Venerdì 18 Ottobre, 5:56
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Alessandro Bergomi
Alessandro Bergomi
Redazione Sport

foto di 2018 Getty Images

Marit Bjørgen epica nella 30 km femminile in tecnica classica

Marit Bj°rgen epica nella 30 km femminile in tecnica classica

Gara incredibile della regina dello sci di fondo che con questo oro è diventata l'atleta in assoluto più vincente della storia dei Giochi Olimpici Invernali e ha portato la Norvegia alla vittoria del medagliere di Pyeongchang 2018.

Nella prima tornata le acque sono rimaste tranquille e nessuna è riuscita a fare la differenza. Tutte le atlete più quotate sono transitate nel gruppo di testa, ad eccezione di Jessica Diggins, caduta al termine della discesa che portava allo stadio e rimasta leggermente attardata.

Marit Bjørgen, al comando delle operazioni sin dai primi km, ha tenuto un ritmo sostenuto anche nel secondo giro, mettendo in difficoltà diverse atlete. Il gruppo di testa si è così ridotto a dodici unità al passaggio ai 7.5 km.

L’azione della norvegese è stata impressionante e senza soluzione di continuità, tanto che a un terzo di gara si è ritrovata in fuga. L’ultima ad arrendersi è stata Kalla che nel giro di poche centinaia di metri ha accumulato una ventina di secondi di ritardo ed è stata raggiunta dalle finlandesi Niskanen e Pärmäkoski e da Teresa Stadlober. Tutte le altre big sono rimaste ancor più attardate, Haga, Weng e le russe si sono chiamate fuori dalla lotta per le medaglie, il terzetto composto da Diggins, Nilsson e Østberg, staccato una ventina di secondi dalla zona podio.

A metà gara Bjørgen è transitata con 50” di vantaggio sulle prime inseguitrici ma ha perso leggermente a causa del cambio sci. Alle sue spalle le due finniche e l’austriaca hanno tirato dritto, Kalla invece ha cambiato materiale, staccandosi di una dozzina di secondi.

Il copione non è cambiato nei restanti 15 km, la scandinava non ha mai tolto il piede dall’acceleratore e ha concluso con 1’50” sulla seconda nonostante i festeggiamenti nel tratto finale, un autentico dominio. Per Marit è arrivato l'ottavo oro e la quindicesima medaglia olimpica in carriera ed è diventata l'atleta più vincente della storia dei Giochi Olimpici Invernali.

Dietro invece è successo di tutto e la lotta per i restanti gradini del podio è stata viva ed incerta fino alla fine. Intorno al km 20 Stadlober è andata all’attacco, riuscendo a staccare le due finniche ma ha sbagliato incredibilmente percorso, allungandolo e scivolando dalla 2a all’8a posizione.

Pärmäkoski è così diventata la prima delle inseguitrici e ben presto si è ritrovata da sola, poiché Niskanen è andata in crisi ed è stata superata dalla coppia Østberg-Nilsson, in forte rimonta e con 15” da recuperare alla finlandese all’imbocco dell’ultima tornata. Al termine di un duello a distanza durato diversi km, la medaglia d’argento è andata a Pärmäkoski, bronzo invece alla svedese Nilsson, specialista delle sprint e vera sorpresa della gara. La svedese ha saputo resistere all’attacco di Østberg sull’ultima salita e poi l’ha agevolmente battuta in volata. Le due hanno pagato due minuti dalla leader.

Tre minuti invece il distacco di Charlotte Kalla che ha chiuso 5a, precedendo Niskanen 6a, Diggins 7a e Weng 8a. Terese Stadlober invece è scivolata mestamente al 9° posto a oltre quattro minuti, ha concluso tra le prime dieci anche la nipponica Ishida.

Molto attardate le italiane che hanno accumulato distacchi abissali sin dai primi km. La migliore alla fine è stata Brocard 27a, 34a invece Comarella, 35a Pellegrini e 41a Scardoni. 

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