Max Franz sta valutando anche l'opzione del ritiro: "E' andato tutto storto al rientro in Val Gardena, poi..."

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Max Franz sta valutando anche l'opzione del ritiro: "E' andato tutto storto al rientro in Val Gardena, poi..."

Il velocista carinziano, che spegnerà 37 candeline il 1° settembre, ha cominciato la preparazione atletica ma non è detto che lo vedremo tentare, escluso pure dalle squadre austriache per il 2026/27, l'avventura in CdM nella prossima stagione. Lo scorso dicembre, ad oltre 3 anni dal terribile incidente di Copper Mountain, la sua unica opportunità nella discesa sulla Saslong: le parole di Max al "Kronen Zeitung" sulla sua attuale situazione.

Potremmo non vedere in pista Max Franz, che è stato per alcuni anni uno dei migliori velocisti del Wunderteam, nell’inverno agonistico 2026/27.

L’opzione del ritiro è sul tavolo dello specialista carinziano, che brinderà ai suoi 37 anni il primo giorno di settembre, come ha ammesso lui stesso in un’intervista rilasciata al “Kronen Zeitung”: Max è stato escluso dalla federsci austriaca rispetto agli organici ufficializzati per la prossima annata, si è sottoposto ad un altro intervento chirurgico e poi ha ripreso comunque la preparazione atletica per provarci un’ultima volta.

Il dubbio di non farcela (e di non ricevere spazi e opportunità in seno alla nazionale), dopo il complicato tentativo di rientro della scorsa stagione, è concreto dopo tutto quello che è accaduto dal novembre 2022, ovvero il momento in cui la carriera del discesista di Klagenfurt è cambiata con il tremendo incidente in allenamento a Copper Mountain, con una serie di fratture ad entrambe le gambe.

Lo scorso autunno, Franz aveva affrontato il camp di allenamento negli Stati Uniti, ma non era stato convocato per le gare di Copper Mountain e Beaver Creek, rinviando il rientro in Coppa del Mondo, ad oltre 3 anni e mezzo dall’ultima volta (le finali di Courchevel Méribel del marzo 2022, ndr), nella “sua” Val Gardena: sì, perché il 20 dicembre 2025 ha disputato la sua unica gara dello scorso inverno, nella discesa “lunga” sulla Saslong dove 9 anni prima aveva conquistato il primo dei suoi tre successi nel massimo circuito (poi ne arriverà un altro nella disciplina regina, a Lake Louise, e quello in super-g a Beaver Creek nel magico inizio del 2018/19).

Presto fuori di scena, quella sfida nell’appuntamento altoatesino è stata la sola opportunità avuta, rinunciando poi alle prove a Crans-Montana e con una condizione fisica e di fiducia per affrontare sfide del genere che, un po’ come accaduto a Kilde, non poteva certo essere quella ideale. “Le condizioni erano buone, mi sentivo in ottima forma – ha raccontato al quotidiano austriaco Max, tornando a quel giorno in Val Gardena – Ma è andato tutto storto, sono davvero arrabbiato per non aver concluso quella gara e mi dà ancora fastidio.

Il mio futuro? Vedremo, non so ancora come andranno le cose ma so per certo che non voglio più soffrire e proseguirò solo se ci sarà l’opportunità di farlo in condizioni buone”.

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