Dietro al recupero di Hanna Schnarf, tra terapie con onde d'urto e una voglia matta di tornare a spingere

Dietro al recupero di Hanna Schnarf, tra terapie con onde d'urto e una voglia matta di tornare a spingere
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Dietro al recupero di Hanna Schnarf, tra terapie con onde d'urto e una voglia matta di tornare a spingere

La veterana del gruppo delle velociste azzurre ha tutt'altro che intenzione di mollare dopo l'infortunio...

Hanna Schnarf ha ripreso a sciare nel corso della passata settimana, sulle nevi del Passo dello Stelvio, seppur in maniera molto tranquilla come ha confessato dopo le prime giornate.

So che sono solo le prime scivolate sulla neve, so che la strada è ancora lunga, ma quanto è bello sciare”, le parole della 34enne di Valdaora reduce dalla frattura di tibia e perone della gamba sinistra, ormai oltre nove mesi fa nel corso degli allenamenti con la nazionale a Copper Mountain.

Dopo qualche giorno di riposo a livello di allenamenti in pista, a settembre l'azzurra dovrebbe poter iniziare a spingere e fare sul serio, anche se il dolore resta e l'osso ha ancora bisogno di saldarsi al meglio. Bisogna lavorare con cautela, anche se Schnarf vorrebbe già esserci per le prime gare veloci di inizio dicembre a Lake Louise; per questo, la discesista altoatesina effettua ancora molta terapia con l'utilizzo di onde d'urto per accelerare il recupero e al tempo stesso gestire un infortunio che è stato pesantissimo, ma che la simpaticissima Hanna sta dimostrando di poter superare per tornare là dove aveva lasciato.

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Primo training verso la discesa più lunga della stagione, con Casse (numero 4) prima di Monney, Odermatt, Kriechmayr, Paris (che avrà il 12), von Allmen (15) e Schieder con il 16, poi in casa Italia toccherà a Franzoni, Bosca, Innerhofer, Alliod e Abbruzzese.