Pinheiro Braathen prova a riaprire la coppa di gigante: l'olimpionico comanda a K. Gora, Odermatt paga quasi un secondo

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Pinheiro Braathen prova a riaprire la coppa di gigante: l'olimpionico comanda a K. Gora, Odermatt paga quasi un secondo

Prima manche sulla "Podkoren-3" con il brasiliano, che in CdM non vince tra le porte larghe da oltre 3 anni, ma è fresco del trionfo di Bormio, che anticipa di 14 centesimi un ritrovato Brennsteiner, poi Meillard mentre sono lontani Schwarz, Odermatt e Kristoffersen. Grandissima difficoltà per Vinatzer, ad oltre due secondi e mezzo pur partendo con il 9: in casa Italia si salva un buon Della Vite.

Un’apertura per la Coppa del Mondo di gigante?

E’ possibile, anche se il margine di oltre 100 lunghezze per Marco Odermatt su Lucas Pinheiro Braathen chiama ad un ribaltone difficile. Certo è che la manche inaugurale del penultimo appuntamento stagionale, in quel di Kranjska Gora, sorride al neo campione olimpico che si piazza davanti a tutti e pone la principale candidatura per ritrovare il successo tra le porte larghe, se parliamo di massimo circuito, ad oltre tre anni dall’ultima volta in Alta Badia.

In vista della 2^ manche al via dalle ore 12.30, per il leader di coppa, partito con il numero 1 e che su questa neve primaverile non si è adattato bene, tenendosi troppi margini con un raggio di curva brevissimo, ma senza la fluidità necessaria per fare correre lo sci, ci sono 92 centesimi da recuperare al diretto rivale.

Già Stefan Brennsteiner, teoricamente pure in corsa per il trofeo di specialità, aveva rifilato al nidvaldese 78 centesimi, Pinheiro Braathen ne ha aggiunti 14, con Loic Meillard 3° crono a metà gara pagando un po’ sul muro finale, ma in piena lotta a 0”35 dal leader.

I distacchi poi sono importanti, con Schwarz che sbaglia in approccio del ripido conclusivo e si ritrova a 88 centesimi, davanti appunto a Odermatt e con Kristoffersen distante 97 centesimi (lui ultimo vincitore qui, pendio che adora), anche se il pettorale 7 del norvegese già è risultato uno svantaggio almeno di qualche decimo, vista la pista sì buona ma con le temperature che già si fanno sentire in termini di deterioramento del manto.

Attacking Vikings che soffrono, con McGrath a 1”25, alle spalle di uno strepitoso Patrick Feurstein (7° a 1”13 con il numero 20), e Haugan a 1”67, anticipato a sua volta da Kranjec (+ 1”37), un ottimo Anguenot per quasi tre quarti di manche, per poi chiudere (col pettorale 13) 10° ad un centesimo dallo sloveno padrone di casa, e Aerni (+ 1”48).

Radamus è 15° a 1”95, dietro a Grammel (+ 1”70, prova molto positiva) e Sturm (a 1”77), regolando di misura Tumler, Pinturault e Gratz, mentre è stata una manche difficilissima per Alex Vinatzer, mai nel ritmo e in fiducia, rotolato a 2”58 pur partendo con un buon pettorale 9: posizione numero 26 per il gardenese, ed è un altro semi disastro azzurro (nella prima post dimissioni di coach Pini) dopo quello olimpico, con Luca De Aliprandini che finisce a 3”36 e dice addio alle finali non qualificandosi, destino differente per Giovanni Borsotti che può ancora farcela, avendo girato al 29° posto (+ 2”90) e ora chiamato a sfruttare al massimo la pista.

Si salva, di fatto, solo Filippo Della Vite che partendo con il n° 33 è bravo ad inserirsi ventesimo (+ 2”17), niente da fare coi pettorali dal 55 al 60 per Kastlunger, finito a 3”59, e il duo Pizzato e Talacci che sono usciti a metà manche.

 

CLASSIFICA 1^ MANCHE GIGANTE MASCHILE KRANJSKA GORA

 

1° Lucas Pinheiro in 1’10”36

Stefan Brennsteiner + 0”14

Loic Meillard + 0”35

Marco Schwarz + 0”88

Marco Odermatt + 0”92

Henrik Kristoffersen + 0”97

7° Patrick Feurstein + 1”13

8° Atle Lie McGrath + 1”25

9° Zan Kranjec + 1”37

10° Léo Anguenot + 1”38

20° Filippo Della Vite + 2”17

26° Alex Vinatzer + 2”58

29° Giovanni Borsotti + 2”90

39° Luca De Aliprandini + 3”36

42° Tobias Kastlunger + 3”59

DNF Simon Talacci

DNF Stefano Pizzato

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Sono tre i pass staccati dall'Italgigante per la 2^ manche in quel di Kranjska Gora, tutti sopra i 2 secondi di ritardo ma con prestazioni decisamente differenti; il bergamasco, con il pettorale 33, può essere soddisfatto a differenza del gardenese, appena 26° davanti a Borsotti che può ancora sperare per le finali, svanite per De Aliprandini (che rischia la top 30 per la prossima stagione).