Giovedì 20 Giugno, 23:08
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Max Valle
Max Valle
Giornalista professionista

foto di Getty Images

Da Lindsey Kildow a Lindsey Vonn: la vita e la carriera leggendaria di una delle sportive più vincenti

Da Lindsey Kildow a Lindsey Vonn: la vita e la carriera leggendaria di una delle sportive più vincenti

Ecco il riassunto della vita e della carriera di colei che, per ora, è la sciatrice più vincente della storia della Coppa del Mondo di sci alpino nonché una delle atlete a tutto tondo più popolari e più di successo di sempre.

Nata il 18 ottobre 1984 a St. Paul, Minnesota, Lindsey Caroline Kildow, figlia di Linda Anne e Alan Lee, è cresciuta a Burnsville, nell’area metropolitana di Minneapolis e St. Paul. Ha messo per la prima volta gli sci ai piedi a due anni a Buck Hill, sempre Minnesota. Il suo primo maestro di sci è stato suo nonno paterno Don a Milton, Wisconsin. La prima che ha creduto in lei è stata la grande discesista Picabo Street, il suo idolo, da lei incontrata all’età di dieci anni. Lindsey ha cominciato ad allenarsi in Colorado quando i suoi genitori ci andavano in vacanza fino a quando non si trasferì definitivamente a Vail con la propria famiglia alla fine degli anni novanta quando iniziò a gareggiare per lo Sci Club Vail. Comincia a partecipare a gare prestigiose come per esempio il Trofeo Topolino, di cui vince lo slalom nel 1999. Nel novembre dello stesso anno partecipa alle prime gare FIS e Nor-Am, nel circuito nordamericano arriva subito il primo podio dopo un mese e l’anno successivo la prima di tre gare vinte.

Intanto debutta ai Mondiali juniores, per ora senza vincere medaglie e, il 18 novembre 2000, in Coppa del Mondo a 16 anni e un mese, nello slalom di Park City. I primi punti li raccoglie nel superG di Val d’Isere del 15 dicembre 2001, nel quale è ventiseiesima, esordisce addirittura alle Olimpiadi di Salt Lake City 2002 nelle quali è incredibilmente sesta in combinata. Ai Mondiali juniores del 2003 è argento in discesa (davanti a colei che per tanti anni è stata la sua grande rivale in patria, Julia Mancuso), a quelli del 2004 è ancora argento in discesa, dietro a quella che diventerà la sua migliore amica nel Circo Rosa, Maria Riesch, e bronzo in gigante, anche questo vinto da Riesch.

Prima di questa rassegna iridata ha conquistato i suoi primi top ten in Coppa del Mondo nelle due discese di Cortina d’Ampezzo, quinta in quella del 17 gennaio e terza, suo primo podio, in quella del giorno dopo. Il 3 dicembre 2004 coglie la sua prima vittoria in Coppa nella prima discesa di Lake Louise, nella località canadese vincerà un totale di 18 gare, 14 discese e 4 superG. Debutta ai Mondiali seniores a Santa Caterina Valfurva dove però deve accontentarsi di due quarti posti in discesa e combinata. Nella stagione 2005-2006 vince tre gare di Coppa, tra cui il primo superG, poi a San Sicario nelle prove della discesa olimpica è vittima di una terrificante caduta che le procura ferite un po’ dappertutto, tutta incerottata si presenta al via della gara due giorni dopo, si classifica miracolosamente ottava e si incazza pure, segno questo di quanta fame di vittoria abbia già in quegli anni.

Altre tre vittorie in Coppa nel 2006-2007, tra cui il superG disputato, guarda un po’, a San Sicario, e poi vince finalmente le sue prime medaglie ai Mondiali, ma questo lo vedremo dopo nel riepilogo del suo palmares, aggiungiamo solo che deve saltare l’ultimo mese stagionale a causa di un piccolo infortunio al crociato anteriore del ginocchio destro durante un allenamento in slalom. E’ nell’inverno 2007-2008 che comincia la sua leggenda: il 29 settembre 2007 si sposa con Thomas Vonn, ex buono ma non eccezionale sciatore della nazionale Usa, e nelle liste FIS abbandona il nome Lindsey Kildow, col quale era nota fino a quel momento, per diventare Lindsey Vonn, come è universalmente conosciuta da allora, nome e cognome che non abbandonerà più malgrado la separazione prima, nel 2011, e il divorzio dopo, nel 2013, dal marito.

Sarà un caso ma dal matrimonio in poi la sua vita agonistica viene rivoltata come un guanto: vince quattro delle cinque successive Coppe del Mondo generali (2008, 2009, 2010 e 2012, quella del 2011 la perde per un soffio, 3 punti, da Maria Riesch causa cancellazione dell’ultimo gigante di Lenzerheide con relative polemiche, unico periodo di attriti con la tedesca) aggiudicandosi 11 gare nel 2009-2010 e 12 nel 2011-2012 (nel secondo caso con un totale di 1980 punti nella classifica finale, in quel momento record assoluto femminile!), 8 coppe di discesa (2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2015 e 2016), 5 di superG (2009, 2010, 2011, 2012 e 2015) e 3 di combinata (2010, 2011 e 2012) per un totale di 20 trofei, grandi o piccoli, di cristallo, record assoluto uomini compresi.

