Nell'inferno della Stelvio, Pinheiro Braathen resiste a Odermatt ed entra nella leggenda. Disastro azzurro

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Nell'inferno della Stelvio, Pinheiro Braathen resiste a Odermatt ed entra nella leggenda. Disastro azzurro

Il gigante olimpico di Bormio, tra pioggia e nevischio, vede l'asso del Brasile (paese mai a medaglia nei Giochi invernali) piegare il campione in carica, a secco di titoli qui, con Meillard a completare il podio davanti a Tumler. Solo Franzoni ottiene un discreto piazzamento, Vinatzer fuori tentando la rimonta.

Nella leggenda dello sport, per un oro storico e ottenuto con la freddezza e la qualità dei grandi, davanti al più forte di tutti di questa epoca, nonché campione in carica e che cercava il bis come solo Alberto Tomba nella specialità.

Lucas Pinheiro Braathen porta al Brasile un titolo olimpico da libri di storia, conquistando il gigante a cinque cerchi nell’inferno della Stelvio di Bormio davanti a sua maestà Marco Odermatt e un altro fuoriclasse come Loic Meillard, con Thomas Tumler 4° per l’armata svizzera strepitosa, ma battuta per la prima volta in questa rassegna (dopo i tre ori di von Allmen, uno condiviso con Nef); dopo aver fatto una differenza pazzesca nella 1^ manche, quella che oggi ha deciso gran parte della gara, la gara che vede il Brasile festeggiare non solo la prima medaglia nella storia dei Giochi invernali per il paese sudamericano, ma un oro pazzesco con il fenomeno che, nel 2024, ha deciso di lasciare la Norvegia per avviare una seconda carriera sotto la bandiera del paese di origine della madre.

E oggi Pinheiro, con il suo capolavoro tra la neve mista a pioggia della 2^ e decisiva run, ha dimostrato di aver avuto ragione, con il suo team guidato da papà Bjoern e con un tecnico di riferimento, Mike Pircher, che ha guidato tutta la carriera di Marcel Hirscher, vincendo con l’asso salisburghese il gigante olimpico di PyeongChang 2018 a coronamento del percorso agonistico del G.O.A.T.

Partiva con 95 centesimi di vantaggio, il 25enne cresciuto a Baerum, ha pasticciato un po’ sul primo muro, quello di San Pietro, dove in mattinata aveva fatto qualcosa di eccezionale; sapendo che Odermatt era stata la solita furia (sul disegno del suo tecnico Krug) per cercare l’oro, anche se il nidvaldese non aveva guadagnato nulla nel confronto con Meillard, bisognava comunque prendersi tutti i rischi del caso e Lucas l’ha fatto, concludendo con 58 centesimi di margine sul re degli svizzeri, secondo come nella combinata a squadre, per la terza medaglia qui a Bormio senza titoli.

E pensare che Pinheiro Braathen era reduce da tre secondi posti consecutivi in gigante, dall’Alta Badia a Schladming passando per Adelboden, non esultava in gigante da oltre 3 anni e oggi ha confezionato un’impresa davvero immensa, anche per la mentalità che ci ha messo, non solo la sua enorme qualità sciistica.

Loic Meillard, come detto, sale ancora sul podio ed è terzo a 1”17 (il nativo di Neuchatel aveva 1”57 di distacco a metà gara, nella seconda parte della manche decisiva è stato davvero super guadagnando tanto anche su Odermatt), davanti di 28 centesimi a Thomas Tumler, amaro 4° ma oggettivamente senza rimpianti, alla miglior gara di una stagione sinora molto in ombra.

Atle Lie McGrath, felicissimo per il suo “gemello” e grande amico, sarà 5° a 1”82, in rimonta dall’8° ma comunque distante dalla medaglia, precedendo Anguenot, che porta un buon risultato alla Francia (anche se nei grandi eventi contano solo le medaglie e parliamo di un gran specialista, fresco del podio di Adelboden), Kristoffersen che paga più di 2 secondi, ma oggettivamente su questo pendio non ci aspettavamo grandissime cose dal fuoriclasse norge, con Brennsteiner 8° e Schwarz 9° (completamente sbagliata la 1^ manche da parte del carinziano) per l’Austria grande delusa.

La top ten si completa con Verdu, che in risalita ottiene finalmente un piazzamento utile in stagione, poi Haugan, Kranjec, Schmid e Grammel per la Germania in 13esima e 15esima con Zubcic tra i due, mentre Patrick Feurstein è 16° precedendo un deludente Radamus, Aerni e l’iridato Haaser appena 19°.

E l’Italia? Un disastro, senza se e senza ma, con Giovanni Franzoni che fa quel può e anche oggi, di fatto, è il miglior azzurro (24° a 4”13, niente punti per la WCSL con due piazze recuperate nella 2^), visto che dopo le uscite di Kastlunger e De Aliprandini nella prima manche, quella decisiva è fatale ad Alex Vinatzer.

Ci prova il gardenese, questo sì, ma deraglia dopo un buon primo intermedio in attacco alla zona della Konta, scivolando via dopo aver girato all’11° posto, a 2”39 dal futuro campione olimpico.

Domenica il gigante femminile a Cortina, lunedì la chiusura per gli uomini a Bormio con lo slalom.

 

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GIGANTE MASCHILE OLIMPIADI – BORMIO

 

Lucas Pinheiro Braathen in 2’25”00

Marco Odermatt + 0”58

3° Loic Meillard + 1”17

4° Thomas Tumler + 1”45

5° Atle Lie McGrath + 1”82

6° Léo Anguenot + 1”99

7° Henrik Kristoffersen + 2”04

8° Stefan Brennsteiner + 2”23

9° Marco Schwarz + 2”28

10° Joan Verdu + 2”29

24° Giovanni Franzoni + 4”13

DNF Alex Vinatzer

DNF1 Luca De Aliprandini

DNF1 Tobias Kastlunger

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