Italgigante a terra anche a Kranjska Gora, zona top 20 per Vinatzer e Della Vite. E per il post Pini...

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Italgigante a terra anche a Kranjska Gora, zona top 20 per Vinatzer e Della Vite. E per il post Pini...

Alex, 19°, tutt'altro che soddisfatto della sua prima gara in Slovenia (domenica lo slalom): "Una giornata davvero difficile". Finali svanite per Borsotti, oltre che per un De Aliprandini a rischio nella top 30 della WCSL. Blardone e Moelgg, i grandi ex potrebbero diventare i tecnici responsabili di gigante e slalom, dove la nazionale azzurra sta vivendo una crisi profondissima.

A terra, anche sotto il sole di Kranjska Gora, sulla neve tutta da gestire e alla quale adattarsi della Podkoren-3, che ha visto trionfare Lucas Pinheiro Braathen.

Gli azzurri, ancora una volta, lontanissimi con Alex Vinatzer 19esimo, Filippo Della Vite 21esimo e senza miracolo per il bergamasco in ottica accesso alle finali di Lillehammer (si gareggerà ad Hafjell), mancate anche da Borsotti e De Aliprandini, che non si è qualificato per la 2^ manche. Il veterano piemontese, invece, è uscito a due porte dalla fine della discesa bis, per un bilancio generale magrissimo del team nella prima gara post dimissioni dell’allenatore responsabile dell’intero gruppo delle discipline tecniche, Mauro Pini.

Il tecnico ticinese ha detto stop dopo la delusione dei Giochi, oggi in casa Rai Sport, per voce di Davide Labate, le prime indiscrezioni sulla successione in chiave inverno 2026/27 parlano di Massimiliano Blardone che, già nei quadri federali da tempo, potrebbe diventare l’head coach del gigante e un altro grande ex, Manfred Moelgg, per uno slalom altrettanto in difficoltà da anni.

“In assoluto è stata una giornata difficile – le parole al microfono dell’inviato Ettore Giovannelli da parte di un deluso Vinatzer – Nella 2^ manche, la neve rispondeva ancora bene nel primo pezzo, poi si scivolava e io fatico in quelle condizioni. Speriamo di ritrovare feeling per le finali”.

“Di solito mi piacciono questi tracciati, ma non sono riuscito a fidarmi al 100% anche perché, dopo tante uscite, non ce l’ho fatta a spingere a tutta, una questione di inconscio – spiega Della Vite – Un paio di decimi in meno potevano valere tante posizioni, bisogna costruire e continuare a lottare per tornare in cima”.

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