valutazioni sul percorso in Coppa del Mondo spesso vengono fatte in maniera a dir poco superficiale) l’avevano criticata, per essere scesa dal 1° al 4° posto nello slalom della combinata a squadre, dopo il gran lavoro di Johnson, e per un gigante da finire a ridosso della top ten, lei che aveva appena ritrovato, dopo due anni e il serissimo incidente di Killington, il podio tra le porte larghe in Coppa del Mondo a Spindleruv.

Nella “sua” specialità, invece, la fuoriclasse di Edwards resta davvero due spanne sopra a chiunque, oggi l’ennesima conferma dopo aver già fatto 7 su 8 in stagione, anche se Rast, che l’ha battuta solo a Kranjska Gora, la può insidiare ancora per la Coppa del Mondo generale, che sarà il vero obiettivo del finale di stagione per Mikaela.

Per arrivare a quota 6 come Annemarie Moser-Proell, intanto però il conto con i Giochi è stato sistemato, dopo la maledizione di Pechino 2022 e anche il 4° posto nello slalom di PyeongChang, dopo aver vinto il gigante. Undicesima medaglia d’oro nei grandi eventi (8 nelle rassegne iridate, 3 in quelle olimpiche): “E’ difficile capire e “processare” subito l’emozione di tagliare il traguardo che vale un titolo olimpico – ha raccontato Shiffrin a Eurosport nel post gara - Da Sochi è stata una strada lunga, ho potuto condividere tutto questo con papà e mamma per un certo periodo, poi con Aleks (Kilde, ndr) e la mia famiglia, è un po’ agrodolce non poterlo più fare ora con tutte le persone che ami.

E’ come se fosse un nuovo inizio, sono orgogliosa e soprattutto grata di poter vivere ancora momenti come questo: non c’è nulla di scontato o facile, con il team abbiamo fatto un grosso lavoro per potermi permettere di dare tutto ad un certo livello, di avere quello di cui necessitavo per poter rendere in una stagione così di slalom. Del gigante non posso dire questo, compresa la gara olimpica, ma oggi è una grande gioia per tutti noi”.

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