Giovedì 23 Novembre, 14:16
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Anastasia Cigolla
Anastasia Cigolla
Istruttore Nazionale Sci Alpino

Paolo Colarelli, una storia di amore e neve

Paolo Colarelli

Il 14 febbraio è la festa degli innamorati.  
Ma può essere anche considerata la festa dell'amore in senso più ampio. L'amore per le persone,  ma anche per i luoghi e per le montagne. Di questo vorrei raccontarvi oggi. Di un amore incondizionato per le montagne, per la neve, per lo sci.  E, naturalmente, per le persone.  Oggi, nella festa degli innamorati, voglio ricordare un uomo innamorato della vita, della neve, della sua famiglia.

Paolo Colarelli, per tutti Coca, è stato una persona che della neve e delle curve disegnate sulle piste di Sestriere - e non solo - ha fatto la sua storia. Una storia che è stata interrotta in autunno, allorché la forza di vivere non è stata sufficiente a combattere un male tremendo e impietoso, che però non ha potuto fermare il coraggio nell'affrontarlo e il flusso di energia positiva che Paolo ha lasciato, come una scia sul manto bianco.  Una scia fatta di ottimismo, di una travolgente simpatia, di un approccio professionale ma anche giustamente scanzonato alle cose. Unito alla sua risata incontenibile che diventava coinvolgente.

I nostri cognomi (Colarelli e Cigolla) ci hanno uniti nel mondo degli istruttori nazionali, fatti di molti anni di corsi e di verifiche triennali, in cui la vicinanza di pettorale ha creato un  sodalizio speciale in momenti di emozione e di impegno. Infatti alle verifiche tecniche Paolo, con la sua inguaribile simpatia, riusciva a sdrammatizzare e ironizzare sulle nostre prove imminenti.

Con il suo sorriso aperto mi diceva sempre: “Vai  Nasty, fammi una bella traccia così poi io ti seguo e la faccio uguale!”  In questo modo riusciva a creare un’atmosfera piacevole e una fortissima energia positiva che mi permetteva di partire, in  ogni prova, con un’efficacissima concentrazione rilassata.

Questa volta Paolo ha fatto la traccia a noi, indicandoci la pista del coraggio con cui si può affrontare la prova più importante. E noi proveremo a riportare sui nostri volti tutti quei sorrisi radiosi che ci ha scatenato prima, durante e dopo le nostre emozionanti sciate



Pubblichiamo il testo del ricordo della famiglia.

Il mondo dello sci  è in lutto. All’alba  del 1/12/15, a  Torino,  sua  città natale, ci ha lasciato  Paolo Colarelli,  una delle  figure più rappresentative dello sci  italiano.

Paolo era un uomo vero, autentico come raramente se ne trovano; una vita semplice, essenziale la sua  a contatto con la montagna  e  lo sci, che  è stato  il suo lavoro e la  sua passione.

La sua vita  era  dedicata interamente allo sci ed alla montagna.

Sestrière era la sua casa, qui ha  cominciato a  muovere i primi  passi  sugli sci fino ai  successi  nelle gare  dove il suo  talento  gli ha  consentito  fin da  bambino di  primeggiare e vincere (quando  i concorrenti  vedevano il  suo nome tra  gli  iscritti  facevano il pronostico  solo dal II posto in giù perché lo  sapevano già che a  vincere  tanto   sarebbe  stato sempre comunque solo lui Paolo Colarelli, “il Coca”).

Poi le gare più importanti, il palcoscenico delle gare nazionali, la  Coppa  Italia e  le gare FIS e  per  finire, a coronamento della carriera,  il titolo di  istruttore  nazionale e la  partecipazione  alla  Interski di Cransmontana.

