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L'australiana Narracott sorprende tutte a St.Moritz. Valentina Margaglio bronzo europeo, Dukurs nella leggenda

L'australiana Narracott sorprende tutte a St.Moritz. Valentina Margaglio bronzo europeo, Dukurs nella leggenda
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IBSF / Viesturs Lacis

Skeleton

L'australiana Narracott sorprende tutte a St.Moritz. Valentina Margaglio bronzo europeo, Dukurs nella leggenda

Si chiude con una grande sorpresa l'edizione 2021-22 della Coppa del Mondo di skeleton. Sulla splendida pista Olympia di Sankt Moritz, Jaclyn Narracott si inventa la gara della vita e regala a se stessa e soprattutto all'Australia la prima vittoria di sempre nel massimo circuito dello skeleton.

La trentunenne del Queensland che in carriera non era mai andata al di là del settimo posto (Lake Placid gennaio 2016), quest'oggi è stata a dir poco perfetta facendo la differenza nel corso della prima discesa, dove approfittando del pettorale alto ha beneficiato delle migliori condizioni della pista e di un ottimo set up della slitta, per stabilire di gran lunga il miglior riferimento cronometrico di giornata. Nella seconda discesa, l'ex velocista ha dato prova di grande maturità non facendosi prendere dall'emozione per lo strepitoso risultato ottenuto nella prima tornata, disputando una final heat precisa e chiudendo nuovamente al comando.

Con questo sorprendente risultato Jaclyn Narracott, nipote d'arte (lo zio Paul era stato il primo australiano di sempre a gareggiare sia alle Olimpiadi estive nei 100 e 200 metri che a quelle invernali nel bob a due) riesce laddove in precedenza le sue illustri connazionali Michelle Steele, Emma Lincoln-Smith e Lucy Chaffer avevano "fallito", regalando all'Austrialia ma anche all'Oceania intera il primo storico trionfo nello skeleton.

Nella giornata della prima volta per l'Australia è arrivata anche la prima storica Coppa del Mondo e al contempo anche il primo titolo europeo per i Paesi Bassi per merito di una formidabile Kimberley Bos, seconda e unica atleta quest'oggi a stare sui tempi della Narracott. La neerlandese sulla pista più iconica del calendario ha conquistato con pieno merito l'ambita Sfera di Cristallo, grazie ad una stagione a dir poco perfetta caratterizzata da una costanza di rendimento sul podio degna delle più grandi campionesse di questa disciplina, che le ha fruttato la bellezza di 6 podi su 8 gare disputate e soprattutto le ha regalato ben due vittorie. Ora a suggellare un inverno stellare, Bos è chiamata a metà febbraio a confermare i favori del pronostico nell'appuntamento più atteso, quello olimpico, su una pista dove, cinesi a parte, tutte partono sullo stesso piano.

Terza piazza per un'ottima Mirela Rahneva staccata di ben 66/100 dalla vincitrice, che coglie il secondo podio stagionale e scavalca nella final heat l'austriaca Janine Flock. Quinta posizione ma medaglia di bronzo europea per l'azzurra Valentina Margaglio autrice come una settimana fa di una straordinaria seconda discesa che l'ha fatta risalire di ben 4 posizioni. La portacolori del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre deve recriminare per una prima manche in cui ha pasticciato un po' troppo nel lungo tratto successivo all'uscita dalle tracce di partenza e di alcune imprecisioni nell'interpretazione della parte bassa della lunga pista svizzera, senza le quali quest'oggi avrebbe nuovamente potuto essere della partita per il podio. Valentina può comunque ritenersi soddisfatta per la prova odierna, e dopo una stagione che l'ha consacrata tra le migliori 6 del circuito mondiale, deve guardare ai Giochi di Pechino 2022 puntando a qualcosa che fino alla scorsa estate poteva apparire come un sogno...

Anche nella prova maschile si è scritta una nuova pagina di storia dello sport. Il fuoriclasse Martins Dukurs ha infatti dominato l'ultimo appuntamento stagionale prendendosi così in un sol colpo il 12mo titolo europeo della carriera e soprattutto ha messo in bacheca l'11ma Coppa del Mondo, superando così il record di Sfere di Cristallo individuali conquistate da due "maestri" delle discipline del budello che rispondono al nome di Armin Zoeggeler e Markus Prock.

Una buona iniezione di fiducia per il fuoriclasse lettone che aveva iniziato la stagione un po' in sordina e che nelle ultime due gare sembra aver ritrovato il sorriso e la fiducia sui propri mezzi. Due aspetti importanti che gli permetteranno tra un mese di affrontare al meglio quella che con ogni probabilità sarà l'ultima gara della carriera, la prova olimpica di Pechino 2022. In Cina il più grande interprete della storia dello skeleton andrà infatti a caccia dell'unico titolo che gli manca nella sua incredibile carriera: la medaglia d'oro olimpica.

Alle spalle del baltico si sono piazzati i tedeschi Alexander Gassner, al miglior risultato stagionale, e Christopher Grotheer tornato sul podio dopo l'opaca prestazione di sette giorni fa a Winterberg. In Casa Italia si registrano il 16mo ed il 17mo posto di Amedeo Bagnis e Mattia Gaspari con quest'ultimo che deve un po' recriminare per i diversi errori commessi in entrambe le discese senza i quali con ogni probabilità sarebbe potuto essere nella top10. Va rimarcato che grazie agli ottimi risultati profusi nell'intera stagione entrambi gli azzurri si sono qualificati con pieno merito per i Giochi Olimpici di Pechino 2022. Nella storia dello skeleton mai l'Italia aveva schierato due uomini al via di una manifestazione olimpica...

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