Ai piedi del gigante buono: von Allmen nel mito dello sci, 3° titolo olimpico a Bormio! Franzoni 6°

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Sci Alpinosuper-g maschile

Ai piedi del gigante buono: von Allmen nel mito dello sci, 3° titolo olimpico a Bormio! Franzoni 6°

Il super-g dei Giochi è del fenomeno elvetico, che firma un tris come solo Toni Sailer 70 anni fa e Jean-Claude Killy nel 1968, oltre a Janica Kostelic in ambito femminile. Cochran-Siegle è argento come a Pechino, Odermatt bronzo e ancor più amaro Allegre 4° per 3 centesimi. Amara la gara degli azzurri, con Paris che perde uno sci dopo poche porte, Franzoni che la perde alla Carcentina ma è sempre lì, mentre Innerhofer chiude la sua avventura olimpica sfiorando la top ten, infine Casse che termina lontano dal vertice.

Tutti ai piedi del gigante buono che, indipendentemente da ciò che accadrà da qui al termine di Milano Cortina 2026, è già il padrone assoluto di questi Giochi con il terzo titolo olimpico, su tre gare disputate a Bormio, firmando un altro capolavoro nel super-g sulla Stelvio.

Dopo la discesa e la combinata a squadre, il 24enne rossocrociato fa qualcosa di eccezionale, su una gara particolare, molto veloce e senza particolari trabocchetti sul tracciato disegnato da coach Lorenzo Galli, ma le insidie di una neve che ha tenuto, sì (straordinario il lavoro degli uomini in pista vista la situazione), ma non era certo quella dei giorni scorsi viste le temperature.

Franjo porta alla Svizzera il primo titolo a cinque cerchi in questa specialità nella storia, fermando il dominio quasi trentennale di Austria (ultimi due ori vinti da Matthias Mayer) e Norvegia, è il primo a firmare la doppietta olimpica di gare veloci e diventa il terzo uomo a riuscire a firmare il tris con la medaglia più importante nella stessa edizione olimpica, dopo Toni Sailer a Cortina (giochi del destino) nel 1956 e Jean-Claude Killy a Grenoble 1968, anche se loro vinsero sempre a livello individuale, visto che von Allmen ha condiviso la combinata a squadre lunedì scorso con Nef. E in ambito femminile, ci riuscì pure Janica Kostelic a Salt Lake City 2002.

Perfetto il pettorale, il n° 7 (anche in termini di visibilità), perfetto il maestoso velocista classe 2001 specialmente alla Carcentina, per battere di 13 centesimi Ryan Cochran-Siegle, che ha sfruttato benissimo il 3 per conquistare il secondo argento, sempre in super-g, dopo Pechino 2022 e sulla pista del suo unico trionfo in CdM, oltre 5 anni fa.

La medaglia di bronzo è amara, viste le sue ambizioni, per Marco Odermatt che perde la possibilità del secondo titolo olimpico in carriera in zona San Pietro, con due sbavature dopo il salto e lasciando quel paio di decimi cruciali, finendo poi a 0”28 dal compagno di nazionale che gli ha indubbiamente tolto la scena in questa rassegna a Bormio, nonostante il secondo podio in due giorni per il campionissimo di Buochs.

“Odi” si mette dietro di appena 3 centesimi Nils Allegre, bravo col numero 1 (che oggi poteva solo risultare un vantaggio, senza passaggi particolarmente rischiosi da studiare) a sfiorare la medaglia, con Raphael Haaser primo degli austriaci grandi delusi, 5° a 0”57 l’iridato di gigante perdendola nel cuore della Stelvio.

A 6 centesimi dall’alfiere del Wunderteam, ecco Giovanni Franzoni che è ancora il miglior azzurro, 6°: oggi non c’erano le condizioni per vedere la miglior versione del fenomenale bresciano, che ha perso tutti quei 6 decimi in zona Carcentina-Ciuk, come spiegherà poi non interpretando benissimo il lancio verso San Pietro e la neve più molle.

Ad ogni modo, per lui che farà anche il gigante, Olimpiade straordinaria che è finita invece oggi, e in assoluto la sua carriera ai Giochi a meno di ripensamenti, per Dominik Paris: bronzo in discesa, e l’obiettivo è stato quindi raggiunto, l’asso della Val d’Ultimo perde uno sci su una sconnessione subita dopo pochi secondi di gara, con tanta rabbia per “Domme” di vedere svanire una chance, su un tracciato veloce che avrebbe potuto interpretare molto bene.

La settima posizione di giornata è per Kriechmayr (+ 0”78), che perde già troppo in alto ma, quantomeno, saluta Bormio con la sua prima medaglia olimpica ottenuta nella combinata a coppie con Feller; a 3 centesimi dall’asso austriaco, che cuore Fredrik Moeller 8° a 0”80, con un errore importante alla Carcentina gareggiando con tanti acciacchi, dopo le due pesantissime cadute tra Val Gardena e la prova qui di una settimana fa. Dietro al talento norge, troviamo il terzo e quarto svizzero da top ten, Rogentin a 0”82 e Monney ancora deluso pagando 9 decimi.

Poi, lui primo azzurro al via (col pett. 4) nella sua unica gara della quinta volta ai Giochi, a 41 anni, ecco Christof Innerhofer 11° a 1”18, anticipando di un centesimo Sejersted (viste le loro condizioni, i due fari norvegesi sono stati molto bravi) e poi Hrobat, Schwarz, un super Elezi Cannaferina (col pettorale 25 è 15° a 1”45, pure con un gancio dello scarpone aperto) e i canadesi Crawford (con il 2 ha sprecato una grande opportunità, ma il trend stagionale per l’ex campione del mondo è molto chiaro) e Alexander, con Zabystran 17° alla pari di quest’ultimo (come il tedesco Jocher) con 1”55 di ritardo.

Deludente, anche se il pettorale 17 certo non aiutava, Mattia Casse che ha vissuto una prima Olimpiade complicata, con il piemontese oggi appena 24° a 2”09, alle spalle anche di Babinsky che è uno dei delusi di giornata dopo i due podi di Wengen e Kitz e sarà solo 21° (+ 1”72).

Sabato il gigante, mentre il programma olimpico dello sci alpino proseguirà domani con il super-g femminile.

 

SUPER-G MASCHILE OLIMPIADI – Bormio

 

1° Franjo von Allmen in 1’25”32

2° Ryan Cochran-Siegle + 0”13

Marco Odermatt + 0”28

4° Nils Allegre + 0”31

5° Raphael Haaser + 0”57

Giovanni Franzoni + 0”63

7° Vincent Kriechmayr + 0”78

8° Fredrik Moeller + 0”80

9° Stefan Rogentin + 0”82

10° Alexis Monney + 0”90

11° Christof Innerhofer + 1”18

24° Mattia Casse + 2”09

DNF Dominik Paris

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