Brignone e Gut-Behrami, due delle stelle più luminose e longeve nella storia del grande sci: in attesa di capire se Federica riuscirà a disputare per intero quella che potrebbe essere la sua ultima stagione, che non ci sarà per la ticinese, è davvero curioso affiancare i rispettivi percorsi partiti, per il debutto in CdM, nello stesso gigante di Lienz del 28 dicembre 2007. La bi campionessa olimpica ha pensato alla polivalenza molti anni più tardi rispetto a Lara (tanto da avere 32 presenze in meno nel massimo circuito), due le coppe generali a testa e... tutto il resto.
Una carriera partita in tandem, poi come normale che sia i percorsi agonistici sono stati abbastanza differenti, al tempo stesso magnifici e ricchi di soddisfazioni, con la conclusione che potrebbe avvenire ancora vicine tra di loro, anche se tutti gli appassionati sperano che Federica Brignone possa disputare per intero l’inverno 2026/27 che culminerà con i Mondiali di Crans-Montana, luogo speciale per entrambe.
Con l’annuncio del ritiro da parte di Lara Gut-Behrami, ci piace ricordare dove tutto cominciò, il 28 dicembre 2007 nel gigante di Lienz che segnò l’esordio in Coppa del Mondo della classe 1990 milanese cresciuta a La Salle e della… quasi coetanea (9 mesi più tardi è avvenuta la nascita della ticinese): pettorale n° 60 per Lara, il 64 per Fede, entrambe non qualificate per la 2^ manche anche se l’impressione iniziale era che Brignone fosse più pronta in gigante e la “piccola Gut” nella velocità.
Sarà così, visto che il primo podio per Lara arriva già il 2 febbraio 2008 nella famosa discesa di St. Moritz e quello di Fede il 28 novembre 2009 ad Aspen, appunto tra le porte larghe. Le presenze in coppa dicono quota 395 per la prima e 363 per l’azzurra, che ha scoperto la polivalenza, per scelte tecniche molto chiare in nazionale, parecchio dopo rispetto alla fuoriclasse rossocrociata.
Due le sfere di cristallo assolute messe in bacheca per entrambe, regalandoci i duelli nel 2023-24 e 2024-25 per la conquista del trofeo più importante; 48 vittorie per Gut-Behrami, 37 per Brignone con il super-g di Sankt Moritz del 20 dicembre 2008 (dove non c’era Federica) a segnare la prima della stella di Comano e il gigante di Soelden di quasi 7 anni più tardi, era il 24 ottobre 2015, per quanto riguarda la tigre di La Salle che in quella gara sul Rettenbach vide Lara terminare al quarto posto.
Il totale dei podi dice 101-85 in favore della svizzera, ai Mondiali le medaglie sono 9 per Gut-Behrami, esplosa da giovanissima a Val d’Isère 2009, e 5 per Brignone che a sua volta stupì tutti a Garmisch 2011 con quel pazzesco gigante d’argento; nelle rassegne iridate i titoli sono un paio sia per Lara, entrambi a Cortina 2021 in super-g e gigante (l’evento di casa fu amarissimo invece per l’azzurra, col tabù Olympia delle Tofane poi sfatato), e altrettanti per Fede con la combinata di Méribel nel 2023 e la sfida nella disciplina madre dominata a Saalbach 2025.
Ai Giochi Olimpici, con la ticinese costretta a rinunciare a Vancouver 2010 per la lussazione all’anca, e proprio in Canada cominciò la prima delle cinque avventure a cinque cerchi la donna più vincente nella storia dello sci italiano, svetta Brignone con 5 medaglie e i due leggendari titoli di Cortina, con Gut-Behrami ferma a quota 3 podi e l’oro in super-g a Pechino 2022.
Se gli infortuni hanno lasciato in pace Brignone per tanto tempo, a parte il danno alla caviglia nel 2012 e la contusione ossea al ginocchio destro rimediata nel gigante olimpico di Sochi 2014, prima del drammatico incidente del 3 aprile 2025 con il ginocchio sinistro all’Alpe Lusia, per Gut-Behrami si è persa la stagione 2009/10, appunto per quel problema all’anca, e poi tutto è cambiato nel febbraio 2017, con il crociato del ginocchio sinistro lesionato ai Mondiali di St. Moritz, lo stesso che poi cederà nell’impatto (per certi versi una dinamica simile, incastrandosi nel telo, a quanto accaduto a Fede nel gigante tricolore pochi mesi prima, anche se per Lara l’allenamento era in super-g e la velocità un po’ più alta) con una porta il 20 novembre 2025, nel giorno che a Copper Mountain ha impedito alla ticinese di salutare con la stagione dei Giochi Olimpici, che aveva cominciato con il 3° posto di Soelden quando naturalmente Federica era assente.
La sfortuna di Gut-Behrami è stata quella di farsi male così a ridosso dell’ultima grande sfida della carriera, che è diventata nell’arco di dieci mesi qualcosa di magico e a tratti inspiegabile, come ammette lei stessa, per Brignone.
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