Mercoledì 20 Marzo, 5:51
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Max Valle
Max Valle
Giornalista professionista

Solo Ilka Štuhec batte Nicol Delago nella discesa della Val Gardena!

Solo Ilka Štuhec batte Nicol Delago nella discesa della Val Gardena!

Su una pista che si confaceva alle sue caratteristiche come poche altre al mondo Ilka Štuhec è già tornata alla vittoria, dopo un anno di stop per un grave infortunio al ginocchio, nella terza discesa stagionale, quella della Val Gardena, storica per le ragazze che hanno assaggiato per la prima volta nella storia una Saslong seppur (giustamente) ammorbidita, quantomeno nella parte alta.

Qui il risultato completo e l'analisi della gara e le classifiche di Coppa del Mondo!

Dietro alla slovena, che ha conquistato la sua ottava vittoria in Coppa del Mondo (le altre sette risalgono tutte alla stagione 2016-2017), la quinta in discesa, c’è una straordinaria Nicol Delago che è seconda, staccata di soli 14 centesimi, e che sulla pista di casa sua conquista il suo primo podio in Coppa del Mondo, traguardo che ha costruito sciando in maniera divina al Ciaslat, di cui conosce ogni minimo avvallamento essendo cresciuta a due chilometri dal parterre d'arrivo e a due passi dal Ciaslat e formatasi sciisticamente su questa pista, e ha concesso qualcosa a Ilka solo sulla scorrevolezza, di cui la slovena è maestra ineguagliabile. Terza a 51 centesimi l’austriaca Ramona Siebenhofer, al suo secondo podio dopo l’identico piazzamento raccolto a Lake Louise nel 2015 e che sembrava la favorita dopo aver vinto due prove su tre ma che poi in gara difficilmente riesce a inserire la marcia in più, oggi ce l’ha fatta anche se solo parzialmente.

Quarta ma già staccata di 87 centesimi la svizzera Jasmine Flury, reduce da un periodo difficile per quanto riguarda i risultati ma oggi al suo miglior piazzamento dopo la vittoria nel superG lotteria di St. Moritz dell’anno scorso e al Ciaslat anche meglio di Nicol Delago, quinta la tedesca Michaela Wenig che termina per la prima volta nelle top ten in carriera, sesta l’austriaca Mirjam Puchner, che rientrava a sua volta da un grave infortunio e mai così bene da due anni a questa parte, settima la sua connazionale Stephanie Venier, ottave ex-aequo la svizzera Lara Gut, autrice di una bella gara malgrado la sua solita espressione schifata quando non vede la luce verde all’arrivo (e in quel momento era seconda) su una pista che non aveva nessuna delle caratteristiche che le piacciono, e la tedesca Kira Weidle, decima la doppia vincitrice di Lake Louise, l’austriaca Nicole Schmidhofer.

Seguono, undicesima la portacolori del Liechtenstein Tina Weirather, dodicesima l’austriaca Nadine Fest, per la prima volta a punti in discesa, tredicesime ex-aequo l’altra austriaca Ricarda Haaser e la francese Romane Miradoli, sedicesima ancora un’austriaca, Tamara Tippler, diciassettesima la svizzera Corinne Suter, diciottesime ex-aequo la norvegese Ragnhild Mowinckel e la svizzera Michelle Gisin, ventinovesima la ceca Ester Ledecká, trentatreesima l’austriaca Anna Veith. Le altre azzurre: quindicesima un’ottima Francesca Marsaglia, segno che anche Federica Brignone poteva essere al via, ventunesima Elena Curtoni, ventottesima Nadia Fanchini, trentottesima Anna Hofer.

Due considerazioni per concludere. E’ stata una gara bellissima, un po’ perché profumava di storia, un po’ perché vedere le ragazze gareggiare su una pista riservata finora solo gli uomini è stata una grande emozione: dalla curva del lago all’arrivo, Ciaslat compreso quindi, la gara è stata identica a quella maschile, più in alto invece le gobbe del cammello sono state giustamente aggirate, specialmente alla luce di quello che è capitato sabato a Marc Gisin, solo la partenza poteva essere alzata al primo dei muri del Sochers: le ragazze al via, partendo sul piano, sono state costrette a pattinare manco fosse una gara a skating di sci di fondo. Ma a parte questo, ripetiamo, gara bellissima ed emozionante, anche per come è finita, inutile negarlo. Speriamo sia altrettanto bello il superG di domani.

Twitter: @aquila1968

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