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Fulmine Kulizhnikov: il primo uomo capace di scendere sotto i 34 secondi nei 500 metri

Fulmine Kulizhnikov:  il primo uomo capace di scendere sotto i 34 secondi nei 500 metri
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Getty Images

Speed Skating CdM a Salt Lake City

Fulmine Kulizhnikov: il primo uomo capace di scendere sotto i 34 secondi nei 500 metri

Lo show sembra appena cominciato. A Salt Lake City arriva il primo record del mondo nella prima delle tre giornate nel weekend di Coppa del Mondo ISU. Merito di Pavel Kulizhnikov, sprinter russo che batte per la seconda volta in pochi giorni il limite mondiale nei 500 metri, portandolo da 34 secondi netti a 33''98. È lui il pattinatore che si merita la copertina sul velocissimo ghiaccio dello Utah Olympic Oval.

Gli altri tre vincitori di giornata sono la cinese Zhang Hong (500 metri) e l’inossidabile Martina Sábliková, regina dei 5000. Nella seconda distanza al maschile c’è gloria per l’unico acuto olandese – perlomeno nel gruppo A - del venerdì, quello di Kjeld Nuis, primo nei 1500 davanti al duo statunitense composto da Joey Mantia e da un ritrovato e competitivo Shani Davis. L’unico italiano impegnato nella serata statunitense, Andrea Giovannini, si è ben comportato nei 1500 metri del gruppo B, chiusi all’ottavo posto con tanto di primato personale.

L’attesa si scioglie nel momento cruciale intorno alla metà del programma gare, quello atteso da tutti. Dalle tribune cala il silenzio per l’osservato speciale di Salt Lake City: il russo Pavel Kulizhnikov. Tutte le aspettative sono riposte su di lui e sul suo assalto al record mondiale dei 500 metri. Assalto riuscito perché costruito con uno start – migliorabile - da 9’’67 nei primi 100 metri, e soprattutto da una progressione incredibile nel successivo giro lanciato da 23’’4: il tutto per un eccezionale tempo finale di 33’’98 che lima ulteriormente il suo primato mondiale stabilito soltanto cinque giorni prima sull’ovale canadese di Calgary. Il 21enne migliora se stesso di 2 centesimi, confermandosi il pattinatore più veloce nella storia della pista lunga, nonché il primo ed unico capace di scendere sotto i 34 secondi sul mezzo chilometro. Lontano, ma degno di nota, il 34’’19 ottenuto dallo statunitense Mitchell Whitmore, che raggiunge anche il record statunitense. È seguito sul podio dal canadese William Dutton, autore di un buon 34’’35. Dutton beffa per ben due volte gli agguerriti olandesi e, per un centesimo, si lascia alle spalle Kai Verbij e per due Ronald Mulder. L’Olanda finisce così fuori dal podio per la terza volta consecutiva in quest’inizio di stagione. Ovviamente, dopo la terza vittoria su altrettante gare, la classifica generale sui 500 è guidata da Kulizhnikov con 300 punti. Alle sue spalle resiste Dutton a quota 220 seguito dal finlandese Mika Poutala a 152.

Non riesce il colpo doppio a Martina Sábliková. La fuoriclasse della Repubblica Ceca poteva puntare al bersaglio grosso nei 5000 metri: vittoria e record mondiale migliorato. Un record straordinario, datato 2013 2011, e fissato da lei stessa a 6’42’’66. La 28enne originaria di ďár nad Sázavou, due volte oro olimpico sulla distanza, vince facilmente la gara di Division A ma ferma il cronometro a 6’47’’42. Un tempo di primissimo livello comunque non sufficiente a migliorare il limite mondiale e superiore a quanto fatto da Carien Kleibeuker che quattro ore prima – nella gara valida per il secondo gruppo – aveva corso 2’’32 più velocemente. Ciò non toglie i meriti alla Sábliková eccellente interprete della pista lunga con continuità ultradecennale. Lo testimoniano le sue 38 vittorie individuali in Coppa del Mondo.

