"Niente Soldeu, ma potrei fare gli ultimi due super-g": Shiffrin a confronto con Maze pensando alla Val di Fassa

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"Niente Soldeu, ma potrei fare gli ultimi due super-g": Shiffrin a confronto con Maze pensando alla Val di Fassa

La fuoriclasse slovena, da anni talent di Warner Bros. Discovery/Eurosport, ha intervistato Mikaela dopo il titolo vinto ai Giochi: "Sensazioni negative dopo lo slalom della combinata, ma appena prima della gara ero fiduciosa". Dalle sue parole il discorso ritiro sembra davvero lontano, c'è una sesta Coppa del Mondo da conquistare e la statunitense farà qualche allenamento di super-g puntando a disputare quello di Passo San Pellegrino (dove ci saranno anche due discese), oltre alle finali a Kvitfjell.

Dialoghi tra campionesse, negli studi allestiti da Warner Bros. Discovery a Cortina, il giorno dopo il trionfo di Mikaela Shiffrin nello slalom olimpico.

Il terzo oro a cinque cerchi, che alla fuoriclasse di Edwards mancava da 8 anni in assoluto (gigante di PyeongChang 2018) e 12 se parliamo della “sua” specialità, in cui ha dominato in lungo e in largo per tutta la stagione, gara dei Giochi compresa, è stato festeggiato tra Casa Austria, diventato centro dei brindisi per tante atlete, compresa Federica Brignone nel post super-g, il suo team americano e… al microfono di Tina Maze.

Giovedì, infatti, Mikaela è stata intervistata da un’altra campionissima come la slovena, da anni talent del gruppo Discovery+/Eurosport: a pochi giorni dal trentunesimo compleanno, Shiffrin parla come se un potenziale ritiro dall’agonismo, che per la verità non è mai trapelato in queste settimane, ma sul quale dopo la sua quarta partecipazione olimpica si era fatta qualche ipotesi, possa risultare davvero molto lontano.

E con una missione per le prossime settimane: vincere la sesta Coppa del Mondo assoluta, agguantando Annemarie Moser-Proell, con una rivale vicina (Camille Rast a -170 pt) ma con le stesse gare di Mikaela nel menu, e un’altra che farà praticamente tutto, e parliamo di Emma Aicher, ma paga quasi 450 lunghezze.

“Ho pensato solo questa mattina (ieri, ndr) che è successo davvero, ho una medaglia d’oro olimpica – le parole della classe 1995 nativa del Colorado – Per la verità, le sensazioni dopo lo slalom della combinata (scendendo dal 1° posto ottenuto dalla compagna Johnson al 4° finale, seppur ad appena 3 decimi dal titolo, ndr) non erano delle migliori, ero anche stressata perché, dopo tante belle gare in questa stagione nella specialità, dovevo ritrovare la condizione top per arrivare bene all’ultima gara.

Mi sentivo un po’ insicura, ma prima di presentarmi al cancelletto della gara di mercoledì ero di nuovo pronta per sciare al mio massimo”.

Si parla dei piani per il finale di coppa e il tema è sempre quello: tornerà Shiffrin a fare super-g, lei che ne ha disputato solo uno in avvio di stagione, uscendo all’ultima porta in quel di St. Moritz quando era da zona top ten? “Il mio piano e la risposta sono un sì, ma non a Soldeu (dove ce ne saranno due, oltre alla discesa, dal 27 febbraio all’1 marzo) – spiega Mikaela – Faremo qualche giorno di lavoro specifico per vedere come va, se funziona allora penso di fare gli ultimi due (Val di Fassa, l’8 marzo, e alle finali di Kvitfjell).

La sesta coppa? E’ sicuramente un obiettivo importante, quasi pari al titolo olimpico. Per fare più gare e ottenere un maggior numero potenziale di punti serve però tempo per allenarsi e ora non ce n’è molto, ad ogni modo cercherò di portare a casa quel bottino anche con meno appuntamenti”.

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Questa mattina il lungo intervento della neo campionessa olimpica di super-g e gigante, dalla voglia di mantenere la sua quotidianità (il caffè con le amiche, ballare con i signori del paese alle feste) ai dubbi legati all'efficienza fisica dopo l'incidente di 10 mesi fa. Non voglio assumere troppi farmaci per poter sciare, ho paura del casino mediatico dopo questi Giochi e non del vuoto che potrebbe crearsi in me. A Soldeu potrebbe esserci: Solo in pista capirò, di nuovo, se sarò in grado di gareggiare, credetemi che ancora non riesco a capire come sia potuto accadere tutto questo.