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Kramer, Davis e Richardson: ori tra certezze, sorprese e riscatti. Team Pursuit donne: Olanda ko col Giappone

Kramer, Davis e Richardson: ori tra certezze, sorprese e riscatti. Team Pursuit donne: Olanda ko
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Speed Skating - Mondiali su Singole Distanze a Heerenveen

Kramer, Davis e Richardson: ori tra certezze, sorprese e riscatti. Team Pursuit donne: Olanda ko col Giappone

Forse non ci si poteva aspettare altro di più emozionante e avvincente. La terza giornata dei Campionati Mondiali su Distanze Singole di Heerenveen ha regalato tantissimo. Dalle certezze inossidabili di Sven Kramer, alle emozioni inaspettate di Shani Davis, passando per la “vendetta” tra connazionali attuata da Heather Richardson. Fino alle lacrime di amarezza – in un gelo spettrale sulle tribune della Thialf – per via della caduta delle dee: il Team Pursuit femminile dell’Olanda cede l’oro per 2 centesimi alle incredule (o quasi) giapponesi.

Questa è stata la giornata iridata. Tanti spunti, tanti vincenti e tanti sconfitti. In mezzo anche gli azzurri. Ben tre si sono giocati una gara individuale, rimanendo però nelle retrovie, fuori dal vivo per la lotta. Dagli esordienti nella competizione Andrea Giovannini, nei 5000 metri ha finito al 14esimo posto, a Yvonne Daldossi, che nei 500 femminili ha chiuso le due serie come diciottesima la mondo. Finendo con il veterano Mirko Giacomo Nenzi, 19esimo sui 1000.

Partiamo però dalla vittoria annunciata più di tutte. Quella dei 5000 metri maschili. Annunciata sì, ma non perché non ci fosse concorrenza per Kramer, ma anche perché il campionissimo aveva puntato tutto su questa gara. Inoltre quando c’è Sven Kramer difficilmente i 5 km hanno un diverso padrone. Dal 2007 al 2013 ha conquistato ben cinque titoli iridati, abdicando solo nel 2011 a Inzell. Allora vinse il connazionale Bob de Jong, ma c’era un particolare: quattro anni fa, il due volte campione olimpico sulla distanza non era in gara.

Così l’asso di Heerenveen non ha fallito. Il campionissimo 28enne vince il sesto oro in carriera in 6’09’’65. Oltre al titolo, si prende la soddisfazione di realizzare il nuovo record della pista. Il precedente? Neanche a dirlo, apparteneva a lui (6’10’’37 datato 2012). Sven si prende tutto il possibile dopo l’oro nel Team Pursuit di ieri e si prende anche altri due connazionali che lo accompagnano sul podio: Jorrit Bergsma e Douwe de Vries.

Galvanizzato dalla prestazione d’oro giovedì sera nei 10mila, Bergsma si ripete sulla Thialf e impensierisce Kramer per oltre metà gara. Trova la medaglia d’argento in 6’11’’53. Bissato il secondo posto ottenuto due anni fa. Ma dunque è tripletta olandese, grazie a Douwe de Vries (6’18’’24) alla prima medaglia mondiale in carriera. Niente da fare per un ottimo Denis Yuskov. Il russo conferma di essere in una condizione strepitosa. Il fresco campione del mondo nei 1500 di ieri, sorprende tutti con una prestazione da podio in una distanza che difficilmente – tranne occasione del quarto posto ai Mondiali 2013 - l’ha visto tra i primissimi. E ottiene un grande 6’19’’74, primato stagionale. Quinto il francese Alexis Contin sorprende ancora in 6’19’’99.

