"Non ho rimpianti, darò il massimo anche in slalom": così Vinatzer dopo il gigante. De Aliprandini: "Il fuoco c'è sempre"

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GIOVANNI ZENONI

Sci Alpinocoppa del mondo maschile

"Non ho rimpianti, darò il massimo anche in slalom": così Vinatzer dopo il gigante. De Aliprandini: "Il fuoco c'è sempre"

Il primo dei due appuntamenti di Adelboden ha portato ben poco all'Italia delle discipline tecniche, dopo aver già vissuto la delusione dello slalom di casa a Campiglio. Il gardenese, 26° dopo essersi fermato nella 2^ manche, guarda il bicchiere mezzo pieno come l'ex vice campione del mondo, che oggi a tratti ha ritrovato la sua velocità, centrando la prima top 20 stagionale.

No, non è stato un bel sabato per gli azzurri del gigante, nel tempio di Adelboden dove la nazionale di coach Mauro Pini ha raccolto un 18° e un 26° posto, rispettivamente con Luca De Aliprandini e Alex Vinatzer.

Se andiamo ad analizzare la gara sulla Chuenisbargli, è evidente che entrambi avrebbero potuto fare molto meglio senza i gravi errori commessi, nella 1^ manche per il trentino e in avvio di 2^, quello fatale al gardenese che si è fermato, rientrando nel tempo limite pur concludendo straultimo, a quasi 10 secondi da Odermatt.

E’ altrettanto chiaro che qualcosa è mancato e, con la chance che c’era viste le condizioni trovate, pure in mattinata c’erano state delusioni come quelle di Della Vite, fuori e a questo punto sempre più lontano da un pass olimpico, oltre alle qualificazioni rimaste lontano per Franzoni, Kastlunger e Talacci. “Non c’era altro da fare che attaccare - ha detto a fisi.org Vinatzer, dopo l’errore decisivo nella manche che attaccava dopo il 7° crono, a quasi un secondo da Odermatt, ottenuto nella prima - Mi sono fatto sorprendere troppo dalla terza porta.

Ho voluto comunque chiuderla per il pubblico, ora torno in albergo per prepararmi al meglio in vista dello slalom di domani: voglio dare ancora una volta il massimo”.

“Mi sono sentito molto bene nei primi due settori – ha spiegato De Aliprandini nell’intervista a Rai Sport - A metà manche di questa seconda ho faticato per la visibilità, non mi sono fidato ad attaccare e sono diventato passivo.

Con il livello che c’è attualmente, basta una frenatina che perdi; è un peccato perché la parte finale ho dimostrato di saperla fare, dopo l’errore della prima manche. Sono molto soddisfatto però, su una pista che amo ho trovato buone sensazioni e le Olimpiadi si avvicinano: è stato un avvio di stagione difficile per vari motivi, ma il fuoco dentro c’è sempre.

Sicuram avrei preferito partire in un altro modo, ma le cose non si possono cambiare e guardo avanti in maniera positiva. Andiamo a Schladming con un buon feeling”.

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