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La luce dell'Austria è Matthias Mayer: "Non mi sarei mai aspettato di guidare la Coppa del Mondo"

La luce dell'Austria è Matthias Mayer: 'Non mi sarei mai aspettato di guidare la Coppa del Mondo'
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Sci Alpinocoppa del mondo maschile

La luce dell'Austria è Matthias Mayer: "Non mi sarei mai aspettato di guidare la Coppa del Mondo"

Il carinziano ha sorpreso soprattutto in gigante, ma ora il focus è sulla Val Gardena (dove si infortunò 4 anni fa) per provare a riprendersi un primato destinato ad altri.

C'è un austriaco in testa alla Coppa del Mondo, ma... non è Marcel Hirscher.

Non si può certo dire che sia stato facile l'avvio di una nuova era nel Wunderteam maschile, considerato che nelle tre gare tecniche sinora disputate non è arrivato quasi nulla (il miglior risultato è il 7° posto di Hirschbuehl nello slalom di Levi), ma una luce è stata trovata nel rendimento di Matthias Mayer.

Il carinziano ha difeso la leadership nella generale, conquistata dopo la vittoria nel super-g di Lake Louise, anche nel week-end lungo di Beaver Creek, pur non finendo a punti in una discesa decisamente particolare (e affrontata con un numero 1 parecchio sfavorevole), ma portando nuovamente a casa qualcosa dalla specialità in cui “Mothl” ha sorpreso maggiormente, con il 15° posto di Soelden replicato nel gigante di Beaver Creek, dove è risultato addirittura il miglior austriaco in 19esima piazza (a riprova delle enormi difficoltà biancorosse tra le porte larghe senza il faro Hirscher).

E' vero che lo stesso Vincent Kriechmayr è salito due volte sul podio (3° nel super-g di Lake Louise e 2° nella discesa di Beaver Creek) e non a caso si ritrova in seconda piazza nella overall, appena davanti a Dominik Paris, ma è chiaro che il week-end di gare tecniche in Val d'Isère cambierà parecchio le prospettive, con il primato destinato ad altri, Kristoffersen in primis.

Eppure, questo Matthias Mayer ha chances di rimanere in lotta per le primissime posizioni, se troverà la continuità che gli è sempre mancata in carriera; il focus è fissato sulla Val Gardena, laddove quattro anni fa rischiò la carriera con quella caduta che gli procurò la frattura di due vertebre toraciche. A 29 anni, il bi campione olimpico sembra certamente più maturo: “Non mi aspettavo in alcun modo di guidare la Coppa del Mondo, posso solo che essere felice anche del week-end di Beaver Creek, nonostante lo zero in discesa”, ha spiegato il velocista austriaco di ritorno dagli States.

Eppure, la trasferta in Colorado era cominciata malissimo, con una brutta caduta in un allenamento di gigante che rischiava di compromettere l'intero week-end di gare; ora Mayer si ritrova pure a ridosso della top 30 nella WCSL di specialità, con la chance di rientrarvi e partire con il numero 16 nei giganti che disputerà, anche se difficilmente li farà tutti. “L'obiettivo era poter stare nei top 20 – le sue parole riferendosi anche alla grossa mole di lavoro nella specialità svolta in estate ad Ushuaia – Quello di Beaver Creek è un risultato buono, l'obiettivo è proseguire su questo trend in gigante e, ovviamente, puntare al massimo risultato nelle gare veloci”.

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