Il gran ritorno di Jasna vive il primo passo con il sopralluogo estivo: il 23-24 gennaio le gare tecniche a casa Vlhova

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Sci Alpinocoppa del mondo femminile

Il gran ritorno di Jasna vive il primo passo con il sopralluogo estivo: il 23-24 gennaio le gare tecniche a casa Vlhova

Il prossimo inverno, la Coppa del Mondo femminile tornerà nella località slovacca per gigante e slalom sulla pista "Lukova 2", dove il 20 gennaio 2024 la beniamina di casa subì il gravissimo infortunio al ginocchio destro. Peter Gerdol e i suoi uomini, questa mattina, hanno cominciato i lavori in vista della tappa che seguirà tutte le gare italiane di inizio 2027.

Dopo la Val di Fassa, il trittico di Cortina, parlando ancora di velocità, e poi il gigante di San Vigilio di Marebbe, sarà Jasna ad ospitare un week-end di gare tecniche nella prima parte del 2027, per l’atteso ritorno nel calendario della Coppa del Mondo femminile a 3 anni dall’ultima volta.

Quest’oggi (immersi nella nebbia), c’è stato il classico sopralluogo estivo della FIS, guidata dal chief race director del circuito in rosa, il tarvisiano Peter Gerdol, assieme al comitato organizzatore locale e ai rappresentanti dell’associazione nazionale slovacca, in vista di gigante e slalom che vedremo il 23-24 gennaio.

Jasna torna dopo quel 20-21 gennaio 2024 quando, purtroppo, la notizia di quella tappa fu il gravissimo infortunio patito dalla beniamina di un paese intero, Petra Vlhova: la fuoriclasse slovacca, nata e cresciuta a pochi km da quelle nevi, finì a terra dopo poche porte nella 1^ manche del gigante distruggendosi il ginocchio destro e solo ora, proprio da pochi mesi, sta finalmente ritrovando l’efficienza fisica per ripresentarsi in Coppa del Mondo nella prossima annata, sognando già ora di rivedere Jasna sotto un’altra luce.

Difficilmente vedremo la pista Lukova 2 tirata a lucido come fu in quella occasione, quando il “ghiaccio verde” fece parecchio discutere visto che in gigante fu complicatissimo per quasi tutte le big esprimersi, tra uscite o mancanza di feeling totale (ricordate la manche di Bassino, che pagò 8 secondi?), sino alla vittoria dominante di Sara Hector che, in quella condizione estrema che le è sempre piaciuta, si esaltò da par suo.

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