Quattordicesimo l’unico azzurro qualificatosi tra i migliori 24 al mondo al via. Andrea Giovannini, presenza ormai fissa in Coppa del Mondo nel gruppo A, si fa valere all’esordio in un Mondiale su Distanze Singole. La sua “prima” è in sesta batteria con l’esperto norvegese Håvard Bøkko. Questi i suoi parziali nei dodici giri e mezzo: 18’’95, 30’’, 30’’7, 30’’9, 30’’6, 30’’7, 30’’9, 30’’9, 31’’2, 31’’, 31’’, 31’’1, 31’’2. Il totale è 6’29’’74 ovvero miglior prestazione stagionale e crono non molto lontano dal 6’25’’24 che rappresenta il suo personal best. Un buon test in attesa della Mass Start di domani, gara in cui punta al podio.

Davvero inaspettato l’epilogo dei 1000 metri maschili. Ci si attendeva un duello russo-olandese tra Nuis e Kulizhnikov, i due atleti che si erano sfidati – con doppia vittoria dell’oranje in World Cup -proprio sullo stesso ghiaccio. E invece è arrivato Shani Davis. Lo statunitense non vinceva un titolo al Mondiale dal 2011. Inoltre colui che sulla distanze è stato bicampione olimpico sulla distanza non gioiva dallo scorso 8 marzo – successo a Inzell sempre sui 1000 – nemmeno in Coppa. Oggi ha piazzato la zampata che in pochi si aspettavano, anche se qualche avvisaglia l’aveva data già ieri con il quarto posto nei 1500. Shani risorge quando è il momento di farlo e non è un caso se ai Mondiali su Singole Distanze sia salito per sette volte – con oggi fanno quattro ori e tre bronzi - consecutive. Davis batte in 1’08’’57 il nuovo che avanza, ovvero Pavel Kulizhnikov (1’08’’61)e Kjeld Nuis (1’08’’71). Per ora il 32enne di Chicago c’è ancora e ringrazia i centesimi e un ultimo giro da 26’’4 che ha fatto saltare i piani d’oro dei due giovani avversari. Si fatica a capire chi tra il russo – senza oro nonostante il primato personale - e l’olandese – il cui bronzo non lo può soddisfare – sia il più deluso. Di certo Nuis si sarà reso conto che i centesimi – o meglio un centesimo - gli hanno garantito il bronzo mondiale ai danni di un Denny Morrison ancora a ridosso dei primi. Quinto e sesto Hein Otterspeer e Stefan Groothuis, altri oranje lontani dalle medaglie. Solo ottavo il campione uscente, il kazako Denis Kuzin.

Non abdica o almeno migliora il suo primato stagionale di 41 centesimi l’azzurro Mirko Giacomo Nenzi. Il 25enne che nei 1000 finì sul podio proprio alle spalle di Shani Davis nel dicembre 2013, non segue l’exploit da podio dell’americano. Il veneziano è in corsia esterna con Zbigniew Bródka e disputa una gara abbastanza veloce nella prima parte: 16’’72 allo start e primo giro da 25’’8. L’ultima tornata la percorre in 27’’8. Per un tempo complessivo di 1’10’’39 che lo colloca in 19esima posizione. Si giocherà delle chance migliori nei 500 metri di domani. Nella distanza breve ha ottenuto i suo migliori risultati.

I 500 femminili rappresentano una novità assoluta – per occupanti del podio iridato della gara più veloce -, anche se le medaglie pesanti vanno alle dominatrici statunitensi della velocità. Per gli Usa è doppietta come nei 1000 di ieri. Ma stavolta le posizioni si invertono. Heather Richardson è d’oro e batte Brittany Bowe. E la nuova campionessa mondiale trova il primo successo nella competizione dopo la delusione nei 1000. La 25enne di High Point, due vittorie stagionali in Coppa sulla distanza, aveva messo subito in chiaro la situazione. Nella prima serie, infatti, era già stata la più veloce di tutte in 37’’703. Distanziate con distacchi tra i 29 e i 40 centesimi le rivali più accreditate: la Bowe, l’olandese Thijsje Oenema, la giapponese Nao Kodaira e la coreana campionessa olimpica Lee Sang-Hwa.

