E' stata una stagione, che ora la classe 2001 neozelandese sta smaltendo in vacanza, davvero ricca di alti e bassi quella di Alice: Soelden a parte, un avvio strepitoso con tre vittorie in pochi giorni, poi quel salto finale nella gara di Tarvisio ha cambiato tutto, facendole perdere completamente la fiducia anche in gigante, dove la crisi è stata enorme prima di chiudere abbastanza bene. E' chiaro, ora Robinson è pronta sulle due discipline, ma deve concretizzare in termini di titoli e trofei.
Ventiquattro anni sulla carta di identità, ma per una che neppure maggiorenne saliva sul podio alle finali di Soldeu e poi batteva Mikaela Shiffrin pochi mesi più tardi, in apertura della stagione 2019/2020 sul Rettenbach di Soelden, sembra passata una vita.
E allora, molti considerano Alice Robinson già una veterana del circo bianco, tanto da aspettarsi dal suo enorme talento successi in serie, medaglie e coppe. I primi sono in buon numero, perché con il tris della stagione appena trascorsa, la classe 2001 di Queenstown è salita a quota 7 timbri in Coppa del Mondo, per i secondi il discorso è differente anche se nelle ultime due annate Alice è sempre stata in lotta.
L’inverno 2025/26, però, è stato anche tosto mentalmente per la fenomenale neozelandese (che ora si sta godendo le meritate vacanze), dopo un avvio straordinario: a parte l’ottavo posto nella “sua” Soelden, con l’assenza di Federica Brignone tutti pronosticavano un suo dominio in gigante, dopo aver fatto il vuoto a Copper Mountain ed essersi ripetuta in gara-1 a Mont-Trémblant, prima del podio il giorno successivo.
Anche perché la settimana successiva alla trasferta canadese, Alice si era presa a Sankt Moritz la prima vittoria della carriera in super-g, che è rimasta l’ultima sinora; dopo il 2° posto in Val d’Isère, piegata solo da Goggia, ecco la prima uscita in gigante a Semmering (nel giorno del nuovo hurrà di Scheib che cominciava la sua fuga) ma anche quella successiva di Kranjska Gora e, soprattutto, la bruttissima caduta sul salto finale del super-g di Tarvisio, quando aveva il pettorale rosso sulle sue spalle.
Lì si è rotto qualcosa nel meccanismo di Robinson, che già sulla “Erta” di San Vigilio di Marebbe era in grave difficoltà, ma ha impressionato in negativo soprattutto nel gigante di Spindleruv Mlyn. A pochi giorni dalle Olimpiadi, una reazione c’è stata tornando alla velocità, avvicinando il podio a Crans-Montana, e a Cortina le prestazioni sono state anche discrete, considerato pure il grave errore commesso in super-g (la medaglia sarebbe probabilmente arrivata), ma due ottavi posti, compreso quello in gigante, non possono certo soddisfare una campionessa del genere.
Dopo i Giochi, ecco i podi ritrovati tra Soldeu, 2^ in super-g, e il 3° posto nel gigante di Are, rimanendo in corsa per la coppa di specialità della disciplina veloce sino alla gara finale, quando Goggia poi ha chiuso i conti vincendo a Kvitfjell.
Gli obiettivi per il 2026/27 non possono che essere le sfere di cristallo in entrambe le sue specialità preferite, ma anche quel titolo mondiale solo accarezzato, ma ancora distante da una straripante Federica Brignone, con l’argento di Saalbach, poco prima di chiudere con un altro 2° posto nella graduatoria di gigante della stagione 2024/25.
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Breuil-Cervinia | 22/51 | 10-120 cm |
| Ghiacciaio Val Senales | 9/11 | 40-140 cm |
| Solda | 4/11 | 20-95 cm |
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