Parla Vonn dopo il dramma: "Il crociato rotto non c'entra con l'errore di ieri, pochi centimetri hanno fatto la differenza"

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Sci Alpinola campionessa ferita

Parla Vonn dopo il dramma: "Il crociato rotto non c'entra con l'errore di ieri, pochi centimetri hanno fatto la differenza"

Ricoverata a Treviso dopo la terribile caduta nella discesa olimpica di Cortina, ecco le prime parole direttamente dalla fuoriclasse che, di fatto, domenica ha chiuso la sua carriera riportando una complicata frattura alla tibia della gamba sinistra. "Non dimenticherò mai la sensazione al cancelletto di questa gara, il bello della vita è anche rischiare e provarci, sognare".

Un dramma sportivo e umano, quello che Lindsey Vonn sta vivendo dopo quanto accaduto ieri, nella discesa dei suoi sogni, quella sull’Olympia delle Tofane che valeva il titolo ai Giochi, per chiudere un cerchio perfetto, 16 anni dopo Vancouver.

Dopo pochi secondi è finito tutto per l’immensa campionessa statunitense, arrivata a Cortina da dominatrice della stagione nella velocità, ma col grande dubbio legato all’infortunio riportato a Crans-Montana. Dopo una giornata intera, la seconda trascorsa all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove LV84 è stata operata alla gamba sinistra, la fuoriclasse nativa del Minnesota ha deciso di esporsi a mezzo social in maniera molto netta sulla scelta che ha fatto, quella di presentarsi alla gara regina che avrebbe dovuto rappresentare il saluto al suo mondo nella maniera più bella, anche se vista la situazione in Coppa del Mondo, Lindsey avrebbe quasi certamente proseguito la sua carriera sino a fine stagione per conquistare la nona sfera di cristallo nella disciplina regina.

Tutto finito alla traversa di Pomedes, con quell’inforcata col braccio destro che l’ha portata in rotazione e poi a terra con un impatto durissimo. “Il mio sogno olimpico non è finito come sognavo – comincia il suo post instagram Vonn in tarda serata - Non era un finale di un libro di storie, era solo vita. Ho osato sognare e avevo lavorato così duramente per realizzarlo.

Perché nelle gare di sci, in discesa, la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere piccolissima, pochi centimetri. Ero semplicemente una decina di centimetri troppo stretta su quella traiettoria, quando il mio braccio destro si è agganciato all’interno della porta, causando il mio incidente.

Il mio crociato anteriore e le ferite passate non hanno nulla a che fare con il mio incidente. Purtroppo, ho riportato una complessa frattura della tibia che è attualmente stabile, ma richiederà molteplici interventi chirurgici per sistemarla correttamente.

Mentre non è finita come speravo, e nonostante l’intenso dolore fisico che ha causato, non ho rimpianti. Stare al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere che ero lì ad avere la possibilità di vincere è stato un successo in sé. Sapevo anche che correre era un rischio, lo è sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso.

Come nelle gare di sci, si rischia nella vita. Noi amiamo, saltiamo e a volte cadiamo e i nostri cuori sono spezzati. A volte non realizziamo i sogni che sappiamo di poter avere, ma questo è anche il bello della vita; possiamo provare. Ci ho provato. Ho sognato. Ho saltato. La vita è troppo breve per non rischiare su se stessi. Perché l’unico fallimento nella vita è non provarci. Io credo in te, proprio come tu hai creduto in me”.

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