Il sesto gigante di Coppa del Mondo, con Marco che ha sciato con il lutto al braccio per ricordare la tragedia di Crans-Montana, sotto una fittissima nevicata vede il nidvaldese dominare e riprendersi il pettorale rosso per la cinquina consecutiva nel tempio, battendo Pinheiro Braathen e un meraviglioso Anguenot. De Aliprandini rientra in top 20, per Vinatzer errore fatale sul primo muro della 2^ manche.
La gente di Adelboden a “tirarlo giù” dalla Chuenisbargli, impazzita quando l’ha visto comparire, ancora con 4 decimi di vantaggio su Lucas Pinheiro Braathen, sul muro più iconico del circo bianco.
E lui non li ha delusi, ancora una volta, per la storica cinquina consecutiva (qui vince sempre dal 2022) di Marco Odermatt, il re della Coppa del Mondo che trionfa nel gigante simbolo, quello di Adelboden, agganciando nella leggenda Ingemar Stenmark, che però la gara più attesa dell’anno per gli specialisti non la portò a casa in serie come il nidvaldese.
In un colpo solo, “Odi” si riprende tutto, tornando ad esultare dopo la Val Gardena e le “sconfitte” tra le porte larghe in Val d’Isère e Alta Badia (quando non salì sul podio), col pettorale rosso che torna suo nel giorno in cui Stefan Brennsteiner, che lo precedeva di soli 5 pt in classifica (e ora è secondo a -95), commette il primo errore stagionale dopo cinque top five e finisce fuori nella 2^ manche, corsa nella bufera di una nuova fitta nevicata, tentando la rimonta dal 21° posto. Con l’Austria che, poco dopo, perderà pure Marco Schwarz che sbaglia sul muro conclusivo quando era in linea per tentare la risalita almeno sino ai piedi del podio (era 6° al giro di boa).
Odermatt, oggi al sesto centro stagionale e 51° totale, vicino a quota 1000 pt nella generale praticamente doppiando tutti (con Pinheiro Braathen ora secondo scavalcando Schwarz), ha mantenuto i 49 centesimi che aveva di vantaggio sul brasiliano al giro di boa, con Pinheiro Braathen che termina così 2° come sulla Gran Risa, trovando continuità pure in questa specialità dopo aver sfiorato il podio in slalom a Campiglio, appena 3 giorni fa. E domenica, in uno slalom già suo nel 2023, forse sarà proprio “Pinheiro” il principale favorito, probabilmente assieme a Noel.
Al terzo posto, a 19 centesimi dalla piazza d’onore e 68 dal vincitore, quando ne pagava 66 dopo la 1^ manche, è stato davvero meraviglioso vedere sciare Léo Anguenot, che torna sul podio a poco più di un anno dal 2° in Alta Badia di fine 2024 (alle spalle sempre di Odermatt), per la sua seconda volta a questi livelli.
Lo fa con grande merito il talento francese, tanto che Timon Haugan, che lo precedeva di 13 centesimi a metà gara, gli finisce dietro di 0”58, salvando comunque un 4° posto che, viste le condizioni precarie (sempre per la malandata schiena) del pettorale rosso di slalom, vale tanto resistendo alla rimonta del connazionale Henrik Kristoffersen.
L’ex iridato di specialità sarà 5°, a 1”43 da Odermatt, anticipando di 7 centesimi Meillard e un debordante Radamus da miglior tempo nella 2^: lo statunitense aveva deluso questa mattina, 30esimo a 2”66 e salvo per un soffio, poi ha sfruttato la pista e soprattutto il peggioramento del meteo, per arrivare a cogliere il quarto piazzamento consecutivo in gigante nei primi sette (pur non avendo fatto meglio di 6°), con il campione del mondo Haaser, Gratz e Aerni a seguirlo.
Chiuderà undicesimo il terzo leader norge, Atle Lie McGrath che paga 2 secondi netti, poi in classifica appaiati al 12° Pinturault e Tumler, crolla (ma è comunque una top 15 di grande peso per lui) Joshua Sturm da 5° a 14°, con Kranjec alle sue spalle e poi ancora Francia grazie a Parand 16° ed Elezi Cannaferina 17°.
In diciottesima piazza (+ 2”79), Luca De Aliprandini è il primo azzurro in classifica, con sette piazze recuperate dopo una seconda manche forse meno qualitativa della prima, che era stata macchiata dal gravissimo errore sul muro finale, ma che porta al veterano trentino la prima top 20 di stagione. Per l’Italia, la delusione è rappresentata da Alex Vinatzer che, dopo la solidissima apertura mattutina con la settima prestazione (a 97 centesimi da Odermatt), esagera sul primo muro della Chuenisbargli e finisce fuori.
Risalendo per validare la sua prova e riuscendo per un soffio a rimanere nel tempo limite, a quasi 10 secondi dal vincitore, il gardenese raccoglierà almeno cinque punti chiudendo 26°.
Domenica in slalom, dopo l’inforcata nella notte della 3Tre, servirà una risposta ad un sabato amaro.
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GIGANTE MASCHILE – ADELBODEN
1° Marco Odermatt in 2’31”23
2° Lucas Pinheiro Braathen + 0”49
3° Léo Anguenot + 0”68
4° Timon Haugan + 1”26
5° Henrik Kristoffersen + 1”43
6° Loic Meillard + 1”50
7° River Radamus + 1”67
8° Raphael Haaser + 1”78
9° Fabian Gratz + 1”92
10° Luca Aerni + 1”97
18° Luca De Aliprandini + 2”79
26° Alex Vinatzer + 9”62
DNQ Giovanni Franzoni
DNQ Tobias Kastlunger
DNQ Simon Talacci
DNF1 Filippo Della Vite
Slalom Gigante Maschile Adelboden (SUI)
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Sabato 10 Gennaio, 12:00BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Folgaria | 19/20 | 20-40 cm |
| Canazei | 23/23 | 10-40 cm |
| Passo del Tonale | 29/30 | 30-150 cm |
| Bardonecchia | 21/21 | 30-120 cm |
| Ghiacciaio Presena | 29/30 | 30-150 cm |
| Artesina | 10/12 | 120-180 cm |
| Aprica | 13/15 | 20-45 cm |
| Dobbiaco | 18/19 | 10-45 cm |
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ODERMATT Marco
PINHEIRO BRAATHEN Lucas
ANGUENOT Leo










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