Un’ora e mezza dopo è arrivato poi il sigillo definitivo nell’ultima batteria della seconda serie proprio con Richardson e Bowe protagoniste. Si conferma imprendibile Heather ancora la più veloce in 37’’629, che prevale sulla compagna di team, la Kodaira Lee e Oenema. Il computo finale – che somma i due tempi di run, convertiti in punteggi recitava questa graduatoria. L’oro va così alla Richardson (75.332) davanti nettamente a Bowe 75.785 e Nao Kodaira (75.893). La 28enne giapponese sale così per la prima volta su un podio mondiale. Delusione enorme per Oenema, che nella prima serie ha accarezzato il sogno di poter bissare la medaglia di bronzo ottenuta nei 2012 sulla stessa pista. La vera perdente però è un’altra: Lee Sang-Hwa. La coreana che nei 500 ha vinto tutto, non solo non vince, ma non va nemmeno a medaglia, fermandosi al quarto posto. Una debacle evidente.

C’era anche l’azzurro nella gara sprint con Yvonne Daldossi, impegnata nella prima serie con la canadese Marsha Hudey (Canada). L’altoatesina tesserata per la Forestale forse patisce la tensione dell’esordio e finisce la sua prova in 39’’154, tempo molto buono per i suoi livelli che la colloca in 20esima piazza. Nella seconda serie della distanza sprint, la pattinatrice bolzanina è impegnata in corsia esterna con la russa Yuliya Kozyreva. E qui arriva la sua prestazione migliore: Parte nei primi 100 metri in 10’’725 e chiude la sua prova con un ottimo 38’’832 crono che abbatte di 10 centesimi il suo primato stagionale e finisce a soli 14 dal personale ottenuto nell’anello velocissimo di Salt Lake City. In totale, 77.986 punti che la fanno risalire in diciottesima posizione finale.

Olanda affranta e inconsolabile in chiusura di serata. Le donne del Team Pursuit non riescono a vincere la gara iridata che finisce alla squadra del Giappone per un’inezia: due centesimi. Così Ireen Wüst, Marrit Leenstra e Marije Joling subiscono una delle sconfitte più brucianti che si potessero prevedere. Vengono battute proprio quando il pubblico della Thialf Arena pensava di dover festeggiare. L’ultima batteria dell’Inseguimento a squadre femminile ha visto le oranje partire con il crono delle giapponesi (Miho e Nana Takagi, con Ayaka Kikuchi) già in mente: 3’01’’53. Sembrava essere una cavalcata vincente per le regine di Olimpiadi, Coppe del Mondo e Mondiali. Nella prima metà di gara hanno raggiunto anche i 3 secondi di vantaggio. Poi, il crollo fino alla disperazione dopo l’arrivo. L’Olanda si accontenta dell’argento e in questo caso sembra risaltare più la sconfitta rispetto all’oro incredibile delle nipponiche. Il bronzo, così come accaduto a Sochi 2014, finisce alla Russia (Skokova, Graf, Voronina).

Clicca qui per consultare i risultati completi e il programma.

Domani è in programma l’ultima giornata di gare durante la quale assegneranno gli ultimi quattro titoli mondiali. Gli italiani sono attesi soprattutto nelle Mass Start, prove che chiuderanno la manifestazione. È possibile seguire i Campionati in diretta streaming collegandosi a questo link: http://livemanager.eurovision.edgesuite.net/isu/index.html. Gare visibili anche in diretta tv su Eurosport 2.

Ecco il programma con orari e italiani iscritti in gara:

Ore 13:00 Prima serie 500m uomini (Nenzi)
Ore 14:00 1500m donne
Ore 15:02 Seconda serie 500m uomini
Ore 15:54 Mas Start uomini (Giovannini e Francolini)
Ore 16:19 Mass Start donne (Lollobrigida)

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