Nessun pericolo per il suo successo, viste le prestazioni delle altre. Al secondo posto, distante 5,74 secondi arriva la 21enne russa Natalya Voronina, che alza il livello – con tanto di record nazionale in 6’53’’16 - dopo il terzo posto nei 3000 della scorsa settimana. Terza è la canadese, specializzata nelle Mass Start, Ivanie Blondin a 8’’46 dalla Sábliková. La Blondin nega il podio per un secondo e mezzo alla sempreverde Claudia Pechstein. Quinta, ma ben più staccata è una delle favorite dopo la vincitrice odierna, l’olandese Irene Schouten. L’oranje è terza in classifica generale su 3000 e 5000 metri, perché superata dalla Voronina. In testa c’è saldamente la Sábliková, con 200 punti sui 200 disponibili dopo due prove.

Lo Utah Olympic Oval attendeva anche un’altra supersfida made in Usa nella seconda e penultima batteria dei 500 metri femminili. Una di fianco all’altra Brittany Bowe ed Heather Richardson che danno vita a una gara emozionante in cui il 37’’03 della prima (con primato personale) prevale sul 37’’13 della Richardson. Si inseriscono entrambe in cima alla graduatoria provvisoria in attesa delle superspecialistiche asiatiche – che si sono divise le due serie nella prima tappa di Calgary – Lee Sang-Hwa e Zhang Hong. La coreana Lee, in corsia esterna, incappa dapprima in una falsa partenza. Poi la cinese Zhang sprigiona la sua potenza in allungo sfrecciando a oltre 56 km orari. La sua progressione le permette di sopravanzare il duo statunitense e chiudere – per la sua seconda vittoria stagionale sulla distanza – in 36’’56, performance che rappresenta il secondo miglior tempo di sempre. Un crono davvero imponente rispetto alla concorrenza a 20 centesimi dal primato mondiale della Lee. Quest’ultima si deve accontentare del quarto posto dopo il 37’’19 lontana 23 centesimi dal suo primato stagionale. Nella classifica di specialità, la Zhang si prende il primo posto solitario a quota 280, segue a -40 la Lee, davanti a Bowe e Richardson.

Nei 1500 metri maschili validi per la Division A, il primatista mondiale e idolo del pubblico di casa Shani Davis trova una prestazione finalmente convincente dopo un inizio di stagione non così brillante. Il 33enne bicampione olimpico – 2006 e 2010 – sui 1000 completa la gara su 3 giri e 300 metri in 1’42’’90. Un tempo che vale il terzo posto e gli permette di ritrovare un podio in World Cup atteso dal dicembre 2014. Fanno meglio di lui soltanto il vincitore – in 1’42’’14 -, l’olandese Kjeld Nuis, che migliora di 14 centesimi il primato nazionale di Koen Verweij e il connazionale di Davis Joey Mantia, secondo in 1’42’’45. Nuis vince la sua quinta gara in Coppa del Mondo, la seconda sui 1500. Squalificato, invece, il russo vincitore dei 1500 di Calgary, Denis Yuskov che aveva inizialmente chiuso in 1’42’’40, crono che gli sarebbe valso il secondo posto prima dell’intervento dei giudici. Con la vittoria odierna, unita al quarto posto della settimana scorsa, Nuis vola in testa alla classifica stagionale dei 1500 – un anno fa chiuse terzo – davanti a Joey Mantia e al belga Bart Swings, soltanto quinto quest’oggi. I tre sono separati da appena 30 punti.

Nella nottata italiana è sceso in pista anche Andrea Giovannini, inserito nella Division B dei 1500 metri maschili. Il 22enne tesserato per le Fiamme Gialle ha chiuso la sua prova in 1’46’’43. Tempo che gli ha permesso di migliorare di 4 centesimi il suo primato personale ottenuto domenica scorsa in Canada. Con questo tempo, il pattinatore di Baselga di Piné si piazza in ottava posizione, ottenendo il suo miglior piazzamento in carriera sulla distanza. Una certificazione della sua crescita anche nella gara meno avvezza alle sue caratteristiche di fondista. Il capofila della gara del secondo gruppo di merito è, a sorpresa, il giapponese Takuro Oda (1’45’’11), che trova la miglior gara della sua carriera tra i Senior. Si lascia alle spalle atleti del calibro di Jan Blokhuijsen e Sergey Gryaztsov, distanziati rispettivamente di 26 e 48 centesimi.

Clicca qui per conoscere i risultati completi della seconda tappa di Coppa del Mondo e il programma del fine settimana di gara. Ricordiamo inoltre che sarà possibile seguire la diretta streaming delle gare di Division A, collegandosi – dalle ore 21:00 in Italia – al seguente link: http://livemanager.eurovision.edgesuite.net/isu/index.html.

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