Domenica 16 Dicembre, 8:48
Utenti online: 2452
Michela Caré
Michela Caré
Giornalista

Elena Curtoni: "I Mondiali di Åre sono il mio obiettivo"

Le azzurre di Coppa del Mondo allo Stelvio, tornano Elena Curtoni e Karoline Pichler

Elena Curtoni, la ventisettenne valtellinese, è pronta a ricominciare le gare di Coppa del Mondo di sci dopo due infortuni che lo scorso anno l’hanno costretta a saltare un’intera stagione: la frattura dell’astragalo della gamba sinistra a marzo 2017 e la rottura del crociato del ginocchio destro a novembre 2017.

Come sono andati gli allenamenti in Argentina?

Ho operato crociato e menisco a novembre e ho ricominciato a sciare dopo 7 mesi. Quindi ho avuto del tempo per prepararmi per la trasferta in Argentina. Sono contenta dell’allenamento, è andato meglio di come mi aspettavo. Pensavo di non riuscire a sciare più di tre, quattro giorni consecutivi e invece ho sciato solo un giorno in meno rispetto alle altre ragazze, quindi sono soddisfatta. Sono tornata a casa con il sorriso.

Quando hai rimesso gli sci per la prima volta dopo l’infortunio al ginocchio?

Ho rimesso gli sci per la prima volta il 26 giugno. Sono andata a sciare una decina di giorni non consecutivi con mio papà a Les Deux Alpes. Poi ad agosto sono andata quattro giorni con la squadra allo Stelvio e poi a Zermatt. 

In quale disciplina ti sei concentrata maggiormente?

Ho iniziato ad allenarmi in gigante perché i primi tempi era giusto mantenere una velocità controllata. In Argentina invece mi sono concentrata di più sulla velocità perché abbiamo trovato buone condizioni per superG e discesa.

In quale disciplina sei più in forma?

Il superG è la disciplina che mi appartiene di più, però mi sento sicura anche in discesa libera. Manca ancora un po’ di fiducia, ma vedo che di giorno in giorno miglioro. In Argentina ci si allena sempre in condizioni un po’ strane perché c’è poca luce e la neve può cambiare da un giorno all’altro, quindi la trasferta in Sudamerica è stata un grande passo avanti per me e mi è servita parecchio.  Credo che le sensazioni che ho avuto ad Ushuaia me le porterò dietro per tutta la stagione.

Rispetto alle compagne di squadra sei ancora indietro con i tempi oppure hai recuperato anche sotto questo punto di vista?

Non mi sono allenata pensando troppo al cronometro. Non sono preoccupata, la sera quando guardavo i video vedevo che ero lì con le altre. Sono convinta che quando torna la fiducia completa e quando uno è in forma e tranquillo mentalmente i tempi vengono da sé. È chiaro che è gratificante sapere di essere lì con le altre anche dopo aver saltato una stagione, quindi sono contenta di come è andata.

Prima della rottura del crociato, avevi subìto già un altro infortunio: la frattura dell’astragalo della gamba sinistra. Quanto è stata dura fermarsi nuovamente e ricominciare da capo?

È stato molto dura. A livello mentale è stata una bella prova. È stato difficile il recupero perché mi ero già rotta un piede e non ero ancora al 100%. Quindi la riabilitazione del ginocchio è andata di pari passo con la riabilitazione del piede. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Adesso ho rispetto del mio corpo, sto imparando a conoscere i miei limiti. Tutto serve.

Il ginocchio ti dà ancora fastidio?

Ho avuto problemi durante i primi giorni di sci. Mi dà fastidio quando comincio a fare cose nuove, magari dei salti dove si atterra sul piano oppure quando la neve è un po’ più dura. Sono fastidi normali.

E il piede?

Il dolore al piede è durato tantissimo, praticamente un anno. Adesso va molto meglio. Anche con il piede ho avuto dei problemi durante gli atterraggi dai salti, ma erano i primi salti che rifacevo. Lo tengo molto sotto controllo. Chiaramente devo essere attenta a fare determinate cose.

Ricomincerai la stagione di Coppa del Mondo da Sölden o dalle gare di velocità?

Non ho ancora deciso. Vorrei essere pronta per Sölden, ma non so ancora se sono competitiva in gigante. Deciderò all’ultimo momento.

Insieme a te anche la tua amica e compagna di squadra   Francesca Marsaglia è stata fuori dalla Coppa del Mondo la scorsa stagione. Avete fatto delle giornate di recupero insieme?

L’estate scorsa ci siamo ritrovate qualche giorno insieme quando io recuperavo dal piede e lei dal primo intervento. Io ho fatto riabilitazione un po’ a Milano e un po’ in Spagna, mentre lei a Torino. Abbiamo avuto carriere molto parallele, l’infortunio è capitato lo stesso anno quindi è stata curiosa come cosa anche perché Francesca è la mia compagna di stanza. Ci siamo supportate a vicenda. Tra infortunati si cerca sempre di aiutarsi.

È stimolante avere delle compagne forti come Federica Brignone e Sofia Goggia per ricominciare la stagione dopo un infortunio?

Sono molto contenta di avere delle compagne come loro. Federica e Sofia fanno parte di un’altra squadra e hanno avuto un programma estivo diverso dal mio. Prima dell’infortunio, in allenamento ero vicina a loro con i tempi. Siamo una squadra tutta forte, chi l’ha dimostrato di più e chi l’ha dimostrato meno.  Siamo una squadra che si tira a vicenda.

Cosa ne pensi della candidatura Milano-Cortina per le Olimpiadi del 2016?

Sarebbe bellissimo. Vorrei continuare a sciare fino al 2026, ma non credo di riuscirci.

Obiettivi per questa stagione?

I Mondiali di Åre sono il mio obiettivo, soprattutto in superG. Ma per arrivare a questo importante appuntamento bisogna prima vedere come andrà la stagione. Farò un passo alla volta senza agitarmi e senza mettermi fretta, rispettando il mio corpo, in modo da arrivare competitiva ad ogni tappa a cui parteciperò.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA