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L’Inseguimento a squadre torna tra i grandi: Italia sul podio in Coppa dopo 6 anni. Richardson record mondiale

L’Inseguimento a squadre torna tra i grandi: Italia sul podio in Coppa dopo 6 anni. Richardson record mondiale
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Getty Images

Speed SkatingSpeed Skating – CdM a Calgary

L’Inseguimento a squadre torna tra i grandi: Italia sul podio in Coppa dopo 6 anni. Richardson record mondiale

È subito gioia da podio per l’Italia della pista lunga, nel sabato sul ghiaccio dell’Olympic Oval di Calgary (Canada). Alla prima gara di Coppa del Mondo di speed skating stagionale, l’Inseguimento a squadre italiano composto da Andrea GiovanniniFabio Francolini e Luca Stefani trova un incredibile terzo posto che interrompe un digiuno di podi in Coppa che durava dal 13 dicembre 2009. Quasi sei anni fa Matteo Anesi, Luca Stefani ed Enrico Fabris regalarono all’Italia l’ultimo piazzamento tra i big della specialità.

Oltre alle gare del Team Pursuit vinte rispettivamente dal Canada al maschile e dall’Olanda al femminile, la seconda giornata di gare sul velocissimo ovale nello Stato dell’Alberta ha visto in gara anche gli specialisti sui 1000 metri a livello individuale. Le due gare “singole” hanno premiato Gerben Jorritsma (Olanda) al maschile e la statunitense detentrice della Coppa del Mondo generale Heather Richardson. Quest’ultima supera due volte la connazionale Brittany Bowe. Lo fa sul podio finale, ma soprattutto le strappa anche il record del mondo con un eccezionale 1’12’’51, migliorando di sette centesimi il primato detenuto dal 17 novembre 2013 e di 3 il record ritoccato pochi minuti prima dalla stessa Bowe. Ma la seconda giornata della tappa canadese ha visto protagoniste assolute le gare a squadre, dal Team Pursuit alla novità assoluta per la World Cup: il Team Sprint su 3 giri all’esordio nelle gare Senior dopo la sperimentazione nelle competizioni giovanili. Dopo la “prima” festeggiano la Corea (Kamiya, Tsuji, Kodaira) al femminile e gli uomini dell’Olanda (R. Mulder, Verbij e Groothuis).

Ma è il caso di dare un paio di aggettivi che descrivano il magnifico terzo posto dell’Italia nell’Inseguimento a squadre. Un risultato non casuale – visti i progressi già evidenziati un anno fa – e in parte fortunato per l’auto-eliminazione dell’Olanda, sicura concorrente per i primi posti. Ciò non toglie nulla alla spettacolare prestazione degli azzurri, impegnati sul ghiaccio nella penultima batteria contro la forte Polonia di Bródka, Niedzwiedzki e Szymanski, ovvero i tre atleti bronzo olimpico in carica e terza classificata nella coppa di specialità dello scorso anno. Giovannini, Stefani e Francolini non si fanno intimidire affatto dalla caratura degli avversari e iniziano attaccando. Viaggiano a ritmi importanti intorno ai 26 secondi al giro e rimangono compatti nella loro azione corale. Dopo metà gara lo svantaggio dal Canada di Bloemen, Belchos e Donnelly, arrivati con l’ottimo crono di 3’39’’32 nella batteria precedente si dilata, così come si alzano leggermente i tempi sul giro del terzetto italiano. L’Italia, però, rimane sempre in testa nel confronto diretto con i polacchi, salvo perdere provvisoriamente la leadership di batteria a un giro e mezzo dalla fine. Sembra finita ma arriva l’ottima reazione degli azzurri che chiudono in 3’41’’98 correndo gli ultimi 400 metri in 27’’3. Una replica che consentirà al terzetto azzurro di staccare di 49 centesimi i polacchi, regalando loro il terzo posto alle spalle di Canada, vicecampione mondiale sulla distanza nel 2015 e Corea (3’39’’60) detentrice della Coppa di specialità.

Il colpo di scena decisivo arriverà proprio nell’ultima batteria con l’Olanda e Corea. Gli oranje dicono addio ai sogni di gloria dopo un giro e mezzo a causa della scivolata di Arjen Stroetinga. Il che spalanca automaticamente le porte verso il podio storico per la squadra azzurra. Con la convinzione che la squadra impostata dal c.t. Maurizio Marchetto possa ancora decisamente migliorare questo prestigioso e atteso risultato.

Nella gara a squadre femminile è arrivato il successo del terzetto olandese composto da Marrit Leenstra, Antoinette de Jong e Marije Joling, prime in 2’56’’11 dopo i sei giri totali. Le oranje sfiorano il record mondiale del Canada (il più longevo al femminile, che resiste dal 2009), mancato per soli 32 centesimi. Accanto a loro, salgono sul podio il Giappone (Kikuchi, Takagi, Oshigiri) e la Russia (Graf, Voronina e Kazelina), staccate rispettivamente di 35 e 87 centesimi.

Nei 1000 metri femminili validi per il primo gruppo di merito sono arrivati i fuochi d’artificio e il successo numero 22 in Coppa per Heather Richardson, ieri solo quarta nei 500. La statunitense vicecampionessa mondiale in carica sui 1000 fa le cose in grande. Ha la meglio sulla connazionale Brittany Bowe per 3 centesimi, al termine di una gara davvero incerta ed equilibrata e coronata dal record del mondo sulla distanza. La Richardson si prende un’enorme rivincita sulla compagna oro iridato a Heerenveen 2015 chiudendo con un grandioso tempo di 1’12’’51, recuperando i centesimi decisivi negli ultimi 400 metri sull’ovale canadese. Alle loro spalle arriva la zampata da podio – la seconda dopo l’argento di ieri sui 500 – della cinese Zhang Hong (1’12’’65). Quest’ultima precede per un centesimo la campionessa olimpica in carica sui 1500m, al rientro dopo una stagione di pausa, Jorien ter Mors. Più staccate, ad oltre un secondo dalla vincitrice, le altre: nell’ordine d’arrivo ci sono Vanessa Bittner (Austria), Marrit Leenstra (Olanda) e Ida Njåtun (Norvegia).

Nella gara del gruppo B, l’italiana Francesca Bettrone coglie un 1’17’’60 che le vale la 21esima e penultima posizione. La veneziana dopo un positivo rientro nei 500 metri di ieri, non trova una gara fortunata sulla distanza in cui non concorreva in Coppa del Mondo dal novembre 2013. La vittoria è andata alla cinese Li Qishi, terza l’anno scorso nella classifica finale di specialità, grazie all’ottimo 1’14’’44 che vale il suo personal best in carriera.

Al maschile c’è la prima gioia in carriera a livello Senior per il 22enne olandese Gerben Jorritsma. Il velocista originario di Diever trova la sua miglior prestazione in carriera correndo i 1000 metri in 1’07’’20 (personale demolito di 1,80 secondi). Arriva così il suo primo successo alla sua 14esima gara di Coppa. In particolare, spicca il suo primo “centro” misurandosi sul chilometro. Jorritsma rovina la festa a Pavel Kulizhnikov, il velocista sulla carta da battere nel lotto mondiale, argento iridato e detentore della Coppa di specialità 2014-15. Al russo non basta la realizzazione del nuovo personal best in 1’07’’33 per bissare il successo ottenuto ieri sui 500. Al terzo posto si piazza un altro oranje, Kjeld Nuis, in 1’07’’40. Quest’ultimo, grande rivale di Kulizhnikov nella stagione precedente, deve accontentarsi del bronzo. Più staccati gli altri pretendenti: ovvero gli americani Joey Mantia (+0.31 da Jorritsma) e Shani Davis (il primatista del mondo sulla distanza paga 55 centesimi di distacco). Squalificato il campione olimpico del 2014 Stefan Grothuis.

I 1000 metri maschili in Division B sono andati appannaggio del finlandese Mika Poutala, già ieri sorprendente argento nella prima serie 500 metri riservata al primo gruppo. 1’07’’90 il crono del nordico, che precede l’americano Mitchell Whitmore e il kazako Roman Krech. Più indietro gli azzurri, ben tre iscritti al via. Mirko Giacomo Nenzi è 22° in 1’09’’88 – uno dei suoi tempi più lenti mai pattinato sul velocissimo ghiaccio di Calgary - e precede il compagno e corregionale David Bosa che si ferma a 1’10’’11, tempo che migliora di ben 7 decimi il suo primato personale sui due giri e mezzo di gara. Il terzo italiano, Jan Daldossi, invece, completa la sua corsa ma viene successivamente squalificato per infrazione.

Clicca qui per consultare i risultati completi della tappa di Coppa del Mondo di Calgary e il programma della giornata di domani.

Ricordiamo che le gare saranno trasmesse in diretta streaming (dalle ore 20:30 di domani) accedendo dal seguente link: http://livemanager.eurovision.edgesuite.net/isu/index.html.

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