Con la gemma nel gigante a cinque cerchi di Bormio, Lucas Pinheiro Braathen ha fatto la storia dei Giochi Olimpici portando la prima medaglia, e subito d'oro, al Brasile che rappresenta dal 2024. Con un team guidato da un coach strepitoso come Mike Pircher, che ha vinto tutto con Hirscher, e papà Bjoern a gestirlo: "Sono orgoglioso di mio figlio, ma anche di tutte le persone di un team che esiste da 2 anni e ha permesso a Lucas di arrivare già a questo livello".
Trattiene a stento le lacrime, ascoltando e cantando l’inno brasiliano, lui che rappresenta il paese sudamericano e, di fatto, un intero continente ai livelli massimi del grande sci, dalla stagione 2024/25 del rientro dopo l’anno sabbatico che si era preso, rompendo con la federazione norvegese.
Una scelta coraggiosa, per alcuni folle, con un grande sogno olimpico all’orizzonte: Milano Cortina 2026, che per il settore maschile significa Bormio, e la prima delle due gare tecniche sulla Stelvio (lunedì ci sarà un’altra grande opportunità in slalom) per un gigante lungo, complicato dal meteo, non difficilissimo in termini tecnici ma che il classe 2000 ha interpretato da fenomeno subito, dalla manche inaugurale affrontata col numero 1.
Lì ha fatto la differenza, Pinheiro, nei confronti dei rivali svizzeri ai quali poi ha resistito, con Odermatt e Meillard ad accompagnarlo sul podio. Poco prima di salirvi, però, la telefonata di Alberto Tomba mentre Lucas sta parlando in mixed zone con i colleghi di Eurosport: i complimenti dell’asso bolognese, la commozione del vincitore che gli risponde con un “grazie leggenda”.
Il Brasile, mai a medaglia in qualsiasi gara dei Giochi invernali, vive una giornata che definire storica sarebbe pure riduttivo; la festa a ritmo di samba parte subito nel parterre di Bormio. Ettore Giovannelli, bravissimo ad intercettare il fresco campione olimpico neppure dopo 5 minuti dopo la conclusione della sua gara vincente, si ritrova al microfono il nuovo re del gigante ai Giochi in lacrime: “Il Brasile campione olimpico nello sci alpino… è incredibile, ma l’abbiamo voluto così tanto – sono le parole del classe 2000 cresciuto nello Sci Club Baerum con l’ex compagno di nazionale e amico Atle Lie McGrath, oggi 5° e che l’ha festeggiato subito - Nella 1^ manche ho sciato in maniera solida e sempre in equilibrio, nella 2^ mi sentivo meno veloce, ma sapevo di non dover perdere troppo e che potevo farcela.
Che festa ci sarà in Brasile? Voglio dire una cosa: non è importante da quale nazione arrivi, il colore della tua pelle, le tue origini, indipendentemente da questo se credi nel tuo sogno e in qualcosa di grande puoi farcela, con lavoro e determinazione”.
Nell’intervista a Eurosport, poi, Pinheiro Braathen ha aggiunto: “Ho scelto una strada non convenzionale e lunga, difficile, ma era la mia strada e ho fatto una scelta seguendo il mio istinto, costruendola su tutto quello che è importante per me. Anche se oggi fossi stato 2°, 3° o 4° in classifica, ma sciando col cuore, sarebbe stata la mia definizione del successo”.
A guidare il team del nuovo oro olimpico, a livello tecnico, è quel Mike Pircher che ha vinto tutto con Marcel Hirscher nell’arco di otto stagioni, chiudendo il cerchio proprio ai Giochi, nel 2018 e in gigante, con quella sfida dominata a PyeongChang. Terminata un anno più tardi la carriera del campionissimo salisburghese, l’allenatore austriaco ha lavorato con i giovani del suo paese, poi dal 2024 ha sposato il progetto di Lucas. E ad ingaggiarlo, assieme all’atleta stesso, ci ha pensato anche il papà del fuoriclasse del 2000, Bjoern: “Come padre è una sensazione incredibile – le sue parole a Eurosport – Già vedere tuo figlio che ha successo ed è felice è abbastanza, ora diventa campione olimpico…
Io cerco di essere parte attiva del team per fare funzionare tutto e permettere a Lucas di performare a questo livello. Sono orgoglioso di lui e di tutta la squadra, che esiste da due anni: essere tutti quanti in grado di portarlo così in alto, deve rendere tutte le persone che lavorano orgogliose di quanto fatto.
Per il Brasile vorrà dire molto questo titolo, abbiamo visto l’interesse crescente di un popolo che lui ha deciso di rappresentare. E’ qualcosa di molto profondo”.
Slalom Gigante Maschile Milano-Cortina (ITA)
gigante maschile
Odermatt cede il titolo, ma che orgoglio: "Tre medaglie, posso essere soddisfatto di questi Giochi"
Sabato 14 Febbraio, 17:10gigante maschile
Sabato 14 Febbraio, 16:10gigante maschile
Sabato 14 Febbraio, 15:15gigante maschile
Sabato 14 Febbraio, 14:25gigante maschile
Sabato 14 Febbraio, 12:45gigante maschile
Sabato 14 Febbraio, 11:05BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Andalo | 20/20 | 70-100 cm |
| Plan de Corones | 34/34 | 10-60 cm |
| Polsa San Valentino | 6/6 | 50-70 cm |
| San Domenico di Varzo | 6/7 | 10-60 cm |
| Canazei | 23/23 | 50-100 cm |
| Crest | 10/10 | 60-95 cm |
| Pinzolo | 14/14 | 20-90 cm |
| Ghiacciaio Presena | 30/30 | 50-160 cm |
Ultimi in Sport invernali
Hannes Zingerle gran 6° in rimonta a Berchtesgaden, capolavoro di Sturm per beffare Gile
Il primo dei due appuntamenti di Coppa Europa con il gigante in Baviera (domenica lo slalom) vede trionfare l'austriaco, capace di una 2^ manche devastante per battere l'americano, con Janutin 3°. Il badiota recupera 13 piazze ed è il miglior italiano, con Talacci 10°.












33