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Pioggia di record del mondo a Salt Lake City con Ted-Jan Bloemen ed Heather Richardson. Giovannini fa meglio di Fabris

Pioggia di record del mondo a Salt Lake City con Ted-Jan Bloemen ed Heather Richardson. Giovannini fa meglio di Fabris
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Getty Images

Speed Skating CdM a Salt Lake City

Pioggia di record del mondo a Salt Lake City con Ted-Jan Bloemen ed Heather Richardson. Giovannini fa meglio di Fabris

Lo spettacolo prosegue a pieno regime a Salt Lake City. Sulla pista statunitense, che ha ospitato stasera la seconda giornata di Coppa del Mondo su pista lunga, arrivano ancora due nuovi record del mondo. Ma se ieri ci aveva pensato un osservato speciale come Pavel Kulizhnikov, oggi lo emula Ted-Jan Bloemen (nella foto), olandese che gareggia per il Canada ed entrato nella storia per aver strappato al campionissimo Sven Kramer il record mondiale dei 10mila metri.

Impressionante il suo 12’36’’30 con cui ha domato i 25 giri di gara. Non è stata da meno l’Italia, che trova una pagina storica del ghiaccio grazie ad Andrea Giovannini, che “cancella” il primato del mito Enrico Fabris sempre sui 10mila. L’azzurro è ottavo, miglior piazzamento in carriera in una gara contro il tempo.

La serata dei record non finisce con la sorpresa di Bloemen. Al femminile arriva il primato mondiale nei 1500m (1’50’’85) per una straordinaria Heather Richardson, che spodesta la compagna del team USA Brittany Bowe primatista sulla distanza soltanto per una settimana. Nelle altre gare della serata esulta la velocista cinese Zhang Hong che bissa la vittoria di ieri e ottiene il successo anche nella seconda serie dei 500 metri. Il russo Pavel Kulizhnikov non sbaglia nemmeno sui 1000 metri, centrando il primo successo stagionale sulla distanza, divenendo il secondo pattinatore più veloce di sempre sulla distanza.

L’attesa era tutta per l’unica prova sui 10 km della World Cup 2015-16, in cui erano impegnati i più forti del circuito appartenenti alle Division A. Proprio sulla distanza più massacrante dello speed skating arrivano le emozioni fortissime e dei risultati sconvolgenti. Da una parte il merito va tutto all’azzurro Andrea Giovannini, che ha aperto la gara del primo gruppo in coppia col francese Alexis Contin. Il trentino trova la sua migliore gara rivelando i suoi miglioramenti eccezionali fatti intravedere sin dallo scorso anno. E lo fa centrando un ottavo posto prestigiosissimo in una gara che passerà alla storia del pattinaggio. Giovannini suona la carica con il nuovo record italiano: 13’07’’20 nella distanza più lunga dell’intero programma. Il che vuol dire battere il gigante pattinaggio italiano e non solo, ovvero Enrico Fabris. Il 22enne pinetano dà il meglio di sé allo Utah Olympic Oval. Questi i parziali dei passaggi dell’azzurro durante i 25 giri: 34’’26-30’8-31’’9-31’’1-31’’3-31’’0-31’’1-30’’8-31’’4-31’’3-31’’3-31’’4-31’’3-31’’4-31’’4-31’’3-31’’1-31’’0-31’’2-31’’4-31’’4-31’’5-31’’6-31’’8-32. 13’07’’20 e nuovo record. Letteralmente abbattuto il primato appartenuto al bicampione olimpico dal 13 marzo 2006, quando sull’ovale di Calgary corse in 13’10’’60. E il finanziere di Baselga di Piné cancella anche il proprio primato personale – datato novembre 2014 – annientandolo di 45,55 secondi. Non gli basterà per centrare il primo podio in carriera in una gara individuale col cronometro.

