Il borsino di NEVEITALIA per tutte le gare olimpiche a Bormio: sì, Franzoni è da medaglia in... tre appuntamenti

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Il borsino di NEVEITALIA per tutte le gare olimpiche a Bormio: sì, Franzoni è da medaglia in... tre appuntamenti

Focus sui cinque appuntamenti maschili di questi Giochi Olimpici, a partire dalla gara regina di sabato, una discesa che vedrà contrapposte le due nazionali di riferimento nella velocità, Italia e Svizzera, anche se Kriechmayr e Cochran-Siegle fanno paura. Poi la combinata a squadre, con gli azzurri che possono avere buone chances, un super-g da brividi sulla "Stelvio" e nel secondo week-end di gare il gigante, dove Odermatt dovrà vedersela con una bella concorrenza. Nello slalom di chiusura... spettacolo totale!

Con la prima prova di discesa andata in scena oggi, il programma olimpico dello sci alpino è partito da Bormio, che ospiterà tutte le gare maschili della rassegna a cinque cerchi, da sabato 7 febbraio quando ci sarà la gara regina sino a lunedì 16 febbraio, con il classico slalom di chiusura.

E allora, andiamo ad analizzare i cinque appuntamenti da medaglia entrando nei dettagli di ognuno, tra chances azzurre, favoriti e outsider.

 

DISCESA LIBERA: SABATO 7 FEBBRAIO (ore 11.30)

 

E’ forse la gara in cui, considerando anche un contesto tecnico durissimo come la Stelvio, dove non si può mentire (anche se le condizioni sono più “morbide” rispetto alla classica tappa di CdM a fine anno), i pronostici sono abbastanza chiari su quei 5 atleti che possono giocarsi medaglia e titolo.

Li citiamo secondo l’ordine che immaginiamo per i favoriti alla medaglia d’oro: Marco Odermatt, Giovanni Franzoni, Franjo von Allmen, Dominik Paris, Vincent Kriechmayr.

Si va verso una sfida stellare tra le super coppie di Svizzera e Italia? E’ decisamente probabile, per lo stato di forma dei soggetti coinvolti e il feeling con questa pista; al dominatore della Coppa del Mondo manca, oltre a Kitz, la discesa olimpica e poco altro, ma colui che l’ha piegato sulla Streif sta semplicemente volando ed era praticamente scontato che, dopo il passaggio a vuoto di Crans-Montana, il fenomenale Franzoni visto a gennaio si sarebbe subito trovato benissimo in prova a Bormio. L’iridato von Allmen è un mostro capace di ogni cosa, ma forse questa non è in assoluto la pista dei suoi sogni per caratteristiche, che invece Dominik Paris ha domato sei volte in carriera e conosce meglio di tutti.

E il “vecchio” Kriechmayr, mai sul podio a livello olimpico, può tirare fuori il colpo di classe visto che, a parte il passaggio a vuoto di Kitzbuehel, su un pendio così tecnico ha dimostrato di avere la fiducia per giocarsi forse anche il titolo.

Dietro ai “fantastici cinque” (passateci “l’allargamento”), poniamo Alexis Monney e Ryan Cochran-Siegle, che arrivano con uno storico stagionale differente, visto che l’elvetico è rimasto sotto standard e l’americano ha colto un gran podio a Crans-Montana, ma soprattutto hanno vinto la loro unica gara in coppa proprio sulla Stelvio, seppur in discipline differenti.

Il terzo e quarto azzurro al via, anche se non è ancora ufficiale che Innerhofer rimanga ai box, ovvero Mattia Casse e Florian Schieder, potrebbero avvicinare eccome la zona podio, così come Cameron Alexander, non ancora tornato ai livelli pre infortunio ma che sulla gara secca non si può sottovalutare, e Nils Allegre.

 

COMBINATA A SQUADRE: LUNEDI’ 9 FEBBRAIO (ore 10.30-14.00)

 

Un massimo di quattro coppie per nazionali e, nella gara novità dei Giochi, che abbiamo già visto ai campionati del mondo di Saalbach, sarà davvero interessante vedere quali abbinamenti sceglieranno i vari staff tecnici.

