A Crans-Montana è polemica aperta. Gerdol: "Gli apripista ci hanno detto che non si vedeva nulla". Le parole delle azzurre

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A Crans-Montana è polemica aperta. Gerdol: "Gli apripista ci hanno detto che non si vedeva nulla". Le parole delle azzurre

La cancellazione della sesta discesa di CdM, che non troverà ricollocazione già sabato al posto del super-g, che è stato quindi confermato ufficialmente, fa discutere visto che molte atlete non erano d'accordo sulla scelta di fermarsi dopo la caduta di Lindsey Vonn, per la quale sono in corso gli esami al ginocchio. Brignone aveva definito la neve molto bella dopo la ricognizione, pronta a tornare in gara anche nella velocità, di parere sostanzialmente opposto Goggia e Pirovano: poi le tre cadute e lo stop definitivo.

Tristemente salita agli onori delle cronache per la tragedia avvenuta nella notte di Capodanno, a Crans-Montana oggi le polemiche sono di altra natura, sul piano sportivo, per quanto accaduto con le sole prime sei discese viste in una gara, la sesta stagionale per la disciplina regina, che si è fermata definitivamente dopo la caduta di Lindsey Vonn.

In attesa di ricevere notizie dallo staff medico della federsci statunitense, che ha comunicato come siano previsti gli esami in ospedale per la campionissima del Minnesota (dolorante al ginocchio sinistro), pettorale rosso e pronta a cercare a Cortina il secondo titolo olimpico della carriera, ultimo grande obiettivo della sua immensa carriera, è parso subito chiaro che molte atlete non fossero d’accordo sulla cancellazione di una discesa che già veniva considerata a rischio alla vigilia, con le previsioni che davano un peggioramento nel corso della mattinata (e così è stato), ma soprattutto proponeva un manto non così compatto.

Anche se, proprio sul tema della consistenza della neve, i pareri delle stesse azzurre erano discordanti dopo la ricognizione, con Federica Brignone da una parte che definiva la base molto bella seppur con qualche passaggio più critico, mentre Goggia e Pirovano erano concordi sul fatto che fossero parecchie le zone critiche, tra neve molle e “zuccherosa”.

La FIS, poco meno di due ore dopo lo stop definitivo, ha confermato il programma del sabato, con il super-g che andrà in scena alle ore 11.00 (non ci sarà quindi la ricollocazione della discesa, vedremo se sarà possibile il recupero a marzo in Val di Fassa, di fatto unica “finestra” rimasta utile dopo aver già piazzato il super-g di Zauchensee a Soldeu), anticipato dalla seconda prova della discesa maschile, che in questi minuti sta per prendere il via.

“Le condizioni sono cambiate molto nel corso della mattinata – le parole del tarvisiano Peter Gerdol, chief race director del circuito femminile, ai colleghi di “Ski Actu” – Soprattutto, la visibilità è diminuita e gli apripista ci hanno detto di non riuscire a vedere il traguardo, è chiaro che proprio la difficoltà di avere una buona luce sul terreno ha portato probabilmente agli errori delle prime atlete. Inoltre, era previsto un peggioramente nell’ora successiva e non vogliamo che nessuno si faccia male, per questo abbiamo optato per la cancellazione”.

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