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Super Fabio Francolini, secondo posto nella Mass Start. Bowe da record mondiale nei 1000

Super Fabio Francolini, secondo posto nella Mass Start. Bowe da record mondiale nei 1000
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Getty Images

Speed Skating – CdM a Salt Lake City

Super Fabio Francolini, secondo posto nella Mass Start. Bowe da record mondiale nei 1000

L’Italia dello speed skating termina in grande l’ultima giornata di Coppa del Mondo in pista lunga a Salt Lake City (Stati Uniti). Gli azzurri guidati dal direttore sportivo Maurizio Marchetto chiudono in attivo la trasferta in Nord America, con il secondo posto di Fabio Francolini nella Mass Start maschile. Per la spedizione azzurra arriva così il secondo podio – una settimana fa toccò al Team Pursuit - dopo altrettante tappe di World Cup dall’inizio di questa stagione.

L’eroe della domenica è stato il canturino – già terzo con l’Inseguimento a squadre a Calgary - che viene da una brillante carriera nel pattinaggio inline. Sul ghiaccio che fu olimpico nel 2002, colleziona un argento dal peso specifico enorme nella gara con partenza di gruppo. Dal 29enne tesserato per l’H2O Varese che si allena e gareggia in Olanda per buona parte dell'anno arriva l’ennesima conferma del suo talento visto che ottiene il suo secondo podio in carriera in Coppa – fu già terzo in una Mass Start del dicembre 2014 – coronato con l’argento mondiale di specialità a Heerenveen, in marzo. Dunque continua a brillare la sua stella in una stagione, quella corrente, in cui ha intrapreso le gare sul ghiaccio con continuità. L’azzurro deve inchinarsi solo al 34enne olandese super - specializzato nelle gare di gruppo Arjan Stroetinga, già campione del mondo di specialità nel 2015 e tre volte vincente in carriera in World Cup.

S’intuisce sin dalle prime pattinate la condizione eccellente di Francolini. L’italiano – in gara con il compagno Andrea Giovannini – entra subito nel vivo della battaglia sin dal primo sprint intermedio, chiuso al terzo posto – con un punto guadagnato - dietro il coreano Kim Cheol-Min. Nella successiva volata – ai -8 dal termine – c’è l’azione del danese Thorup che si posiziona davanti all’olandese Jorrit Bergsma e al neozelandese Michael. Il temibile atleta oranje prova successivamente un’azione per avvantaggiarsi, ma è stoppato dal vincitore della tappa precedente Bart Swings (Belgio). Gli azzurri sono nel vivo della gara, anche quando Alexis Contin cerca di avvantaggiarsi ai -5: il transalpino fa suo lo sprint davanti al cinese Sun Longjiang e Swings. Tutto si decide però nell’ultima volata. Ai -2 si staccano dal gruppo in quattro: due olandesi (decisivo il lavoro di Bergsma per il loro gioco di squadra), Swings e l’azzurro Francolini. La lotta per la vittoria è tutta tra loro perché dietro nessuno ha le forze per riportarsi sotto. Bergsma lascia la testa e lancia Stroetinga, bravo nel rompere gli indugi per la volata. Quest’ultimo si avvantaggia, nell’ordine, su Swings e Francolini. Il lombardo perde l’attimo per attaccarsi alla scia di Stroetinga perché si attarda alle spalle del belga, visibilmente più lento di lui. L’olandese vola verso la vittoria, ma Francolini attua il suo sorpasso all’uscita dell’ultima curva. L’azione gli varrà i 40 punti (che si aggiungono a quello guadagnato in precedenza) della volata finale. È secondo in classifica alle spalle di Stroetinga – 60 lunghezze – e di Bart Swings, che si ferma a quota 21 (i tre, con l'azzurro a sinistra, sono nella foto in copertina). Andrea Giovannini chiude al 15esimo posto. Dopo due prove, la classifica generale di Mass Start vede il belga mantiene la vetta con 170 punti, ma alle sue spalle si avvicinano Stroetinga – 150 – Bergsma – 120 – e soprattutto Francolini, a quota 108.

