A Cortina il cielo si è aperto per un post gara indimenticabile, con l'inno di Mameli a risuonare per il primo trionfo olimpico di Federica Brignone, con tutta la nazionale sotto al podio di un super-g che resterà negli annali. Compagnoni e Kostner incoronano la regina. Le parole delle altre azzurre protagoniste, tutte con rimpianti a partire dalla bergamasca, fuori quando aveva 64 centesimi di vantaggio all'attacco dello Scarpadon. Pirovano: "Oggi ci ho provato davvero". Curtoni: "Non credo proprio arriverò al 2030, ho perso la mia ultima chance per una medaglia".
Una festa completa, purtroppo senza il pubblico delle grandi occasioni visti i prezzi alle stelle in quel di Cortina, ma con il gruppo di tutta la nazionale e le istituzioni (in primis il presidente Mattarella), sotto al podio baciato dal sole arrivato proprio pochi minuti prima che Federica Brignone, affiancata da Romane Miradoli d’argento e Cornelia Huetter di bronzo, ricevesse la sua medaglia d’oro quale premio del leggendario super-g olimpico.
Al fianco della campionissima valdostana c’erano anche la prima delle tre donne azzurre (anzi, degli atleti azzurri visto che in ambito maschile questa gara ai Giochi non l’abbiamo mai conquistata) in grado di vincere il titolo in super-g, Deborah Compagnoni, e una velocista che ha fatto la storia come Isolde Kostner.
“Mi sono emozionata tantissimo perché quando un’atleta attraversa quello che ha avuto lei, è impensabile ottenere un successo del genere – le parole della fuoriclasse valtellinese a Rai Sport, lei che di rientri commoventi ne ha avuti davvero tanti – E’ davvero un grandissimo talento, sono proprio contenta”.
Ecco la mitica discesista gardenese: “Ci credevo più per il gigante, ma quando stamattina ho visto questo super-g tecnicamente così difficile e che girava abbastanza, lei che sa sciare con testa e tecnicamente è bravissima, ci ho fatto un pensierino…”.
Le compagne di squadra sono lì a brindare, dopo aver mandato giù bocconi amarissimi perché, in ognuno dei loro casi, non possono che esserci rimpianti. In primis per Sofia Goggia, che aveva 64 centesimi di vantaggio all’ingresso della Grande Curva proprio su Fede, prima di agganciarsi ad una porta, salvarsi e poi deragliare definitivamente allo Scarpadon. Il super-g olimpico resta maledetto per la bergamasca, che farà anche il gigante e ha comunque il bronzo della discesa al collo, anche se da questi Giochi di casa si attendeva probabilmente di più. “Ho sciato come so fare e sapevo di dover prestare attenzione tra la Grande Curva e lo Scarpadon – l’analisi di Sofia al microfono di Rai Sport - Avrei forse dovuto frenare di più, ma era un tratto veloce con le porte che arrivavano in faccia.
Avevo una linea più stretta e non ho preso la corda per le singole dopo. Fede? Innanzitutto voglio complimentarmi con lei, tutti i mesi passati dopo il grave infortunio non sono stati di sicuro facili e arrivare ad una Olimpiade così, lei poi che ha sempre sentito molto questo super-g. Onore e merito a lei.
Sì, oggi ho sciato fortissimo e non pensavo di essere avanti 7 decimi, ma devi arrivare al traguardo e mi porto via solo la prestazione fino a quel punto. Riparto da lì per le prossime, intanto ci sarà il gigante”.
Laura Pirovano ha concluso al 5° posto, a 24 centesimi dalla medaglia. I suoi primi Giochi, molto buoni in termini di competitività, ma senza l’obiettivo podio, terminano con parecchio rammarico: “Sì, ne ho tanto perché me la sono mangiata in alto – ha spiegato la 28enne trentina al microfono di Simone Benzoni – Ho faticato a trovare feeling con la neve, che era più umida della discesa, e con quella chiusura eccessiva di curva mi sono trovato troppo a sinistra (sbagliando linea al Duca d’Aosta, ndr).
Ho perso troppo, da lì in giù ho provato ad attaccare e non ho neanche sciato male, sono comunque quinta con un erroraccio sul piano, ma alle Olimpiadi contano solo le medaglie e io sono partita per quello.
Ho avuto l’atteggiamento giusto, non era facile fare all-in col numero 2”.
Elena Curtoni, 7^ ad un centesimo dalla compagna di squadra, vede svanire nuovamente il sogno di una medaglia nei grandi eventi. La sua unica gara qui a Cortina era quella in cui credeva di poter fare il colpaccio, visto il feeling con l’Olympia delle Tofane (dove vinse nel 2022), ed è stata quasi certamente anche l’ultima ai Giochi Olimpici come confessa la veterana valtellinese. “La delusione c’è, in questi eventi contano le medaglie ma sono contenta di aver messo in pista una bella sciata – sono le parole di Elena a Rai Sport – Anche se un paio di passaggi li potevo fare meglio, ero sì emozionata ma con l’idea di divertirmi su questa pista che amo così tanto.
Ho dato il massimo delle mie possibilità, in quella che era la mia ultima chance: non penso proprio di esserci nel 2030 – si commuove Curtoni parlandone – Ora proviamo a toglierci qualche soddisfazione in Coppa del Mondo, poi vedremo per la prossima stagione”.
La attendiamo ai Mondiali di Crans-Montana, su un altro pendio che adora. Deve esserci.
Super-G Femminile Milano-Cortina (ITA)
super-g femminile
Giovedì 12 Febbraio, 13:45super-g femminile
Giovedì 12 Febbraio, 13:15super-g femminile
Giovedì 12 Febbraio, 12:10super-g femminile
Giovedì 12 Febbraio, 09:25super-g femminile
Giovedì 12 Febbraio, 08:55super-g femminile
Mercoledì 11 Febbraio, 17:40BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Ponte di legno | 30/30 | 50-160 cm |
| Passo Pordoi | 23/23 | 50-100 cm |
| Folgarida | 23/23 | 30-85 cm |
| Corvara in Badia | 47/48 | 40-70 cm |
| Gabiet | 9/11 | 50-60 cm |
| Breuil-Cervinia | 13/13 | 90-155 cm |
| Asiago | 38/40 | 15-100 cm |
| Sestola | 14/14 | 90-100 cm |
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