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Gerdol: "Qui tanta sfortuna, ma dobbiamo riflettere sul futuro". Davide Brignone: "Oggi partiamo per la Norvegia"

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Sci Alpinocoppa del mondo femminile

Gerdol: "Qui tanta sfortuna, ma dobbiamo riflettere sul futuro". Davide Brignone: "Oggi partiamo per la Norvegia"

Le reazioni alla doppia cancellazione dei super-g a Passo S. Pellegrino, con il direttore della coppa femminile che ha spiegato come il fondo della pista non garantisse più la sicurezza delle atlete. Bassino: "Impossibile gareggiare". Restano 8 prove in calendario (6 in totale quelle di velocità annullate per le ragazze), 2 per ogni specialità e ora tutte a Kvitfjell... con Shiffrin in attesa.

Tre anni dopo è cambiato tutto, dal sole per un intero week-end alla neve scesa per 48 ore praticamente consecutive a Passo S. Pellegrino, per non parlare di quasi un metro di fresca in partenza, a quasi 2500 mt di quota.

Anche questa mattina, pur avendo atteso un paio d'ore in più sperando che la situazione migliorasse, Peter Gerdol è stato costretto a cancellare il super-g numero 2 su “La VolatA”, per una Val di Fassa che non può festeggiare le sue attesissime gare di Coppa del Mondo, appunto dopo quelle splendide del 2021 (in quel caso recuperi, questa invece è stata tappa definita da tempo).

Non c'era più la sicurezza garantita per le atlete e, come già annunciato ieri, nessun recupero a questo punto della stagione; restano quindi nel calendario del massimo circuito femminile otto appuntamenti, due per specialità, da Kvitfjell (discesa e super-g il prossimo week-end) ad Are (gigante e slalom il 9-10 marzo) sino alle finali di Saalbach, con sei gare cancellate e tutte di velocità, ovvero nella loro interezza le tappe di Zermatt-Cervinia, Garmisch-Partenkirchen e appunto Val di Fassa, anche se è saltato pure un super-g a Sankt Moritz, ma col recupero ad Altenmarkt-Zauchensee.

Considerando anche il circuito maschile, sceso da 45 a 38 appuntamenti, 13 gare non disputate in un inverno davvero maledetto pensando poi a quanto accaduto sul tema infortuni.

Lara Gut-Behrami è capoclassifica nella generale, con 205 punti di margine su Mikaela Shiffrin e 286 rispetto a Federica Brignone, ma è chiaro che una minima chance per la statunitense ancora esiste pur avendo annunciato il rientro solo per le gare tecniche di Are. Dall'altro lato, per Brignone le possibilità sono ridotte al lumicino e in chiave classifica di specialità, la valdostana rimane a -34 pt da Gut-Behrami con due prove in programma. Discorso apertissimo in questo caso, con Davide Brignone, allenatore e fratello di Fede, che ai microfoni di Eurosport ha spiegato dopo la cancellazione odierna che “andremo già oggi verso la Norvegia, rimarremo un giorno ad Oslo poi a Kvitfjell (dove giovedì è in programma la prima prova di discesa, ndr).

Era impossibile gareggiare oggi, la decisione è quella corretta anche se naturalmente è un gran peccato per tutti coloro che hanno lavorato qui per mesi, ma col meteo non possiamo farci nulla”.

Se Marta Bassino è dello stesso parere (“dispiace per tutti, in primis l'organizzazione che ha lavorato anche con le macchine e fatto di tutto, ma credo proprio non si potesse fare”), il chief race director della CdM donne, Peter Gerdol, ha analizzato così quanto accaduto, intervistato dai colleghi di Eurosport e Rai Sport. “E' arrivata altra neve e l'organizzazione, sin dalle 4.00 del mattino, ha fatto tutto il possibile di nuovo coi gatti in pista, necessari per spostare quantità del genere.

Come indicato, la precipitazione è stata meno intensa di ieri, ma lo strato nuovo ha fatto da isolante su quello sosttostante e il fondo non è più compatto come prima, si formano queste palline che sono pericolose: la sicurezza delle atlete è necessariamente la nostra priorità.

Recuperi? Dieci giorni fa abbiamo deciso che non avremmo recuperato altre gare eventualmente cancellate e se mi chiedete di un calendario da ripensare, dico che certamente ne parleremo perchè quest'anno siamo stati penalizzati più di altre stagioni. Non mi piace parlare di sfortuna, certo qui è stato così dopo due mesi di bel tempo, ma per provare a mitigare questi rischi urge fare delle riflessioni”.

Giulio Bosca, opinionista per Rai Sport sceso in pista su “La VolatA” anche questa mattina: “Rischiavano di staccarsi questi blocchi di ghiaccio (ha spiegato nel tratto in particolare del muro del Poeta), succede quando la pista viene bagnata e poi la nevicata crea uno strato di coperta, fondendo la neve sottostante. Non c'è niente da fare in questi casi, è davvero pericoloso”.

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