Ski-Ability, il progetto di Lombardia e Trentino per rendere le piste da sci pienamente accessibili alle persone con disabilità

L’importanza dello sci alpino per l’integrazione dei bambini con disabilità motoria e cognitiva
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Ski-Ability, il progetto di Lombardia e Trentino per rendere le piste da sci pienamente accessibili alle persone con disabilità

L'iniziativa si pone l'obiettivo di definire un kit di autovalutazione che permetta ai gestori degli impianti sciistici di verificare il livello di accessibilità del proprio comprensorio per le persone con disabilità, dotandoli di tutti i servizi e le strutture necessarie. Le stazioni sciistiche di Bellamonte-Alpe Lusia, Colere e Piani di Bobbio sono state individuate aree pilota per sviluppare un modello replicabile negli altri comprensori alpini. 

Il progetto europeo vede coinvolte, in Italia, Regione Lombardia e Provincia Autonoma di Trento, che collaborano con la Comunità di Lavoro ArgeAlp, la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e il Comitato Paralimpico Italiano, avvelendosi del supporto dell'Università di Brescia

Ski-Ability si propone di creare un modello scalabile e replicabile che possa attivare in modo coordinato tutti i servizi necessari per garantire una piena accessibilità, che includono, ad esempio, trasporto con navette attrezzate, parcheggi dedicati, impianti di risalita accessibili, ausili specializzati e la presenza di istruttori qualificati. Un sistema che promuove un approccio nuovo. Tutte le strutture locali devono puntare a mobilità e accessi privi di barriere architettoniche, dai servizi igienici fino ad alloggio e ristorazione.

L'auspicio è quello di generare un sistema capace di innescare interventi "a catena" nell’intero territorio, stimolandolo a costruire un’offerta turistica accessibile a tutti.

Una rampa per una carrozzina al posto delle scale non basta – spiega il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani Federica Picchi chi vive una disabilità motoria e desidera praticare sport sulla neve conosce bene il rischio di imbattersi in una serie di ostacoli. Un comprensorio può essere dotato degli impianti di risalita più moderni, che consentono alla persona con disabilità di risalire con un monosci. Tuttavia, se il parcheggio non è attrezzato o se i servizi di ristorazione e igienici non sono accessibili, quel desiderio resta irrealizzabile."

Il cuore dell’iniziativa è un tool kit strutturato in sezioni tematiche, composto da domande elaborate da un gruppo multidisciplinare di esperti, in collaborazione con FISIP e CIP. L’obiettivo è rispondere a un interrogativo: è davvero possibile per uno sciatore con disabilità vivere una giornata sulla neve in autonomia, senza accompagnatori? Il primo soggetto chiamato ad attivarsi è infatti il gestore dell’impianto. Attraverso l’autovalutazione comprende le aree sulle quali intervenire, coinvolgendo i titolari dei servizi del suo comprensorio. Partendo da una constatazione: il vero elemento distintivo di un comprensorio moderno è la capacità di offrire percorsi accessibili non solo sulle piste, ma soprattutto integrando servizi dedicati, iniziando dalle informazioni online necessarie alla pianificazione dell’esperienza sugli sci.

Tra le aree sciistiche pilota, la società SIT Bellamonte SpA, gestore del comprensorio di Bellamonte-Alpe Lusia, ha già ottenuto la certificazione "Marchio Open", a conferma dell’impegno verso servizi pienamente accessibili e inclusivi per le persone con disabilità.

Alberto Arenghi, docente dell'Università degli Studi di Brescia e ingegnere, responsabile del progetto, evidenzia che l’accessibilità può diventare un investimento strategico per la sostenibilità dei territori e, in particolare, delle località sciistiche. Funge da driver capace di generare nuove opportunità di esperienza, partecipazione e valorizzazione delle comunità locali. In questa prospettiva, il progetto Ski-Ability si presenta come un laboratorio per sperimentare pratiche inclusive nei contesti sciistici alpini. Parte da un dato di realtà: la montagna è spesso idealizzata come spazio di libertà, contemplazione e avventura, ma resta uno dei luoghi più escludenti per le persone con disabilità. Secondo il Consiglio dell'Unione Europea, in Europa circa 101 milioni di persone (il 27% della popolazione) hanno una qualche forma di disabilità. Nel mondo sono circa 650 milioni (il 15% della popolazione). Investire in ambienti, anche montani, sempre più accessibili significa rispondere alle esigenze di una parte della cittadinanza sempre più ampia.


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