Michelle Gisin ammette a SRF: "Impossibile pensare al Sudamerica, valuto anche il rientro nel 2027/28"

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Michelle Gisin ammette a SRF: "Impossibile pensare al Sudamerica, valuto anche il rientro nel 2027/28"

La bi campionessa olimpica ha fatto il punto sul suo durissimo recupero, a 8 mesi dal terribile incidente di St. Moritz. Il lavoro in palestra procede, il ritorno ai veri allenamenti sulla neve sembra ancora lontano; pensare ai Mondiali di casa a Crans-Montana pare molto complicato. "Non voglio concludere la mia carriera sul lettino del fisioterapista".

Da quel giovedì 11 dicembre trasformatosi in un incubo, in quella 2^ prova dell’opening di velocità a Sankt Moritz con visibilità piatta e il volo terribile prima di arrivare allo schuss finale, Michelle Gisin ha fatto grossi passi in avanti, ma è molto chiaro nella mente della campionessa di Engelberg che la possibilità di non riuscire a tornare a livello agonistico nel circo bianco, purtroppo, esiste.

La gravità dell’infortunio, dal crociato al collaterale del ginocchio sinistro lesionati, oltre al polso destro e soprattutto il danno a livello cervicale, tanto da rischiare di non poter neppure più camminare, costringe la due volte campionessa olimpica (in combinata a PyeongChang 2018 e Pechino 2022) a vedere ancora molto lontana la stagione 2026/27, che culminerà nei campionati del mondo a Crans-Montana.

Parlando ieri a SRF Sport, Michelle ha aggiornato sul lavoro che può effettuare ora, dopo il timido (ma non si può certo definire un ritorno in pista) approccio sulla neve nella sua Engelberg la scorsa primavera e poi il matrimonio con lo storico compagno Luca De Aliprandini. “Posso iniziare a chiamarlo allenamento, prima era più che altro fisioterapia e ora si tratta di un lavoro di forza, che rappresenta già una sfida enorme – spiega la polivalente elvetica, che per il finale della sua carriera aveva puntato tutte sulle discipline veloci – Sollevo 40-50 kg di squat, non è neppure la metà dei miei migliori risultati in questo periodo dell’anno.

Posso dire che, sorprendentemente, almeno la mia coordinazione è ad un livello molto buono”.

Allenamenti veri e propri in pista? Impossibile ancora darsi una scadenza: “I miei colleghi vanno in Sudamerica, al momento è tutto molto lontano e nella mia mente si alternano i pensieri quando ragiono che tutto è ancora possibile e, in certi momenti, mi dico che non posso fare nulla”.

Di certo, c’è che Michelle non vuole chiudere il suo percorso agonistico senza averci almeno provato per questo tostissimo comeback. “Le persone che mi sono più vicine hanno insistito su ciò che io stessa ho detto fin dall’inizio: voglio prendere le mie decisioni una volta sugli sci, non concludendo una carriera così bella e ricca di successi sul lettino del fisioterapista. Non me lo merito”.

L’opzione che sembra più verosimile è quella di tentare il rientro per il 2027/28, “oppure dire grazie e guardare indietro a una carriera meravigliosa, ma dipenderà da come mi sentirò nell’autunno che arriverà. Voglio sentire di nuovo la passione e, se continuerà a bruciare così intensamente, darmi una possibilità”.

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