Brignone è il grande dubbio azzurro per la discesa olimpica. Ninna Quario: "In velocità ha meno fiducia"

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Brignone è il grande dubbio azzurro per la discesa olimpica. Ninna Quario: "In velocità ha meno fiducia"

Federica arriverà martedì a Cortina, poi giovedì la prova e sei atlete per i quattro pettorali verso la sfida di domenica. Intervenendo a Rai Radio 1, l'ex slalomista della nazionale ha confermato come la figlia si senta, dagli allenamenti sull'Olympia delle Tofane al super-g di Crans-Montana, molto meno sicura rispetto al gigante che "è l'unica gara che farà certamente ai Giochi". E sulla convocazione di D'Antonio: "Può risultare un boomerang per lei, non sono d'accordo con la scelta perchè meritavano di più altre ragazze".

C’è un grande dubbio in casa Italia, legato alla prima gara dello sci alpino femminile ai prossimi Giochi Olimpici, ovvero l’attesissima discesa prevista domenica (ore 11.30) in quel di Cortina.

Risponde al nome di Federica Brignone, che solo dopo le prove capirà se sarà possibile essere competitiva per una medaglia nel primo appuntamento di una rassegna che la fuoriclasse di La Salle ha salvato con quel suo straordinario recupero dal terribile infortunio di 10 mesi fa, ma con una preparazione ovviamente rabberciata e che dà poche garanzie specialmente nel settore velocità.

Fede ha detto più volte che avverte meno dolore con gli sci lunghi, ma che al tempo stesso la fiducia di spingere “perché è la specialità che mi viene meglio in maniera naturale” le deriva solo dal gigante, tanto che il rientro nella sfida di San Vigilio di Marebbe è stato di livello altissimo, col 6° posto finale giocandosela tutt’altro che lontana dal vertice, ovvero i riferimenti attuali che sono Scheib, Rast, Hector e Shiffrin.

La settimana di allenamenti a Cortina, proprio sulle nevi olimpiche, non è stata buonissima e la detentrice della Coppa del Mondo è arrivata a Crans-Montana, dove poi la discesa è saltata, non al massimo della fiducia e con un super-g, chiuso al 18° posto, che non l’ha per nulla soddisfatta come ha dichiarato apertamente.

Giovedì, meteo permettendo, è in programma la prima delle tre prove verso la discesa olimpica e solo dopo i training capiremo e capirà la stessa Fede, ma pure lo staff tecnico che deve dipanare una bella matassa; se Nicol Delago, Sofia Goggia e Laura Pirovano sono sostanzialmente certe di un pettorale per domenica, il quarto biglietto sarà un ballottaggio tra Brignone e una Nadia Delago che, bronzo olimpico in carica a parte (non è certo quello a “pesare” nella decisione), di sicuro arriva in buone condizioni a Cortina. Se il super-g è garantito per Elena Curtoni, è difficile che la valtellinese possa rientrare nei giochi per la discesa.

Ha parlato della situazione di Federica Brignone colei che è tra le persone che meglio la conosce, ovvero mamma Ninna Quario intervenuta questa mattina in collegamento con la trasmissione “Radio anch’io sport” su Rai Radio 1. Confermando che “se il primo gigante era stato molto incoraggiante, lo è stato un po’ meno l’approccio alla velocità, dalla prova al super-g a Crans-Montana, perché Fede si è resa conto di essere ancora indietro soprattutto sotto l’aspetto della fiducia.

Domani andrà a Cortina e farà poi le prove per valutare come si sente e se tentare di fare la gara. L’anno scorso aveva fatto una stagione incredibile in discesa, vincendo la Coppa del Mondo, ma è proprio la disciplina in cui è arrivata più tardi e quella in cui fa più fatica a rientrare. Ci sono più rischi, bisogna essere veramente pronti ed allenati, non si può improvvisare. Quindi, di sicuro, c’è solo che farà il gigante”.

L’ex slalomista della “Valanga Rosa” a cavallo di fine anni ’70 e inizio anni ’80 ha continuato: “La motivazione di Federica per esserci a queste Olimpiadi è stata anche quella di fare la portabandiera, una delle molle per farla lavorare ancora di più. Credo che l’avrebbe fatto comunque dopo l’incidente, il suo primo obiettivo era guarire e poi il focus agonistico. Ha bruciato i tempi, a detta di tutti è stato quasi un miracolo”.

Quario è intervenuta anche sulla convocazione delle giovanissime Giada D’Antonio e Anna Trocker, anche se la domanda è stata posta relativamente solo alla classe 2009 di San Sebastiano al Vesuvio. “Non voglio fare polemica, ma non sono d’accordo – le sue parole nette - Questa ragazza ha del grande talento, un futuro fantastico, ha dimostrato di essere forte tecnicamente e di testa.

Ma non ha le credenziali per essere convocata alle Olimpiadi e potrebbe rivelarsi anche un boomerang; nelle gare che ha fatto confrontandosi con altre ragazze della squadra di Coppa Europa non le ha mai battute. Perché lei e non una ragazza del 2002? Lo sport è l’esempio massimo nella vita di meritocrazia, magari poi ci stupirà, ma questa scelta sinceramente non mi trova d’accordo”.

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