"Grazie ai bimbi che sognano di fare sport e ai loro genitori": la piccola Gut con Sankt Moritz nel destino

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Sci Alpinol'addio di lara

"Grazie ai bimbi che sognano di fare sport e ai loro genitori": la piccola Gut con Sankt Moritz nel destino

Ieri sera alla RSI, poche ore dopo l'annuncio del ritiro, Lara Gut-Behrami ha voluto lanciare un altro messaggio per ringraziare chi le ha permesso di vivere il suo sogno. E c'è una località speciale nel percorso di questa campionessa straordinaria, visto che in Engadina esplode tra inizio e fine 2008, con primo podio (cadendo!) e prima vittoria, la festa per la prima coppa generale alle finali del 2016, l'infortunio ai Mondiali meno di un anno più tardi, altri trionfi e il volo del 2021, che non le impedì di rientrare rapidamente per poi andare a conquistare il titolo olimpico di super-g.

“Grazie ai bimbi che sognano di fare sport e ai loro genitori”.

Parole semplici e dirette, pensando ai suoi primi ricordi sugli sci grazie a papà Pauli e mamma Gabriella, che Lara Gut-Behrami ha voluto regalare ieri sera dopo aver svelato che la sua carriera era ufficialmente terminata, con quella lettera aperta (QUI il report di NEVEITALIA) agli appassionati e all’intero ambiente del circo bianco.

Un fenomeno anche di precocità, che debuttò a neppure 17 anni in Coppa del Mondo e, appena alla quarta gara in assoluto e alla prima discesa, colse un podio clamoroso e indimenticabile per tanti motivi, il primo dei 101 totali (seconda svizzera in questa graduatoria, a -1 da Vreni Schneider); era il 2 febbraio 2008 e sulla “Corviglia” cominciò la sua storia speciale, a tratti anche dolorosa, con Sankt Moritz che ha cinque punti focali.

Il primo… terminato faccia nella neve e col sorriso stampato in volta dopo quella prima impresa col pettorale 32, finendo poi sul podio nonostante la caduta sullo schuss finale che le costò qualche decimo, tagliando il traguardo… sdraiata: finì ad un solo centesimo dall’austriaca Holaus, ma con 0”03 sulla canadese Brydon e 0”07 su una certa Lindsey Vonn, poi ci pensò Tina Maze (col pettorale 47) a regolare tutte e portando così Lara al terzo posto.

Una piccola Gut che chiuderà 5^ il giorno successivo in super-g, lo stesso risultato nell’opening di Soelden dell’ottobre successivo, a dimostrazione di quanto già fosse polivalente quella giovane campionessa rossocrociata, che il 20 dicembre 2008 colse la prima delle sue 48 vittorie in CdM, proprio a Sankt Moritz in super-g: ancora in top five 24 ore prima in super combinata, la ticinese parte col numero 1 ed è magistrale, per battere nettamente Fabienne Suter e Nadia Fanchini con lei sul podio.

Passeranno oltre 6 anni per un altro successo in Engadina, il 24 gennaio 2015 in discesa su Fenninger e l’ungherese Miklos, poi nel marzo 2016 la grande festa per la Coppa del Mondo assoluta che riporta in Svizzera 21 anni dopo Vreni Schneider, aritmeticamente alle finali disputate a Sankt Moritz anche se, con l’infortunio di Vonn e la rinuncia allo slalom di fatto già certa da parte di Rebensburg, i brindisi erano già tali a Lenzerheide, qualche giorno prima, grazie al 3° posto in combinata.

Sankt Moritz dove albergavano sogni mondiali nel 2017, ma fu una rassegna iridata tremenda per Lara, nonostante il bronzo in super-g, visto che nel riscaldamento per lo slalom della combinata si infortuna al ginocchio sinistro, con il crociato che salta come, purtroppo, accadrà il 20 novembre 2025 segnando la chiusura della sua carriera. Per un altro timbro da quelle parti, bisognerà attendere l’11 dicembre 2021 con un duello straordinario in super-g con Sofia Goggia, l’unica che le rimane in scia, battuta per 18 centesimi, tanto che Shiffrin è terza ad oltre un secondo, ma 24 ore più tardi una caduta tremenda, in atterraggio nella compressione che precede il salto Rominger, fa temere tutti con la fuoriclasse di Comano che sfonda le reti.

Il recupero, però, sarà decisamente rapido e la vedrà conquistare, un paio di mesi dopo, il titolo olimpico tanto atteso, sempre nel suo amaro super-g. Sankt Moritz, per l’opening di velocità della stagione 2025/26, la attendeva prima che tutto si fermasse in quel maledetto allenamento a Copper Mountain: sarebbe stato l’ultimo saluto, quasi 18 anni dopo quel primo podio da ragazzina felice.

Eppure, come ci ha garantito con quel messaggio di mercoledì sera, ora Lara sente di avere quella serenità e pace interiore per dire basta.

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