Borsotti, orgoglio olimpico a 40 giorni dal crac all'adduttore. Per Vinatzer un gennaio nero riprovandoci in slalom

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Gabriele Facciotti

Sci Alpinocoppa del mondo maschile

Borsotti, orgoglio olimpico a 40 giorni dal crac all'adduttore. Per Vinatzer un gennaio nero riprovandoci in slalom

La "night race" di gigante sulla Planai di Schladming ha visto il 35enne piemontese eguagliare il suo secondo miglior risultato in assoluto in coppa con il 9° posto, dopo che ieri era stato escluso dalle convocazioni per i Giochi. Alex sbaglia completamente l'ultimo dosso e spreca l'opportunità di risalire la china, per Talacci una piccola soddisfazione mentre, in chiave gara olimpica, non può che preoccupare il rendimento di De Aliprandini (e Kastlunger).

La notte dei rimpianti di Alex Vinatzer, che avrebbe potuto dare un bel colpo di spugna al suo gennaio nero (il 13° posto nello slalom di Wengen il miglior risultato) concludendo la 2^ manche di un gigante almeno da top five, se non qualcosa di meglio dopo aver gestito molto bene anche la 1^.

La prestazione in termini di qualità della sciata e adattamento alle condizioni estreme della sfida sulla Planai di Schladming era stata più che buona, ma ancora una volta il 26enne gardenese non ha concretizzato e, in attesa di vedere cosa farà mercoledì in slalom, l’avvicinamento a Bormio per le gare dei Giochi è indubbiamente negativo.

E’ stata però anche la night race dell’orgoglio di Giovanni Borsotti, ma anche della qualità di questo specialista classe 1990 che sul ghiaccio è sempre stato fortissimo, e ha portato a casa molto meno di quanto atteso in carriera nelle occasioni a lui più propizie; basti pensare che il 9° posto del settimo gigante di questa Coppa del Mondo è il secondo miglior risultato eguagliato nel percorso agonistico del bardonecchiese, a poco più di due anni dallo stesso piazzamento sulla Gran Risa, dopo il 6° del 2015 in Val d’Isère.

E proprio dopo la gara sulla “Face”, dove Giovanni ha sbagliato sprecando tanto, è arrivato l’infortunio che di fatto è stato fatale al veterano piemontese in ottica convocazione olimpica: lo scorso 18 dicembre, nel giorno del suo 35° compleanno, in allenamento ecco la seria lesione al tendine dell’adduttore, oltre ad uno strappo addominale, e le grandi classiche perse, ovvero Alta Badia e Adelboden, rientrando oggi dopo 40 giorni davvero alla grande.

Di fatto, il secondo miglior gigantista azzurro di stagione (numeri alla mano) non sarà ai Giochi, come non vedremo Pippo Della Vite, al quale non è bastato un 15° posto e che stasera, nella 1^ manche, stava viaggiando per un crono da prime 6-7 posizioni prima di deragliare sull’ultimo muro. Se non c’erano speranze per Simon Talacci, che si è tolto la soddisfazione a Schladming dei primi punti in CdM terminando 27°, è chiaro che preoccupano le prestazioni di Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger, lontani dalla qualificazione (per l’ex vice campione del mondo c’è stato un grave errore in avvio della manche inaugurale, ma anche dopo non è mai entrato in gara) e che a Bormio, nella sfida del prossimo 14 febbraio, dovranno decisamente cambiare marcia.

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