Di sicuro, Svizzera, Italia, Francia e Austria hanno gli uomini per risultare competitivi sia in discesa, sia con l’elemento che in slalom deciderà poi tutto. E’ fuor di dubbio che lo squadrone rossocrociato parta con i favori del pronostico, visto che ai tre fari (Odermatt, von Allmen e Monney) possono aggiungere Hintermann o Rogentin, da combinare con Meillard, Nef, Yule e Iten, oppure lo stesso Aerni.

L’Austria ha meno certezze, sia perché assieme a Kriechmayr potrebbe esserci Feller, capace di ogni cosa in positivo e in… negativo, sia perché con gli altri velocisti, ovvero Hemetsberger, Babinsky, Haaser o Lukas Feurstein, si possono scegliere Gstrein, Matt, Schwarz (in grande difficoltà quest’anno in slalom), ma non parliamo di atleti, seppur di grande esperienza, al vertice attuale della specialità.

La Norvegia avrebbe eccome gli slalomisti da vittoria, con Haugan, McGrath e Kristoffersen su tutti, ma i problemi nella velocità sono enormi, senza Kilde e praticamente senza Moeller, con Sejersted in condizioni precarie e poi il debuttante Sellaeg.

La Francia può proporre alcune coppie interessanti (ma si arriverà a tre), pensando soprattutto alla qualità tra i rapid gates di Noel, Rassat e Amiez, ma non ha “crac” nella velocità, pur potendo schierare Nils Alphand, Nils Allegre, Maxence Muzaton e Alban Elezi Cannaferina.

E l’Italia? Ecco, i quattro binomi azzurri possono creare la sorpresa, al netto di come verranno abbinati: Dominik Paris e Alex Vinatzer, già assieme a Saalbach, potrebbero rappresentare “Italia-1”, poi ci sono Franzoni, Schieder e uno tra Casse e Innerhofer da una parte e Sala, Saccardi (benissimo in Coppa Europa nelle ultime due giornate a Baqueira-Beret) e Kastlunger, certo con incognite in slalom, ma ricordandoci che parliamo di manche secca e su un pendio tutt’altro che impossibile come quello bormino, dove le sorprese in termini di rendimento possono spuntare.

 

SUPER-G: MERCOLEDI’ 11 FEBBRAIO (ore 11.30)

 

E’ abbastanza chiaro che i principali candidati alle medaglie siano gli stessi, o quasi, della discesa.

L’Italia proporrà, al 99%, il quartetto con Franzoni, che in stagione ha vinto a Wengen (sua prima in assoluto in Coppa del Mondo) e in primis “nasce” da questa specialità, Paris, Casse (il 6° di Kitz il suo miglior risultato stagionale, arrivato proprio nell’ultimo appuntamento di super-g) e Innerhofer, non salire sul podio sarebbe una delusione ma la concorrenza è più ampia rispetto alla gara d’apertura di questi Giochi.

Il favorito numero 1 per l’oro è Marco Odermatt, seppur non dominante in stagione, con il suo compagno Franjo von Allmen che in questa specialità ha ancora qualche alto e basso, ma ha un potenziale simile a quello mostrato in discesa; Alexis Monney e Stefan Rogentin fungeranno invece da outsider puri, mentre rientrano nel lotto di “gente da titolo” quasi tutti gli austriaci. Kriechmayr non ha bisogno di presentazioni, Raphael Haaser è vero che non ha ancora mai vinto in Coppa del Mondo, ma se azzecca tutto ha il potenziale per fare il colpaccio, mentre Schwarz mirerà a questa gara, assieme al gigante, e a parte il timbro di Livigno ha dimostrato che può fare bellissime cose, anche se la mancanza di prove e feeling con la Stelvio, dove non ha più gareggiato dalla caduta del dicembre 2023, potrebbe farsi sentire.

E poi Stefan Babinsky, due volte sul podio in stagione e che lascerà fuori, a meno di sorprese, un gran talento come Lukas Feurstein, per il podio non si può certo dimenticare. Una medaglia è fattibile certamente pure per Nils Allegre e Ryan Cochran-Siegle, mentre per Sejersted bisognerà capire in quali condizioni arriverà, e chiaramente lo stesso discorso vale per Moeller (che sarebbe stato tra i grandi favoriti, prima dell’incidente in Gardena), con l’ex iridato James Crawford in totale crisi. Rinascerà proprio ai Giochi?