Perché i rivali sono agguerriti e veloci come non mai. Lo si capisce definitivamente un’ora dopo, con la straordinaria prestazione di Ted-Jan Bloemen, olandese di nascita ma canadese di passaporto dalla scorsa stagione. Crediamo che il suo 12’36’’30 rimarrà nella storia della pista lunga per diverso tempo, perché spodesta il 12’41’’69 dell’ormai ex primatista del mondo Sven Kramer, tempo che resisteva in cima dal marzo 2007. Una performance, quella del 28enne nato a Terhorne (in Frisia) impressionante per potenza, resistenza e continuità dell’azione: i suoi passaggi oscillano sempre tra i 29’’8 e i 30’’1 al giro, fino alla quart’ultima tornata, con un leggerissimo calo nel finale. Un exploit sorprendente ed enorme, poiché Bloemen prima di oggi aveva ottenuto soltanto un podio individuale in World Cup, nei 5000 – fu terzo – della passata settimana. Nell’ultima batteria, in cui si sono cimentati i due big d’Olanda, ci prova soprattutto Jorrit Bergsma – in linea col pazzesco tempo di Bloemen fino al crollo di schianto negli ultimi giri – e, lo stesso Kramer. Quest’ultimo arriva secondo in 12’44’’26, a meno di tre secondi dal suo precedente limite mondiale. Bergsma, invece, sarà terzo contro il 12’53’’99, faticando e non poco rischiando il naufragio negli ultimi giri. Nell’ordine d’arrivo li seguono Patrick Beckert (Germania), Bart Swings (Belgio), Peter Michael (Nuova Zelanda) ed Erik Jan Kooiman (Olanda), tutti sotto la barriera eccezionale dei 13 minuti e con i propri personal best. Il primo dopo di loro sarà proprio l’ottimo Giovannini.

Dopo lo spettacolo “mondiale” vissuto con i 10mila maschili, le donne non sono da meno e si uniscono alla serata da record grazie alla poderosa impresa della statunitense Heather Richardson-Bergsma. L’atleta sposata dalla scorsa primavera con il collega olandese fa suo il primato dei 1500 metri. In una gara tutta vissuta sul filo del duello spettacolare con la connazionale Brittany Bowe, la Richardson parte subito in maniera aggressiva e, al contrario di altre volte, mantiene un’andatura pazzesca per tutti i tre giri e 300 metri di gara. Impegnate nell’ultima batteria, l’una di fianco all’altra, esaltano le tribune di casa. Stavolta tocca alla Richardson il compito di migliorare il record del mondo che una settimana fa proprio la compagna Bowe aveva strappato – con uno strepitoso 1’51’’59 - a Cindy Klassen. La 26enne di High Point (North Carolina) abbatte il primato con un’eccezionale crono: 1’50’’85. Non serve, ai fini del successo, l’ulteriore miglioramento della Bowe che spinge sul ghiaccio fino in 1’51’’31. In terza piazza si posiziona Martina Sábliková, la ceca si dimostra ancora straordinariamente efficace nonostante le fatiche dei 5000 metri vinti venerdì. La campionissima scende per la prima volta in carriera sotto l’1’54’’ e si piazza in terza posizione in 1’53’’44.

Straordinari Francesca Bettrone, che in chiusura della mattinata negli Usa – tardo pomeriggio in Italia – si era disimpegnata nei 1500 metri di Division B. La veneta del Gruppo Cosmo Noale Ice, reduce da un personale di 1’57’’64 ottenuto il 7 novembre scorso, completa i tre giri e 300 metri di gara in 1’58’’33. Sarà quindicesima nella classifica finale guidata dalla forte canadese Ivanie Blondin, terza ieri nei 5mila del primo gruppo e vincitrice oggi in 1’55’’14, davanti a Nana Takagi (Giappone) e Roxanne Dufter (Germania).

La serata aveva visto in scena la seconda serie dei 500 metri femminile, che ha premiato per la seconda volta in due giorni Zhang Hong. La velocista cinese bissa così il successo ottenuto nella giornata di ieri e si mantiene saldamente in testa alla classifica di specialità. A Salt Lake City, la sfida finale è tutta nell’ultima batteria con Lee Sang-Hwa abbinate in coppia come venerdì sera. Le due frecce dell’Asia si sfidano in una prova non velocissima ma agonisticamente appassionante: la spunta in 36’’82 Zhang, più veloce di un solo centesimo rispetto alla coreana, che non riesce a reggere l’urto del ritorno prepotente della cinese. Letteralmente senza energie al traguardo, la campionessa olimpica Lee cede nuovamente lo scettro. Buono il 37’’08 di Brittany Bowe, tempo che però vale alla pattinatrice originaria della Florida soltanto la terza piazza. La connazionale Heather Richardson-Bergsma è quarta con 37’’23 davanti a Jing Yu.

