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Fabio Poncemi
Fabio Poncemi
Giornalista

foto di Getty Images

L'addio di Hirscher e il pensiero del campione: "Ho deciso solo due settimane fa, vi spiego le mie ragioni"

L'addio di Hirscher e il pensiero del campione: 'Ho deciso solo due settimane fa, vi spiego le mie ragioni'

L'Austria e il mondo dello sci hanno vissuto con trepidazione la conferenza stampa in cui il dominatore dello sci ha annunciato il ritiro.

Marcel Hirscher è parso tutto sommato sereno, consapevole e sicuro di una scelta ponderata, seppur presa “solo due settimane fa, due settimane certamente turbolente. Ora, però, è tutto un po' più semplice”.

Il vincitore delle ultime otto Coppe del Mondo ha parlato davanti ai media (erano quasi 200...) arrivati da tutto il mondo, al centro congressi di Gusswerk, nel cuore di Salisburgo. C'erano tutti, dal presidente federale Schroecksnadel al patron di Red Bull, Dietrich Mateschitz, passando per tanti ex campioni e con Marco Buechel gran cerimoniere e il primo a porgere a Marcel la fatidica domanda sul ritiro, dato comunque già per certo negli ultimi giorni.

Mi ritiro, consapevole che non è come cambiare un lavoro, ma si tratta di un'intera vita che si interrompe da un giorno all'altro - le parole del fuoriclasse di Annaberg - Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto, io assieme a tutte le persone che mi hanno aiutato in questi anni, e rifarei tutto senza alcun rimpianto”.

Dietro a questa decisione ci sono “varie ragioni, dalla famiglia alle difficoltà legate al fisico, perchè mi sono reso conto che l'estate è stata troppo breve per farmi tornare in forma per la nuova stagione. E' come un vecchio cellulare che non si ricarica così velocemente. La mia filosofia è sempre stata dare il 100% o nulla, ma penso anche sia bello lasciare avendo vinto ancora la Coppa del Mondo e le medaglie ai Mondiali”.

Lo stress fisico e mentale è stato enorme, per rincorrere sempre l'obiettivo della grande sfera di cristallo: “Sì, fa una grande differenza prepararti per una singola gara oppure per puntare alla generale. E per riuscirci, serve molto tempo da dedicare allo studio dei materiali e di mille aspetti”.

Marcel si sente “fortunato a non aver mai avuto gravi infortuni e poter tornare a casa con due ginocchia sane, così potrò giocare a calcio con mio figlio e andare in montagna senza dover curare alcun problema”, mentre sui progetti futuri, il 30enne salisburghese non si è esposto. “Non posso sapere esattamente di cosa mi occuperò, ma vorrei restituire qualcosa a molte persone in un modo o nell'altro. Adesso penso a godermi un po' di tempo a casa con il mio piccolo e mia moglie Laura, una compagna di vita che mi ha sempre sostenuto”.

I ringraziamenti sono mille, il più sentito a papà Ferdinand che l'ha messo sugli sci e l'ha seguito in tutta la sua avventura in giro per il mondo. “Il mio primo e ultimo allenatore, senza di lui non avrei potuto fare nulla”.

La vittoria più emozionante? Marcel non ha dubbi: “L'oro mondiale in casa, a Schladming 2013”.

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