 

GIGANTE: SABATO 14 FEBBRAIO (ore 10.00-13.30)

 

Odermatt e Meillard in cima alle gerarchie?

Probabilmente sì, d’altronde sono stati loro a dominare gli ultimi due giganti, Adelboden e Schladming, con Schwarz a timbrare in precedenza sulla Gran Risa. Ecco, in questo inverno 2025/26 il padrone assoluto della disciplina ormai da anni, ovvero l’asso nidvaldese che è anche il campione olimpico in carica, ha avuto molto meno margine rispetto ai rivali tanto da “perdere” in varie occasioni, come nei duelli con Brennsteiner e lo stesso “Blacky”.

Il primo, pure pettorale rosso in avvio di stagione, è parso però in calo nelle ultime settimane, il carinziano invece è una garanzia e può risultare il terzo favorito assieme a Lucas Pinheiro Braathen, di nuovo vicino nella night race sulla Planai al ritorno alla vittoria tra le porte larghe, che gli manca da oltre 3 anni. I norge partono un gradino sotto, con McGrath che può risultare la soluzione più interessante e Haugan, che sembra attualmente più pimpante in gigante rispetto al “suo” slalom, a partire come alternativa ai big assieme allo stesso Kristoffersen.

Il campione del mondo Haaser non ha fatto bene nel corso dell’annata, per non parlare di Tumler, Kranjec (vice campione olimpico, discreta costanza ma sempre lontano dal podio) e Zubcic, con Anguenot 3° nel tempio della Cbuenisbargli, ma tutto da verificare in una sfida di questo livello.

E poi Radamus, Gratz, Maes e… gli azzurri: Alex Vinatzer è salito per la prima volta su un podio di CdM a Beaver Creek, ha avuto poi alti e bassi ma, al netto degli errori di Adelboden e Schladming, la velocità non è quasi mai venuta meno e la medaglia non è impossibile. Sembra lontanissima, invece, per il De Aliprandini visto in stagione, chiamato a fare all-in nella gara olimpica, poi ci saranno Kastlunger e Franzoni, oggettivamente senza particolari ambizioni.

 

SLALOM: LUNEDI’ 16 FEBBRAIO (ore 10.00-13.30)

 

Il gran finale con la sfida totale tra gli assi norge, con McGrath e Haugan forse più di Kristoffersen, al quale manca solo l’oro olimpico ed è tornato a vincere pochi giorni fa a Schladming, ma certo dovrà superarsi su un pendio come quello di Bormio che non è nelle sue corde, anche se HK94 ha dimostrato negli anni di adattarsi ad ogni situazione (sarà il manto nevoso che potrebbe fare la differenza in termini di confidenza per tanti big).

Lucas Pinheiro Braathen può fare saltare il banco e scrivere la storia per il Brasile, mentre cercherà il bis con il titolo mondiale di Saalbach un Loic Meillard indiscutibilmente tra i primi 4-5 candidati al titolo, in una gara davvero aperta tra questi fenomeni in cui rientra Clément Noel, oro a Pechino e in piena lotta, finalmente dimostrando costanza, per la sua prima Coppa del Mondo.

Francia che avrà come seconda punta Rassat, due volte in trionfo nell’annata della sua esplosione, la Svizzera invece proporrà anche Tanguy Nef, mai sul podio nel massimo circuito ma garanzia di solidità, con l’Austria che punterà quasi tutto su Manuel Feller, principe in casa a Kitz, la Germania sull’eterno Strasser e poi attenzione massima a Finlandia e Belgio, che significa Eduard Hallberg da una parte e Armand Marchant dall’altra, molto più di mine vaganti.

Se come sorpresa in assoluto indichiamo Fabian Ax Swartz, anche per le caratteristiche della pista di Bormio, in casa Italia il podio non è ancora arrivato in stagione, seppur sfiorato in super rimonta da Alex Vinatzer in Val d’Isère, con il gardenese 7° recentemente a Schladming e pronto ad inventarsi qualcosa, come fece con il podio mondiale a Courchevel, e Sala, Kastlunger e Saccardi altre punte per giocarsi una gara al massimo senza alcun tipo di pressione o aspettativa.

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