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Come si sono sviluppati gli sport invernali in Italia negli ultimi anni?

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Come si sono sviluppati gli sport invernali in Italia negli ultimi anni?

L'Italia negli ultimi anni ha posto molta attenzione alla sua vocazione turistica: il riassunto di un'azione corale che ha visto nello sport un'occasione per riqualificare le zone montane.

Come si sono sviluppati gli sport invernali in Italia negli ultimi anni? Investimenti su strutture, reti e servizi, cerchiamo di capire come sono cambiate le cose.

Gli sport invernali in Italia sono cresciuti in popolarità, così tanto che i migliori bookmaker online, come già fanno per gli eventi sportivi di calcio, propongono ai loro utenti la possibilità di scommettere sulle competizioni e gli atleti di queste discipline. Questo dovrebbe darci la misura di quanto siano diventati importanti non solo in Italia, ma nel mondo.

LE ORGANIZZAZIONI FANNO QUADRATO PER FAR CRESCERE IL COMPARTO NEVE

Prima dei Mondiali di sci alpino del 2021, il Ministero dell'Ambiente, il CONI e gli amministratori locali hanno firmato la “Carta di Cortina” per spingere sull'acceleratore del rinnovamento, i cui fondamenti programmatici non avranno effetto solo sul territorio dolomitico, ma si propagheranno per tutte le aree di montagna del paese.

Si è parlato di garantire la sostenibilità, la sicurezza e la qualità degli sport invernali; soprattutto, finalmente si inizia a parlare di ambiente, e lo si mette in relazione con lo sport. Un documento programmatico che riflette un orientamento politico di più ampio respiro, citando espressamente una risoluzione del 2013 dell'Onu, la 68/217, che parla di sviluppo sostenibile delle montagne, e il programma UNESCO “World Heritage and Sustainable Tourism”, per avere una montagna a misura non solo di sportivo, ma di famiglia che ricerca un'esperienza di relax diversa e più autentica.

L'IMPORTANZA DEL SISTEMA MONTAGNA

La progressiva decentralizzazione del lavoro sta riguardando un riflusso delle persone verso le aree più limitrofe del paese, e in questo movimento ci sono delle prospettive molto interessanti per la riqualificazione del territorio montano e il recupero di aree che erano state abbandonate per trasferirsi in città.

Oggi, i discendenti delle famiglie che avevano abbandonato i loro luoghi di origine, stanno progressivamente tornando nelle loro valli, recuperando il patrimonio immobiliare esistente, e dando il via a una nuova ricettività “dolce” basata sul recupero delle tradizioni del territorio, con piccoli bed and breakfast e alberghi diffusi, e uno sport meno aggressivo, che non ha bisogno delle grandi infrastrutture tipiche dei mega comprensori sciistici, ma solo di ritorno nel seno della natura.

I dati statistici citati nelle premesse della Carta di Cortina sono molto chiari: l'ambiente pre-montano e montano, una volta visto come ostile e improduttivo, offre grandi potenzialità di sviluppo, e comunque costituisce una fetta di paese che sicuramente merita più di quanto abbia ricevuto finora. Di fronte ad un sesto della popolazione italiana che lo abita in modo costante, riceve circa 120 milioni di visitatori ogni anno: un flusso turistico che può essere sviluppato prevedendo infrastrutture moderne di supporto, che ancora oggi latitano.

SPORT ALTERNATIVI PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

Una grande mano nello sviluppo degli sport in montagna è stato il cambio di atteggiamento da parte degli sportivi stessi. Sebbene lo sci alpino e le discipline correlate quali lo snowboard siano sempre di gran moda, oggi si stanno diffondendo sempre più altri tipi di attività sportive che richiedono strutture più snelle e meno invasive per il territorio.

In parte, questo è dovuto anche all'aumento dell'età media delle persone, che per restare in forma abbandonano le discipline più fisiche quali lo sci alpino, per attività sportive alternative più “tranquille”, come sci di fondo, sci alpinismo, ciaspolate, trekking, arrampicata, svolte in autonomia in questi piccoli centri, magari lontano dai comprensori principali.

Un fenomeno sta caratterizzando questa vera e propria rivoluzione verde che sta diffondendosi in modo orizzontale in tutte le fasce di età, e che ci porta a prevedere un futuro roseo per le nostre valli.

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