Nella Division B, la seconda serie dei 500 metri femminili ha visto all’opera due pattinatrici italiane. In questo sabato di gare, oltre a Yvonne Daldossi, reduce dal suo personale di 38’’62, si è misurata anche Francesca Bettrone. La Daldossi non migliora il suo best, ma in compenso ottiene un piazzamento più che buono che le frutta 4 punti in classifica di specialità: l’altoatesina è sesta, in 38’’71 lontana 9 centesimi dal personale che ieri le aveva regalato la settima piazza. Per la 23enne altoatesina si tratta del miglior piazzamento stagionale. La Bettrone, invece, non riesce a scendere sotto il muro dei 40 secondi – come aveva fatto nei time trials di Calgary a inizio novembre – e chiude in 40’’06, tempo che le vale il 17esimo posto. La gara va appannaggio, in 38’’23, della russa Nadezhda Aseyeva, al secondo successo in carriera dopo il primo hurrà ottenuto – sempre sui 500 – un anno fa a Seul.

Nella gara dei 1000 metri maschili – Division A – trionfa l’inarrestabile Pavel Kulizhnikov. Il primatista mondiale sui 500 si aggiudica la prima vittoria stagionale sulla doppia distanza, con un tempo che fa tremare quello del primatista mondiale Shani Davis: 1’06’’70 e record nazionale migliorato di 0,63 secondi. Il russo è distante soltanto 28 centesimi dal primato rimasto all’americano. Per il 21enne già detentore della Coppa del Mondo di specialità arriva così la quarta vittoria stagionale – su cinque gare disputate – e il quarto successo in carriera sui 1000. Alle sue spalle si mette in evidenza l’olandese Kjeld Nuis, che copre il chilometro in 1’07’’02. L’atleta bronzo mondiale in carica eguaglia anche il suo primato personale. Terzo è l’altro oranje Gerben Jorritsma, vincitore nella prima prova di Calgary, a 3 centesimi da Nuis. Mentre in quarta posizione giunge il due volte olimpionico Shani Davis, che paga 14 centesimi di troppo che non gli consentono di agguantare il podio.

Ben tre gli azzurri in corsa nella mattinata per i 1000 metri “B”. Il primatista italiano sulla distanza in 1’08’’19, Mirko Giacomo Nenzi, David Bosa e Jan Daldossi, quest’ultimo all’esordio sul ghiaccio di Salt Lake City. Da nessuno di loro sono arrivati miglioramenti dei propri primati personali. E di conseguenza si sono tutti posizionati nelle retrovie nella gara vinta dal russo Denis Yuskov. Il vicecampione mondiale Allround in carica, specializzato soprattutto sui 1500, vince la gara dopo 1’08’’07, tempo comunque tra i migliori in questa stagione. Il migliore degli italiani è Mirko Giacomo Nenzi, che si piazza 16esimo in 1’09’’36, tempo che migliora di 52 centesimi il suo personale stagionale stabilito una settimana fa a Calgary. Il finanziere veneto non toccava questi livelli sul chilometro dall’Universiade invernale del 2013. Più indietro David Bosa e Jan Daldossi, rispettivamente in posizione numero 27 e 28. Il primo ottiene 1’10’’21, a un decimo dal suo best. Il secondo, invece, partito nella prima batteria – in cui ha corso senza un compagno – ha concluso la sua prova in 1’10’’50.

Nella notte italiana è sceso sul ghiaccio anche Fabio Francolini, all’esordio in una gara individuale di Coppa del Mondo. Impegnato nei 10000m validi per la Division B, il 29enne canturino ha stupito per velocità e resistenza, chiudendo la sua prova in 13’41’’32. Un tempo di grande valore, considerando che il lombardo di stanza in Olanda si cimentava per la terza volta in carriera sulla distanza. Ovviamente per lui arriva al record personale, migliorato di ben 39 secondi. L'azzurro è sedicesimo nella classifica finale. Vince l'olandese Bob de Vries in 12'43''57. Un tempo che gli avrebbe permesso di giungere secondo nella gara riservata agli altleti del primo gruppo di merito.

Clicca qui per consultare i risultati ufficiali e il programma dell’ultima giornata di gare a Salt Lake City. Ricordiamo che domenica 22 novembre sarà possibile seguire la diretta streaming delle competizioni di Division A cliccando su questo link: http://livemanager.eurovision.edgesuite.net/isu/index.html. Le trasmissioni avranno inizio alle ore 21:00.

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