Franzoni tra il suo Milan e la... Formula 1: oggi in diretta a Sky prima di Garmisch: "Resto sempre un ragazzino emozionato"

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Franzoni tra il suo Milan e la... Formula 1: oggi in diretta a Sky prima di Garmisch: "Resto sempre un ragazzino emozionato"

Mercoledì allo stadio per assistere al match di campionato dei rossoneri, oggi in collegamento nel corso dei test di F1 per raccontare della sua passione per la velocità e aggiornare sull'avvicinameto a Garmisch, dopo la sua prima Olimpiade da sogno con l'argento in discesa. Ecco il bresciano: "Solo a fine stagione realizzerò quanto sta accadendo e... sì, la coppa generale è un progetto a lungo termine nel quale credo, ammiro tantissimo Odermatt che riesce a gestire in quel modo le tre discipline".

Giovanni Franzoni è stato sempre il miglior azzurro, nelle quattro gare che ha disputato ai suoi primi Giochi Olimpici, dall’argento straordinario in discesa, a due decimi da von Allmen, alla manche di combinata a squadre chiusa davanti a tutti, prima di doversi accontentare della 7^ piazza con Vinatzer “retrocesso” in slalom, passando per il 6° in super-g e poi il gigante, certo non la sua disciplina (almeno per ora), con la 24esima casella ottenuta.

Qualche giorno di recupero, dopo due mesi a tutta dal primo podio in CdM poco dopo metà dicembre in Val Gardena ai trionfi di Wengen e Kitzbuehel, sono necessari e il 24enne di Manerba del Garda li ha sfruttati, prima di partire domenica direzione Garmisch-Partenkirchen, dove a metà della prossima settimana cominceranno le prove verso la discesa sulla “Kandahar” del 28 febbraio (domenica 1 marzo in Baviera ci sarà il super-g), anche per tornare nei siti olimpici ma pure per andarsi a vedere una partita del suo Milan.

Accolto dalla società rossonera, mercoledì scorso per la sfida di campionato a San Siro contro il Como, poi oggi collegato con Sky Sport per raccontarsi e raccontare della sua passione per la velocità e la Formula 1, nel corso dei test che sono andati in scena in Bahrain e Giovanni ha seguito attentamente. Eccolo, a tutto tondo intervistato da Mara Sangiorgio e colleghi: “E’ stata sinora una stagione incredibile, per l’ultimo mese e mezzo probabilmente non ho ancora capito cosa sia successo, se penso che partivo tra gli ultimi in discesa e ora ho cinque podi e due vittorie.

Ciò che mi tiene focalizzato è la voglia di fare sempre meglio, ma realizzerò tutto, almeno credo, solo a fine dell’annata. Wengen e Kitz sono state talmente emozionanti che dopo Crans-Montana è crollato un po’ tutto in termini di adrenalina e trovare le energie per le Olimpiadi in casa è stato tosto.

La prima vittoria, poi, sulla stessa pista dell’infortunio di tre anni fa, quando dovetti rticominciare da zero con la Coppa Europa…”.

La passione per la Formula 1, Franzoni, la spiega così: “Ci sono abbastanza similitudini con il nostro sport se parliamo della discesa, le prove e le traiettorie. Ho giocato ore in camera con il simulatore, mi è sempre piaciuta la velocità e ciò che trasmettono queste incredibili macchine, così come i piloti. Non potrei che tifare la Ferrari, è davvero clamoroso come questi campioni gestiscano pressioni e gare in uno sport del genere, non è solo l’uomo che guida la macchina”.

La svolta sulla Saslong con quel 3° posto in super-g: “Lì ho fatto uno switch mentale, ho sempre faticato a sbloccarmi in gara e avuto tanto margine, perchè ero rigido pensando al risultato e solo quando ho pensato a divertirmi, i risultati sono venuti di conseguenza e vivi tutto meglio. Ho scoperto quanto la testa possa fare la differenza e la gestione della pressione alle Olimpiadi in casa mi ha fatto capire quanto godermi il momento possa aiutarmi”.

“Consigli a Leclerc? L’ho visto sciare a Campiglio, due curve gliele insegnerei volentieri ma sulla velocità è abbastanza in gamba, direi…”. Vita da paddock? A Giovanni piacerebbe eccome: “Vivo per queste cose, sogno sin da piccolo di poter fare tutti questi eventi ed è la cosa bella dello sport anche quella di incrociare altri atleti e mondi. Per me sarebbe solo che un onore, ho ancora la mentalità da bambino super emozionato, non di quello che ha fatto risultati”.

Tornando alle questioni tecniche, ecco che si parla in prospettiva dell’obiettivo Coppa del Mondo, lui che ha caratteristiche da polivalenti, sin dai trionfi a livello juniores, e il classe 2001 bresciano non si nasconde: “Il progetto sulle tre discipline parte da quando avevo 17 anni, entrando in nazionale, e che cerchiamo di portare avanti.

Non è facile e parlando con Marco Odermatt, dico che lui è davvero incredibile nella gestione di questa cosa, fisicamente e mentalmente. Sarebbe un sogno lottare per la generale e nel mio futuro l’idea di poter competere per vincerla c’è, vorremmo arrivarci il più vicino possibile.

Ho fatto anche i 500 pt e quindi posso partire col numero 31 in gigante. Stiamo facendo step per un obiettivo che sarebbe appunto quello. Ieri ho visto Federica Brignone, tra l’altro, e voglio dire che è incredibile ciò che ha fatto. E’ la regina di queste Olimpiadi”.

Si chiude con un paragone tra lui e… Kimi Antonelli: “Ci può stare, ha già dimostrato di essere un pilota molto veloce e sbagliare è umano, forse siamo paragonabili perché cerchiamo il limite e una volta trovato si calibra il tutto per trovare una certa costanza. E’ un ragazzo con grandi capacità e anch’io come lui dopo il suo primo anno in Formula 1 ho cercato di capire la mia dimensione per trovare ritmo in gara, anche se non sono ancora competitivo su tutte le piste”.

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