E’ una delle sette donne ad aver vinto in tutte e cinque le specialità dello sci alpino che assegnano un trofeo: 43 discese (superò il record di 36 di Annemarie Proell il 23 gennaio 2016 a Cortina d’Ampezzo), 28 superG, 4 giganti, 2 slalom e 5 combinate per un totale di 82, record assoluto (quello di 62 appartenente sempre a Proell lo batté il 19 gennaio 2015 nel superG di Cortina, luogo dove ha vinto 12 volte). In quattro Olimpiadi è stata oro in discesa e bronzo in superG a Vancouver 2010 e bronzo in discesa a PyeongChang 2018, in sette Mondiali prima di quelli in svolgimento è stata argento in discesa e superG a Are 2007, oro in discesa e superG a Val d’Isere 2009, argento in discesa a Garmisch-Partenkirchen 2011, bronzo in superG a Vail/Beaver Creek 2015 e bronzo in discesa a St. Moritz 2017.

Sono stati proprio i Mondiali però, in particolare quelli di Schladming 2013, a dare il via al suo calvario di infortuni: nel superG nella località austriaca della Stiria si distrusse il ginocchio destro rompendosi il crociato anteriore, il collaterale mediale e il piatto tibiale. Tentò un rientro affrettato per riuscire a partecipare ai Giochi di Sochi 2014 ma dovette rinunciarvi causa altri due infortuni al ginocchio destro. Torna nel 2014-2015 vincendo 8 gare di Coppa e finendo terza nella classifica generale, si migliora l’inverno successivo con 9 gare vinte e il secondo posto nella generale ma nell’ultimo mese e mezzo non può contrastare colei che vincerà la sfera di cristallo, Lara Gut, a causa di una microfrattura al ginocchio sinistro nella combinata di Soldeu. Nuovo infortunio nel novembre 2016, omero del braccio destro fratturato, torna a gareggiare a gennaio e vince quasi subito la discesa di Garmisch-Partenkirchen.

L’ultima sua grande stagione è quella seguente, col bronzo olimpico citato sopra ma anche con cinque gare vinte in Coppa, l’82a e ultima delle quali è quella del 14 marzo 2018 nella discesa premondiale di Are, il giorno dopo conquista il suo 137° e ultimo podio in Coppa arrivando terza in superG. L’autunno successivo Lindsey annuncia che quella attualmente in corso è la sua ultima stagione, ma poi si infortuna nuovamente al ginocchio e allora auspica di voler continuare fino a Lake Louise stagione 2019-2020 per avere tre occasioni in più per battere il record di 86 vittorie in Coppa del Mondo di Ingemar Stenmark. Ma il rientro si rivela più complicato del previsto, tanto è vero che deve aspettare fino al mese scorso per riuscire a tornare in gara in quel di Cortina, dove è quindicesima e nona (suo 214° piazzamento tra le top ten in Coppa) nelle discese del 18 e 19 gennaio, poi però esce nel superG del 20 che passerà alla storia come la sua 395a e ultima gara in Coppa del Mondo. L'ultimissimo capitolo di questa favola è quello dei Mondiali di Are: fa un brutto volo nel superG ma risponde da fuoriclasse all'ennesimo contrattempo vincendo un fantastico bronzo in discesa che la fa diventare la prima donna medagliata in sei diverse edizioni iridate con 2 ori, 3 argenti e 3 bronzi. Lindsey è riuscita nel suo intento chiudere la carriera facendosi ricordare non per una caduta o un infortunio ma per un grande risultato.

Campionessa incredibile, diva a volte capricciosa come le più grandi star di Hollywood e personaggio a tutto tondo anche a livello di gossip (dopo il matrimonio ha avuto fidanzati famosi, su tutti Tiger Woods, uno dei più grandi golfisti della storia, fino all’attuale, P.K. Subban, hockeista canadese difensore dei Nashville Predators), famosa anche la sua comparsata in Law & Order e il suo fare il verso alla Sharon Stone di Basic Instinct con microvestito bianco, sigaretta in bocca e gambe aperte, Lindsey è stata soprattutto una delle donne più vincenti e delle più grandi macchine da soldi della storia dello sport. Destò scalpore prima dei Giochi di PyeongChang quando dichiarò di non gareggiare per un presidente Usa, Donald Trump, dal quale non si sentiva rappresentata. Ha gareggiato con molte avversarie fortissime, da Janica Kostelic ad Anja Paerson, Michaela Dorfmeister, Maria Riesch, Tina Maze, Julia Mancuso, Anna Fenninger (poi diventata incautamente Veith per matrimonio quando la quasi totalità dei suoi successi, al contrario di Lindsey, li ha conquistati da nubile), Lara Gut e le ha più volte bastonate, il che rende ancora maggiore lo splendore del suo incredibile palmares. E negli ultimi anni la stima, e perfino l'affetto, verso di lei sono aumentati da parte di tutti, comprese quelle che sono state tra le sue più acerrime avversarie, come per esempio Mancuso e Maze. Buona vita senza lo sci, Lindsey e, mi raccomando, niente scherzi e cerca di non maltrattare ulteriormente il tuo corpo!

Twitter: @aquila1968

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