Da giovane  è stato  uno dei  più giovani talenti che lo sci italiano abbia espresso, Vincitore  assoluto ed  incontrastato di  tutte le  più importanti  gare, si  è aggiudicato più volte l’edizione  dell’Uovo  d’Oro ed  ha  vinto  la fase  internazionale del “Trofeo Nordica” a  Cortina, lasciando  dietro  sciatori  del calibro di  Armin  Bitner e  tanti  altri.

Poi una brillante  carriera  di  istruttore  nazionale che lo  ha portato a  far  parte delle  Commissioni  Esami  Maestri e dei  corsi di  formazione.

Contemporaneamente  fonda la  Scuola di sci  “Via Lattea” a  Sestrière,  insieme agli inseparabili  amici Matteo Blanc e Paolo Mosconi.

La sua  vita  era  dedicata interamente allo sci ed alla montagna.

La mattina era  abituato  ad  alzarsi di  buon ora, era  sempre  il primo ad arrivare  alla Scuola di sci  e  sulle  piste con  tutti i  tempi ed  in tutte le condizioni, anche con  temperature polari.

In certe occasioni il freddo tagliava  il volto come  le  lamine  degli  sci di Paolo tagliano il  ghiaccio.

Paolo trascorreva la giornata sulle piste da sci della sua adorata Sestriere, trasmettendo ai suoi  allievi  la sua esperienza ed  i suoi  valori, la  sua passione per  la  montagna .

Paolo andava oltre il semplice consiglio tecnico, ai suoi allievi  dava  molto, dava  tutto sé stesso  e per  questo lo cercavano  tutti e a  Sestrière  arrivavano da  tutta  Italia per  sciare con lui.

Con i suoi allievi Paolo  aveva  un rapporto  particolare,  trasmetteva loro  i valori della vita, dava loro i  giusti consigli  non solo  tecnici, li seguiva  nella preparazione  degli  sci.

Nei corsi di formazione maestri, negli aggiornamenti maestri, nelle  verifiche  degli  istruttori osservava  scrupolosamente gli orari, era  il primo ad  andare a  letto ed  il primo a  svegliarsi,  preparava  con cura i corsi e le lezioni e quando lo  invitavano da qualche parte  magari dopo cena , rispondeva “ grazie, non posso, debbo preparare la  lezione di  domani”  oppure  “debbo  fare  gli sci dei ragazzi”.

Rispetto  e  disciplina : questi i suoi canoni.

A maggio ha  fatto la  verifica da istruttore, è stata la sua  ultima  verifica; il male  aveva  cominciato a farsi strada nel  suo corpo, ma la  sua mente gli  consentiva  ancora di  fare la  differenza.

Era stanco, visibilmente provato, ma  ciò nonostante  ha  sostenuto  la  prova e  passata la verifica (l’ultima).

Sfido chiunque a superare la verifica da  istruttore in quelle condizioni; nessuno avrebbe  mai potuto  farcela.

Paolo era un combattente, affrontava la  vita con serietà  e dedizione così come ogni curva sugli sci, nella  quale  metteva  tutto il suo  impegno dal  primo  centimetro all’ultimo; mai una sbavatura, una  imperfezione: solo  un rigo perfetto, bello da vedere e  difficile, se non  impossibile da  imitare.

Ed  è stato  un combattente  anche contro la  morte contro la  quale  ha lottato e sofferto  in questi ultimi anni, senza  mai lasciare  trasparire  dolore e sofferenza, sempre con dignità.

Prima  di partire per la cura in America, regalandosi l’ultima speranza, mi aveva detto “lotterò come  una belva”.

Ci ha provato, ce l’ha messa  tutta  ma  non ce l’ha fatta, nulla  ha  potuto  contro un mostro  invisibile ed  invincibile (vigliaccamente  invincibile).

La  sofferenza degli  ultimi  tempi  è stata atroce, la vita si è accanita ingiustamente  contro di lui; Paolo  ha  risposto fino alla  fine con dignità, assistito amorevolmente dalle persone  care, prima tra  tutte la  figlia  Francesca, che lo hanno  accompagnato  fino alla  fine.