La Mass Start femminile vede trionfare la favorita numero uno nel lotto delle 20 rappresentanti al via del primo gruppo di merito: l'argento mondiale uscente e vicecampionessa di specialità in carica Irene Schouten. La portacolori dell’Olanda è veloce, attenta e scaltra nell’impostare la decisiva volata finale accaparrandosi i punti decisivi per il successo di tappa. Così come avvenuto a Calgary, nella scorsa settimana, è in qualche modo decisivo il gioco di squadra giapponese che si attua ai -2 dal termine con l’azione coordinata con Miho Takagi davanti e Misaki Oshigiri dietro pronta a sfruttare il lavoro della compagna. Prima della campana dell’ultimo dei 16 giri, avviene la caduta della una coreana Kim Bo-Reum – vincitrice nella prova di Calgary - che prova a sorpassare la Takagi all’interno: le lame delle due pattinatrici si toccano e per un attimo c’è lo scompiglio nel gruppo. A quel punto la gara si decide in favore della Schouten, attenta nel non farsi sorprendere e brava nel lanciarsi nella volata finale. L’azione è importante e crea distacco con le altre concorrenti alle sue spalle, e perciò l’oranje vola verso una comoda vittoria. Dietro di lei si piazzano la canadese vicecampionessa iridata uscente Ivanie Blondin e la giapponese Misaki Oshigiri, al primo podio individuale Senior in carriera. Incoraggiante e un po’ sfortunata la prova dell’unica azzurra presente al via della Mass Start donne. Francesca Lollobrigida è nelle avanguardie del gruppo nel momento del contatto tra le due asiatiche che ha sparigliato i piani per la vittoria. La romana è in una buona posizione alle spalle delle prime tre concorrenti che poi finiranno sul podio. Non è fortunata perché perde l’attimo – nonostante provi a farsi largo nel “traffico” -, per seguire la Schouten. Finirà quarta nella volata finale a meno di un secondo dalla vincitrice, e si piazza 11esima nella graduatoria complessiva. È infatti lei la prima tra le atlete che non sono riuscite e ricevere punti tra sprint finale i due intermedi.

Nelle altre gare disputate nel pomeriggio di domenica (nella nottata in Italia), non è arrivato il bis con record per il fulmine di Vorkoeta, Pavel Kulizhnikov. Il primo uomo capace di abbattere la soglia dei 34 secondi non riesce a compiere il secondo miracolo, ovvero migliorare per la seconda volta in 48 ore il primato dei 500 metri. Lo sprinter indiscutibilmente più veloce dell’ultimo anno, vince la seconda serie sulla distanza, chiudendo “soltanto” in 34’’13 dopo aver toccato i 33’’98 venerdì sera. Così la gara di questa sera: 9’’64 ai 100 dopo il via e 24’’5 nel giro lanciato. Il russo ottiene comunque la sua quarta vittoria su quattro gare dei 500 metri nella sua finora irreprensibile stagione. Gli avversari sembrano più vicini a lui stavolta, ma non perché abbiano progredito, ma per via del piccolo passo indietro di Kulizhnikov. Secondo in 34’’34 giunge William Dutton (Canada). Sul podio sale anche Laurent Dubreuil, canadese bronzo iridato sulla distanza nel marzo scorso e vicecampione di specialità, che chiude in 34’’36. Alle sue spalle, manca un centesimo (34’’37) al finlandese Mika Poutala per il bronzo. Quarto si piazza il polacco Artur Waś in 34’’42, tempo che gli vale il nuovo record nazionale.

In precedenza, nella Division B erano arrivate buone notizie per i colori italiani. Merito di David Bosa che migliora il proprio record italiano realizzato domenica scorsa a Calgary. Il poliziotto di Novaledo (Trento), ottiene la migliore prestazione cronometrica in carriera sui 500 metri correndo in 34’’79. In Canada, il 15 novembre scorso, era stato più lento di un centesimo. Il 23enne ottiene così un ottimo quinto posto nella Division B. Per lui si tratta della miglior performance delle ultime due stagioni: il suo momento d’oro era arrivato nel 2013-14, quando entrò nel primo gruppo di merito qualificandosi anche per i Giochi Olimpici di Sochi. Con questo piazzamento, Bosa guadagna 8 punti nella classifica di specialità, guadagnando diverse posizioni. Buona la prova del secondo azzurro al via, Mirko Giacomo Nenzi. Il veneziano – forte del suo best di 34’’84 dello scorso weekend, ferma il cronometro a 35’’06. Un crono che gli vale il nono posto finale, ovvero un punto in classifica. La gara se l’è aggiudicata il sudcoreano Kim Tae-Yun in 34’’59, che ha preceduto di 6 e 7 centesimi l’esperto olandese Hein Otterspeer e il kazako Roman Krech.

