Perdita di quota, sciare meglio sul ripido: la “scala” della curva e l’equilibrio sul piede esterno

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Perdita di quota, sciare meglio sul ripido: la “scala” della curva e l’equilibrio sul piede esterno

In questo video Jam Session affronta uno dei concetti più importanti del suo metodo: considerare la perdita di quota durante la curva, non solo il movimento laterale o la piega.

Quando affronti una curva in velocità, soprattutto ampia e su terreno ripido, non resti alla stessa altezza: tra inizio e fine curva perdi anche 3, 4 o 5 metri di dislivello. Il problema? Spesso il piede esterno scende… ma le spalle restano indietro, per paura della pendenza. Il risultato è uno sci che non lavora in centralità e una posizione arretrata e instabile.

L’immagine chiave è quella della scala:

  • ogni gradino rappresenta la quota che perdi durante la curva

  • il piede esterno scende per forza

  • la spalla e il corpo devono “seguire” il piede, gradino dopo gradino

Solo così il carico resta in movimento sul piede esterno, lo sci si deforma correttamente e la traiettoria diventa pulita ed efficace.

Questo concetto è fondamentale a tutti i livelli, ma diventa chiarissimo per gli sciatori intermedi: non si tratta di “buttarsi nel vuoto”, bensì di accelerare consapevolmente verso l’ultimo gradino, sapendo esattamente dove andare a finire e su quale equilibrio contare.

Goditi l’accelerazione nella parte ripida della curva, cercando l’ultimo gradino della scala: piede esterno, spalla sopra, equilibrio, sicurezza. È lì che nasce una sciata solida e appagante.

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