Recupero da record per Borsotti, ma non ci sarà nel tempio di Adelboden: "Ci ho creduto fino all'ultimo"

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Recupero da record per Borsotti, ma non ci sarà nel tempio di Adelboden: "Ci ho creduto fino all'ultimo"

A meno di tre settimane dal serio danno all'adduttore (e con strappo addominale), prima della sfida alla Gran Risa, il gigantista valsusino sta già lavorando in pista per ritrovare la gara, mirando ora a Schladming per cercare il pass olimpico. Per gli altri azzurri, avvicinamento alla "Chuenisbargli" preparandosi in condizioni top a Ponte di Legno.

La nazionale di gigante viaggia direzione Adelboden, nella gara simbolo per ogni specialista in un tempio come la “Chuenisbargli”, che sabato ospiterà il sesto appuntamento stagionale di specialità, lavorando alla grande in quel di Ponte di legno.

Condizioni eccezionali sulla “Casola nera”, per De Aliprandini, Vinatzer (poi spostatosi verso Campiglio), Della Vite, Franzoni, e con la sorpresa di un recupero da tempi record come quello di Giovanni Borsotti, che ci ha provato davvero per rientrare già in occasione della prima gara del 2026.

Solo oggi pomeriggio, il gigantista piemontese ha alzato bandiera bianca in termini di partecipazione alla sfida in Svizzera, ma il rientro è ora molto più vicino, rispetto ai timori che la stagione potesse risultare compromessa da quell’infortunio rimediato in allenamento lo scorso 18 dicembre (proprio nel giorno del suo 35° compleanno), con una seria lesione all’adduttore e uno strappo addominale, tra le grandi classiche dopo Val d’Isère, dove Giovanni uscì nella 2^ manche (era nei quindici dopo la 1^), e prima della Gran Risa in Alta Badia.

Certo, fa male perdere Adelboden dove Borsotti fu straordinario nella 1^ manche di quell’edizione 2020 in cui a metà gara c’era una doppietta azzurra, con De Aliprandini al comando prima dell’uscita del trentino, mentre il ragazzo di Bardonecchia scese fino al 14° posto (eguagliato l’anno successivo, ma il suo best sulla Chuenisbargli è l’11° del lontano 2012).

L’obiettivo, dopo essere tornato sulla neve, si sposta su Schladming, con la night race anche tra le porte larghe prevista martedì 27 gennaio, nella quale cercare la sicurezza di un pass per le Olimpiadi. “Fino all’ultimo ci ho creduto – ha scritto lo specialista piemontese sui social - Ho lavorato ogni giorno cercando di restare positivo e di farmi trovare pronto per l’appuntamento del 10 gennaio ad Adelboden, ma purtroppo il mio fisico non è ancora al 100%.

A malincuore devo rinunciare a questa gara: sugli sci le sensazioni sono buone, ma non sufficienti per affrontare una prova così impegnativa senza il rischio di peggiorare la situazione. Ora l’obiettivo è tornare al massimo per il 27 gennaio. La strada è quella giusta, serve solo tempo”.

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Prima manche a Kranjska Gora, con un manto tostissimo e sei azzurre in gara, a partire da Lara Della Mea (pettorale 21) che punta ad un bel risultato. Lena Duerr col numero 1, poi Ljutic prima della leader di specialità e della generale, mentre la campionessa del mondo e trionfatrice di ieri avrà il 6, anticipando Lara Colturi (traccia papà Alessandro). Da Holdener a Moltzan, da Aicher a Truppe, le mine vaganti non mancano.