In un entusiasmante rimando da duello in piena fase d’implosione, i 1000 metri femminili scrivono un altro capitolo della storia del pattinaggio su pista lunga nell’incredibile braccio di ferro per prevalere sul chilometro. Ancora una volta – così come accaduto già ieri per i 1500 – le protagoniste dell’alternanza sono le due più forti skaters americane: Brittany Bowe ed Heather Richardson-Bergsma. Una settimana fa eravamo rimasti al sorprendente record del mondo della Richardson (1’12’’51). Nello Utah è arrivata la risposta mostruosa della 27enne della Florida: la Bowe, è la regina grazie a una prestazione cronometrica oltre ogni limite conosciuto prima, in 1’12’’18. Così i suoi parziali di gara, dal 17’’64 allo start, proseguita con un primo giro lanciato da 26’’3 fino al 28’’2 della seconda tornata. Niente da fare per la concorrenza, perchè la 27enne che arriva dal pattinaggio a rotelle conferma la competizione estrema sui 1000, che nel giro di otto giorni ha visto calare il crono della migliore prestazione mai ottenuta di ben 4 decimi. L’argento della gara odierna va a sorpresa alla cinese Zhang Hong, che non può nulla contro lo strapotere della neoprimatista mondiale. Ma l’asiatica conferma il suo stato di grazia che in queste prime due weekend di Coppa l’ha portata a 7 podi su altrettante gare disputate. La cinese ferma il tempo a 1’12’’77, lontana 59 centesimi dalla vincitrice, ma distante soltanto 12 dal suo personale realizzato sette giorni prima. Al terzo posto si piazza la Richardson, dopo 1’13’’45 di gara. Incassa l’abdicazione dalla lista della più veloce al mondo, consolandosi in parte col suo sesto podio stagionale. Ancora un mancato sorriso per la vicecampionessa sulla distanza di Coppa della passata stagione, l’olandese Marrit Leenstra. La moglie dell’ex azzurro, oggi collaboratore nello staff tecnico italiano, Matteo Anesi è quarta in 1’13’’93mancando un podio che le manca dall’ultima gara del 2014-2015.

Nei 1000 metri di Division B al femminile, non è andata oltre il 23esimo posto l’unica azzurra iscritta al via, Yvonne Daldossi. L’altoatesina della Forestale, reduce dal settimo e sesto posto sui 500 ottenuti tra venerdì e sabato non ripete le positive prestazioni della distanza veloce. Il suo tempo di 1’18’’95 è ben lontano dalle sue migliori performance in carriera. Vince la trentenne – che vanta quattro vittorie in carriera nella World Cup - russa Yekaterina Shikhova in 1’15’’52, precedendo la connazionale Nadezhda Aseyeva (1’15’’55) e la norvegese Hege Bøkko (1’15’’69). Quarta è l’inossidabile campionessa – ieri terza sui 1500 “A” - Martina Sábliková, che sfiora il suo primato personale chiudendo in 1’15’’94.

Una delle novità di questa stagione, l’inserimento delle Mass Start di Division B, hanno premiato Nana Takagi (Giappone) al femminile e lo statunitense Joey Mantia al maschile. Entrambi prevalgono grazie alle rispettive volate conclusive che gli regalano i 60 punti decisivi nella classifica finale. Nicola Tumolero, unico azzurro in gara nel secondo gruppo della gara con la partenza in linea, conclude la prova al decimo posto in 7’57’’35, rimanendo comunque a contatto ravvicinato coi primi nello sprint finale. Il 21enne ottiene il suo miglior piazzamento stagionale dopo la 15esima piazza nella prova di Calgary di una settimana fa.

Nelle ultime gare del programma di Salt Lake City, quelle del Team Sprint – tre giri con tre pattinatori in azione per 500 metri – arrivano le affermazioni della Cina davanti a Russia e Giappone nella gara femminile e del Canada su Russia e Olanda, al maschile. Da dimenticare la gara di Jan Daldossi, David Bosa e Mirko Giacomo Nenzi. Le tre frecce dell’Italia maschile all’esordio assoluto con una propria squadra in Coppa del Mondo, vengono squalificati al termine della loro prova.

Clicca qui per consultare i risultati ufficiali e completi, correlati dalle varie classifiche di specialità aggiornate dopo l’ultima giornata di Coppa a Salt Lake City. Il prossimo appuntamento – il terzo stagionale – è fissato per il fine settimana compreso tra il 4 e il 6 dicembre. La carovana dello speed skating sbarca in Europa, più precisamente sull’ovale di Inzell, in Germania.

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