Il ritiro di Lara Gut-Behrami ci porta indietro, a riaprire il cassetto dei ricordi per una delle più grandi campionesse della storia; poco meno di un anno e mezzo fa le ultime magie di una carriera costellata anche dagli infortuni e con una partenza... folle, sul podio alla prima discesa in CdM nel febbraio 2008 a St. Moritz, dove poi ha vinto la sua prima gara. E poco prima c'era stato il debutto assieme a Federica Brignone a Lienz, quando la ticinese aveva ancora il poster di Sonja Nef in camera: stasera lo speciale della RSI, alla quale si era già raccontata in maniera splendida pensando al suo viaggio unico, accompagnato da papà Pauli sin dalle prime curve sulla neve.
Quella gara, risalente al 23 marzo 2025, crediamo riassuma la sua qualità e il suo spirito libero nella massima espressione, perché dopo l’impresa firmata a Sun Valley, nel super-g delle finali in cui c’era in ballo la sesta Coppa del Mondo di specialità della sua carriera e rifilò 1”29 a Vonn e 1”33 a Brignone per una top-3 leggendaria, Lara Gut-Behrami confessò che il segreto di quel giorno nell’Idaho era stato il modo in cui aveva approcciato la trasferta oltreoceano. Divertendosi, come da bambina.
Quella bambina che non aveva ancora compiuto 17 anni quando, alla quarta gara in assoluto nel massimo circuito, poco più di un mese dopo aver esordito nel gigante di Lienz (28 dicembre 2007) assieme ad una certa Federica Brignone, fece qualcosa di clamoroso a Sankt Moritz: era il 2 febbraio 2008, prima discesa della sua vita tra le “grandi” e 3° posto… cadendo sul traguardo, ad un centesimo da Holaus (poi vinse Tina Maze partendo con il pettorale 47…), rialzandosi con la faccia sporca di neve e sorridendo, appunto come una ragazzina felice.
Da Sankt Moritz a Sun Valley, oltre 17 anni di magie, l’ultima delle 48 in CdM nel gigante delle ultime finali disputate, visto che purtroppo Lara, che oggi pomeriggio ha annunciato il suo ritiro senza vivere la sua ultima stagione in pista, ha visto fermarsi tutto il 20 novembre 2025 con l’incidente in allenamento a Copper Mountain.
Il palmares lo conoscono tutti, dalle due sfere di cristallo assolute alle sette di specialità (appunto sei in super-g e una di gigante), passando per i 3 titoli tra Olimpiadi (con altre due medaglie) e Mondiali (con altri sette podi), per 101 podi nel massimo circuito su 395 presenze, l’ultima cogliendo il 3° posto a Soelden, nell’opening dell’inverno 2025/26 che Lara aveva annunciato sarebbe stato l’ultimo.
Poche settimane prima, negli studi della RSI era stata intervistata da Armando Ceroni e Nicolò Casolini, per la trasmissione “Larmandillo” (QUI il report) dove si era aperta come in poche occasioni, lei che da questo punto di vista è sempre stata diretta e senza peli sulla lingua, ma apparendo pochissimo in pubblico e… zero sui social, abbandonati da tempo per una chiara scelta di vita.
Proprio la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana le ha dedicato uno speciale questa sera, come tanti altri del passato che avevamo riassunto in un focus che NEVEITALIA aveva pubblicato dopo la conquista della sua seconda Coppa del Mondo generale (QUI puoi rileggerlo interamente).
Sankt Moritz è sempre stata nel destino della campionissima di Comano, visto che dopo quel podio arrivò sulla “Corviglia” il primo successo in coppa, all’inizio della stagione successiva (era il 20 dicembre 2008) e in super-g… partendo col numero 1. Numero 1, in tutto, questa fuoriclasse così precoce e anche sfortunata in termini di infortuni, il più serio nel cuore della carriera quello nel riscaldamento della prova di slalom nella combinata iridata, appunto nella località simbolo dell’Engadina. Stava lottando con Shiffrin per la seconda “coppona” consecutiva, seguirono invece tre anni di buio, a parte il timbro in super-g a Cortina nel 2018, sino a tornare al successo in casa e in due discese, proprio dove ci saranno i prossimi campionati del mondo con i quali avrebbe potuto chiudere un cerchio, quelle consecutive del 21-22 febbraio 2020 a Crans-Montana.
Il primo della lista arrivò dopo le due medaglie ai Mondiali di Val d’Isère 2009, ottenute neppure maggiorenne, perdendo i Giochi di Vancouver 2010 per i guai all’anca; grandi eventi che in qualche modo sono stati maledetti per Lara sino al 2021, quando a Cortina cambiò la prospettiva con i titoli di super-g e gigante, un anno prima del capolavoro olimpico nella “sua” specialità.
A cinque cerchi, Sochi 2014 e PyeongChang 2018 erano state amare, perché in Russia puntava dritta all’oro in discesa, quando fu terza ad appena un decimo da Dominique Gisin e Tina Maze campionesse olimpiche ex-aequo, e in super-g che fu da 4° posto come in Corea quattro anni più tardi. A Pechino, poi, fu anche di bronzo in gigante, quattro giorni prima della gara che la incoronò nell’olimpo dello sci rossocrociato.
Abbiamo accennato al carattere, tosto e spigoloso, ma vero come quello di papà Pauli che da Airolo, dopo aver sposato la bresciana Gabriella, ha portato la figlia (e il fratellino Ian) sino al tetto del mondo, partendo dai minuscoli sci regalati a Lara dalla zia quando non aveva neppure compiuto due anni.
Il poster di Sonja Nef in cameretta, l’idolo che fu tra le prime a complimentarsi con lei per la prima Coppa del Mondo assoluta, nel 2016, e poi il team privato, i trionfi e le cadute, le nozze con il calciatore Valon Behrami, nel 2018, con tanta vita passata in Italia, seguendo la carriera del marito come farà ora trasferendosi a Londra.
“Grazie per ogni curva, è stato un onore”, il messaggio di HEAD, il brand che ha scelto dal 2015 per vincere tutto. E diventare un mito, con qualcosa di speciale al di là dei successi in pista.
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