E se l'erede di Pinturault fosse Elezi Cannaferina? Dal podio di Schladming alla Streif... "sì, qualcosa è cambiato"

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E se l'erede di Pinturault fosse Elezi Cannaferina? Dal podio di Schladming alla Streif... "sì, qualcosa è cambiato"

Il classe 2003 francese ha parlato a "Ski Chrono" della sua prima, vera completa stagione di Coppa del Mondo condita da quel grande risultato nella "night race" di gigante, dal debutto olimpico ma anche dalle prospettive mostrate nella velocità, con un week-end clamoroso a Kitzbuehel. Alban vuole crescere gradualmente, come dimostra il suo percorso giovanile: "Quest'anno non ho realizzato solo il mio sogno, ma quello degli amici che viaggiano per vedermi in gara". In fondo, verso Alpes 2030 c'è ancora un lungo viaggio.

Con il ritiro di Alexis Pinturault, l’Equipe de France avvia una nuova era che spera di aver già trovato l’erede del fuoriclasse capace di riportare la Coppa del Mondo in casa transalpina, nel 2020/21.

E un polivalente da classifica generale in futuro potrebbe rispondere all’identikit di Alban Elezi Cannaferina, cresciuto come il campione savoiardo nello stesso Club des Sports di Courchevel e che solo il prossimo mese festeggerà i suoi 23 anni. Un talento che è reduce dal primo vero anno in Coppa del Mondo dal principio, condito a fine gennaio da un podio che non aveva ancora avvicinato (rimarrà la sua unica top ten sinora) e che, nella grande notte del gigante di Schladming, l’ha visto incantare per chiudere in rimonta al 3° posto.

Il bello, però, è che il classe 2003 francese quattro giorni prima aveva concluso in 14esima piazza il super-g di Kitzbuehel e, 24 ore più tardi, nel tempio della Streif aveva stupito tutto chiudendo 12° nella discesa dell’anno.

La crescita di Elezi Cannaferina, come ha sottolineato lui stesso intervistato dai colleghi di “Ski Chrono” nei giorni scorsi, vuole però essere graduale e centellinata, con il 2024/25 che l’aveva visto ottenere nel finale di stagione quello che è ancora il suo secondo miglior risultato in coppa, l’11° nel gigante di Hafjell.

Lo scorso inverno, però, è stato anche quello del debutto olimpico (con la convocazione in extremis strappata proprio con la gemma della night race sulla Planai), disputando ben tre gare a Bormio dalla discesa al super-g (suo miglior piazzamento, 15°) sino al gigante. Con Alpes 2030, per i Giochi di casa, chiaramente obiettivo enorme a lungo termine.

Crans-Montana 2027 potrebbe essere il suo secondo campionato del mondo, dopo l’esordio da giovanissimo proprio sulle nevi di casa, a Courchevel nel 2023, per un ragazzo che a livello giovanile, di rassegne iridate, è stato assoluto protagonista. Sì, perchè il 22enne transalpino ha disputato 3 Mondiali, senza lesinare esperienza su ogni disciplina e conquistando un argento in discesa a St. Anton 2023 (l’anno precedente debuttò a Panorama, quando regalarono spettacolo von Allmen e Franzoni, di due anni più grandi di lui) prima della medaglia d’oro in gigante, e l’anno successivo a Chatel portò a casa due piazze d’onore fra team combined e ancora la sfida tra le porte larghe, oltre a chiudere 4° in super-g.

“Penso sia stata una stagione davvero positiva e che ha cambiato un po’ la mia posizione – le parole al portale francese di Alban – Sono passato dall’essere un nuovo arrivato nel gruppo ad un atleta capace di salire sul podio in CdM. Soprattutto, però, voglio dire che mi sono divertito un mondo.

Ho scoperto tutti i pendii della Coppa del Mondo, specialmente in discesa. Questo mi ha fatto venire voglia di fare molto di più, ma non voglio fissare obiettivi specifici per la prossima stagione, piuttosto per i prossimi due-tre-quattro anni. Credo che il percorso sia più importante dei risultati, voglio costruire delle basi molto solide e ho ancora molto da migliorare: tecnicamente, fisicamente e mentalmente”.

Un bel pensiero quello che regala il polivalente riguardo il suo approccio alle gare e ai risultati: “Quest’anno ho avuto la sensazione di realizzare non solo il mio sogno, ma anche quello dei miei amici. Ho ricevuto sempre messaggi incoraggianti da tutti loro che hanno viaggiato per vedermi e, anche quando i risultati non sono stati dei migliori, vederli nel post gara mi ha aiutato a relativizzare le cose.

Non si va avanti da soli, ma solo con tutta la squadra alle spalle. Mi considero pure incredibilmente fortunato ad avere una famiglia del genere, i miei genitori sono stati atleti di alto livello e sanno cosa significa questa vita, sono sempre lì a sostenermi”.

Se c’è qualcosa che Elezi Cannaferina aggiunge allo sci nella post season è il golf, specialmente negli ultimi tempi: “Sì, ero presente al torneo di golf Pro Am organizzato per le squadre francesi a Megève, ormai quasi tutti gli sciatori giocano a golf. Tanto che, per il matrimonio di Clément (Noel, andato in scena ad inizio giugno), il giorno precedente tutti i ragazzi hanno giocato insieme. E’ uno sport che dà sempre l’occasione per divertirsi”.

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