Si è spenta a 58 anni Natasa Bokal, simbolo della Slovenia nel grande sci e argento mondiale in slalom a Saalbach '91

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Si è spenta a 58 anni Natasa Bokal, simbolo della Slovenia nel grande sci e argento mondiale in slalom a Saalbach '91

Vinta dal cancro, la slalomgigantista di Skofja Loka ha scritto pagine importantissime partendo dalle prime imprese quando ancora gareggiava per la Jugoslavia, vincendo a Kranjska Gora la sua unica gara in Coppa del Mondo, sino al debutto da slovena ai Giochi di Albertville 1992 per una bellissima carriera, nonostante tutti i problemi alle ginocchia, con una top ten nello slalom olimpico di Salt Lake City 2002 a chiudere il cerchio.

Lo sci sloveno piange una delle sue stelle.

Natasa Bokal si è spenta, a soli 58 anni, sconfitta dalla malattia, un cancro che l’aveva già colpita nel 2019 e poi, di nuovo, ad inizio 2024. Slalomgigantista di altissimo livello, la classe 1967 di Skofja Loka ha vissuto tanti alti e bassi nella sua carriera a causa dei continui guai alle ginocchia, tanto da subire dodici interventi chirurgici.

Eppure, non ha mai mollato e basti pensare che dal primo al terzo e ultimo podio del suo percorso in Coppa del Mondo, condito da 135 presenze, sono trascorsi quasi 9 anni: l’11 e 12 gennaio 1991 i suoi giorni più belli, con il 2° posto nel gigante di Kranjska Gora, a casa sua (quando all’epoca gareggiava ancora per la Jugoslavia), alle spalle di quella fuoriclasse inarrivabile che rispondeva al nome di Vreni Schneider.

Ventiquattr’ore più tardi, la sua unica vittoria nel massimo circuito, prendendosi lo slalom sulla Podkoren, e nella sua specialità preferita tornerà sul podio il 29 dicembre 1999, a Lienz, seconda solo a Sabine Egger.

In quell’inverno 1990/91, la perla dell’argento tra i pali stretti a Saalbach 1991, anche in quel caso battuta di appena 16 centesimi da Schneider. Bokal fu la prima slovena in gara ai Giochi Olimpici, nell’edizione di Albertville 1992, cogliendo quello che rimarrà il suo miglior risultato nelle rassegne a cinque cerchi, col 7° posto in combinata, ma dopo aver perso Lillehammer 1994 ed essere tornata a Nagano 1998, nel 2002 a Salt Lake City arriverà, nel finale della sua carriera terminata l’annata successiva, un gran 9° posto nel “suo” slalom.

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