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Carlo, guarda indietro e sorridi: l'addio di Janka a Wengen. "Il luogo perfetto per salutarvi"

Carlo, guardati dietro e sorridi: l'addio di Janka a Wengen. 'Il luogo
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Carlo, guarda indietro e sorridi: l'addio di Janka a Wengen. "Il luogo perfetto per salutarvi"

Il campione olimpico di gigante e vincitore della coppa 2010, oggi in conferenza stampa ha annunciato il ritiro dall'agonismo, che avverrà ufficialmente sabato al termine della seconda discesa sul Lauberhorn. "Gli infortuni mi hanno frenato, ma è stata una bellissima carriera".

Lascia un grande, uno dei migliori sciatori svizzeri della storia e, senza una serie di problematiche fisiche, un talento che probabilmente avrebbe lasciato ancor di più il segno nel circo bianco.

Nel suo lungo viaggio, però, Carlo Janka ha scritto capitoli davvero belli e oggi, annunciando ufficialmente il suo ritiro, ha confermato lo spessore da campione e anche da uomo, da padre di famiglia che lascia, a 35 anni, il suo mondo.

Scenderà una lacrima, o forse parecchie, sul traguardo della discesa di sabato, quella sul Lauberhorn nella sua interezza (domani, invece, ci sarà la gara “corta”) che segnerà l'ultima sfida in Coppa del Mondo per il veterano grigionese.

Oggi pomeriggio in conferenza stampa, il campione olimpico ha salutato tutti: le prossime due gare a Wengen saranno le ultime di una splendida carriera, come detto purtroppo condizionata dagli infortuni, in particolare con gli ultimi difficilissimi anni che, causa una schiena malandata, gli hanno impedito di esprimersi come avrebbe potuto e voluto. Basti pensare che, nella pre season verso questa annata olimpica, Janka ha sciato 7-8 giorni prima di doversi fermare e provarci per Bormio, quando ha alzato di nuovo bandiera bianca dopo le durissime prove sulla “Stelvio”.

A Wengen, però, Carlo è arrivato da atleta vero e in prova ha fatto vedere di esserci, anche se difficilmente potrà lottare per un podio nelle due discese che lo attendono su quel Lauberhorn dove trionfò nel 2010, oltre a vincere pure in combinata nel 2009 e nel 2015. “Il cerchio si chiude qui, è l'addio perfetto nella mia gara preferita – ha detto in conferenza il campione elvetico, come riporta il “Blick” - Inoltre, domani e sabato avremo condizioni di pista e meteo ideali, è meraviglioso poter salutare in questo modo. Ora dovrò solo arrivare due volte al traguardo senza intoppi...”.

Classe 1986, il grigionese ha vinto la Coppa del Mondo 2009/2010, nell'annata magica in cui si è laureato campione olimpico in gigante ai Giochi di Vancouver, mentre l'anno precedente erano arrivate le due medaglie mondiali (le uniche della sua carriera) a Val d'Isère, con il titolo iridato in gigante e il bronzo in discesa. Sono 28 i podi in Coppa del Mondo, con 11 successi divisi in 4 diverse discipline, e ci viene in mente la tripletta di Beaver Creek del dicembre 2009, per lanciarsi verso il “coppone”, quando in poco più di 48 ore vinse combinata, discesa e gigante sulla Birds of Prey, a dimostrazione di una completezza fenomenale.

L'ultima perla, un super-g davvero straordinario in cui distrusse la concorrenza, nella pre olimpica di Jeongseon del febbraio 2016. “Per me è diventato sempre più difficile negli ultimi anni – ha continuato Carlo in conferenza - Dopo la rottura del legamento crociato, i fattori negativi sono diventati sempre più grandi e ho praticamente dovuto evitare una disciplina dopo l'altra, rimanendomi di fatto solo la discesa a disposizione.

La decisione di porre fine alla mia carriera è maturata tra l'estate e l'autunno 2021; avevo ancora un obiettivo ed era quello di poter gareggiare un'ultima volta sul Lauberhorn, per fortuna ce l'ho fatta e in generale posso guardare indietro ad una carriera con tante soddisfazioni. All'inizio era tutto perfetto, poi ci sono stati alti e bassi che fanno parte, però, del percorso di uno sciatore professionista. Recentemente le mie priorità sono cambiate: come sapete diventerò di nuovo papà (dopo Ellie, nata nel 2019), e alla fine dei conti la testa non è più pronta per correre tutti i rischi che servono per essere competitivi ai massimi livelli. Così ho detto basta”.

E tra qualche settimana, il suo erede Marco Odermatt potrebbe chiudere davvero il cerchio, riportando la Coppa del Mondo maschile in Svizzera, 12 anni dopo l'impresa di un grande. Carlo Janka.

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