Il ricordo di Paolo vive e vivrà in ognuno di noi ed  in particolare nella  figlia  Francesca, che  sarà fiera di portare  il nome di un uomo onesto e leale, conosciuto e  apprezzato da  tutti, come  dimostra  il numero delle persone presenti a rendergli l’ultimo saluto oggi. Paolo continuerà a  vivere soprattutto attraverso  Francesca, Chicca, come  amorevolmente la  chiamava.

In particolare il ricordo di Paolo vive  e vivrà in tutti noi  quando al mattino presto il cielo sarà più azzurro del solito  e l’aria  più fredda, quando  riusciremo a  fare una bella curva con gli sci, cercando di  imitarlo, quando  un raggio di sole  sarà più  luminoso  ed illuminerà  un punto nella  neve facendola  brillare e rendendolo visibile soltanto alle persone vere  ed  autentiche come Paolo.

Cinquant’anni sono pochi per andarsene in questo modo, specialmente quando la vita è stata  condotta in modo serio e sano, senza  mai fumare e bere a contatto con la  natura  in un mondo sportivo.

La  chiesa di  Sestrière  era  gremita di  gente  ed  anche il  piazzale  antistante: c’era  tutto il mondo dello sci; i maestri di sci della  Via  Lattea gli  istruttori nazionali, tutti in divisa  per rendere  l’ultimo saluto  a Paolo insieme ai più  importanti  personaggi dello sci  venuti da  tutta  Italia.

Paolo De Chiesa in un commovente e  struggente  discorso  ha  ricordato che   alla  fine degli anni  Settanta faceva  parte dello sci club Sestrière  insieme  a Paolo  Colarelli; lui   si stava mettendo in luce nelle prime  gare in Coppa del Mondo  mentre l’altro  Paolo  vinceva   tutte le  gare  giovanili  in Italia.

Appena potevo portavo  Paolo a  sciare con me per  cercare di  trasmettergli  tutto  ciò che  avevo imparato per  arrivare in Coppa del Mondo.

E’ stato  proprio  Paolo  Colarelli come  istruttore  nazionale a  fare  il corso di aggiornamento  maestri a  Paolo De Chiesa, lo scorso mesi di aprile a Sestrière; i ruoli  sono  invertiti,  racconta  Paolo  De Chiesa,  questa  volta sono  io che  imparo da  lui.

De Chiesa afferma di  non essere mai  stato un buon maestro , conclude però dicendo che  le lezioni e gli insegnamenti di Paolo Colarelli non se  li scorderà  più per  tutta la  vita.

 Marco Vottero,  responsabile degli Istruttori  nazionali del Piemonte, ha ricordato l’ultima   verifica di  Paolo come  istruttore  nazionale, ad   aprile al Tonale, nella quale aveva  il numero di pettorale subito  dopo  Paolo  Colarelli; all’arrivo di una prova, gli istruttori hanno rivolto parole di  elogio nei  confronti di  Paolo per  l’ottima  prova  effettuata, terminando con un vero e proprio applauso:  quasi  un presagio che quella per Paolo sarebbe stata  l’ultima  verifica

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Il modo migliore per  rendere omaggio a  Paolo è ricordarlo  tutti insieme  nei suoi monti, quando sciava con la  sua inimitabile  serpentina.

“Lo vedo passare adesso ancora  una  volta (l’ultima) con la sua  famigerata serpentina, è rapido, è veloce, inimitabile ed  irraggiungibile; come al solito nemmeno riesco a  stargli  dietro, scompare  dietro  il cambio di pendenza , se ne va,  questa volta per  sempre”.

Paolo se ne  è andato  per sempre al  mattino presto   di buon  ora come  ha  sempre   fatto tutti i giorni della  sua  vita, in silenzio e con  dignità.

Addio Paolo, addio Coca, riposa in pace tra i tuoi monti in una  vita  migliore.

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