Il "13" di Paris per il 199° successo in CdM della nazionale maschile. Ecco Domme: "Oggi è stata una sorpresa"

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Il "13" di Paris per il 199° successo in CdM della nazionale maschile. Ecco Domme: "Oggi è stata una sorpresa"

Con la seconda doppietta consecutiva a Kvitfjell, per quella che è stata la vittoria n° 26 nel massimo circuito (la sesta in super-g e sono otto totali nella località norvegese, "superata" Bormio e... Jansrud) del più grande velocista della storia azzurra, l'Italia avvicina un traguardo iconico. Franzoni amaro 4° in coppa ma "ora lavorerò ancora per migliorare, essere deluso credo sia sintomo di mentalità". Innerhofer annuncia ufficialmente la prosecuzione della carriera per almeno un'altra stagione: "Non vedo l'ora di tornare in ghiacciaio".

Un’altra giornata pazzesca, il poker in serie nella due giorni di velocità che ha aperto le finali di CdM a Kvitfjell, tutte degli azzurri, e la 199esima vittoria della nazionale maschile italiana in Coppa del Mondo.

Grazie al suo simbolo da ormai una dozzina d’anni, anzi pure di più ripensando a quell’argento iridato a Schladming 2013, forse la gara che più di tutte ci ha fatto capire che Dominik Paris sarebbe diventato grande. A quasi 37 anni, il jet della Val d’Ultimo si è spinto a quota 26 successi, lui che incredibilmente non ha mai vinto la sfera di cristallo in discesa, pur trionfando 20 volte (a -5 da un certo Klammer…) e salendo sul podio di specialità otto volte, compresa l’ultima festeggiata ieri con la prima perla del week-end sulla “Olympiabakken”.

E oggi ecco il bis in super-g, per l’ottavo hurrà sulle nevi norvegesi, di nuovo con il pettorale n° 13 sulla schiena. “Oggi è una sorpresa anche per me – ammette “Domme” nel post gara tramite l’ufficio stampa federale – Sapevo che avrei potuto fare bene, ma un’altra vittoria non me l’aspettavo.

Le sensazioni erano strane sotto i piedi, con questa neve molto mossa. Io ho cercato di fare velocità, ma quando ho visto la luce verde al traguardo ho dovuto guardare due volte perché non riuscivo a crederci. Oggi ho passato Jansrud come numero di vittorie su questa pista: mi dispiace un po’ per lui, ma forse fa un pensiero sul tornare a gareggiare – ride l’asso azzurro – Quest’anno la squadra è stata davvero molto forte e questo fa piacere, perché ci sono tanti atleti che possono salire sul podio.

Abbiamo poi Franzoni sul quale possiamo contare per vittorie e podi. Spero che tutti si possa crescere ancora e diventare ancora più forti”.

Peccato solo per il 4° posto finale di Giovanni Franzoni nella graduatoria di super-g, preceduto da Odermatt (oggi 19° e alla peggior gara degli ultimi anni, ndr), Kriechmayr, 2° a 7 centesimi da Paris, e Haaser che ha concluso 3° pure il super-g scandinavo. Il bresciano, 5° di “tappa”, racconta così le sue emozioni a Rai Sport, dopo aver visto svanire sabato anche la top-3 di discesa. “L’obiettivo di giornata non è stato centrato, ci speravo e purtroppo per pochi punti sono quarto – le parole di Giovanni al microfono di Ettore Giovannelli – Oggi ho fatto bene la parte tecnica, ma in quella centrale avrei qualcosa da sistemare.

Ora ho ancora il gigante, non sono niente male questi due piazzamenti di coppa ma… mi sono abituato bene e dispiace; penso sia la mentalità giusta per progredire e raccogliere altri risultati. Sono sempre stato contento delle mie gare quest’anno, meno in questo finale di stagione ma continuo a lavorare perché ho voglia e fame, considerato poi che sto facendo la cosa che mi piace di più al mondo”.

Christof Innerhofer ha confermato ufficialmente che proseguirà per un altro inverno: “Purtroppo non è stata la gara che volevo, non ho avuto feeling specialmente da metà in giù e la visibilità non era un granchè per i primi numeri. Sì, ci sarò anche l’anno prossimo: sono nei primi 25 al mondo nelle due discipline e ringrazio le Fiamme Gialle, con cui ho fatto il 60% della preparazione, senza di loro non ci sarei riuscito. Non vedo l’ora di tornare in ghiacciaio e ho le idee chiare su cosa migliorare”.

“Una stagione buona solo a tratti – analizza Mattia Casse, oggi 9° (con Bosca 12° e a punti, ndr) – Non ho mai consolidato una run completa e quando fai il 4°-5° tempo per qualche settore e poi il 20° in altri non puoi che stare fuori dal podio. Ritrovo almeno una top 10 che era un po’ che mancava, ripartiamo da capo per il prossimo anno”.

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