Come sta Ambra Pomaré? Ancora un paio di mesi prima del ritorno sugli sci dopo il crac al ginocchio destro

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Come sta Ambra Pomaré? Ancora un paio di mesi prima del ritorno sugli sci dopo il crac al ginocchio destro

Lo scorso 15 febbraio, fungendo da apripista nel gigante olimpico, si infortunava la promettente classe 2004 cortinese. Il recupero all'Isokinetic di Verona e le parole di Ambra a Obiettivo Sci, "ripartendo da zero" dopo un'annata che, sino a quello sfortunato incidente proprio dove è cresciuta, era stata buonissima con la prima vittoria in Coppa Europa e la piena lotta per il pettorale nominale (oltre alla prima qualificazione in CdM) poi svanito.

Mentre le colleghe delle discipline tecniche si allenano allo Stelvio, per Ambra Pomaré serviranno ancora un paio di mesi prima di poter rimettere gli sci ai piedi.

Una delle gigantiste (ma con prospettive che spaziano allo slalom e pure verso il settore velocità) più interessanti del movimento tricolore ha visto fermarsi tutto domenica 15 febbraio 2026, proprio pochi minuti prima del leggendario bis d’oro di Federica Brignone.

Mentre la nazionale festeggiava con la tigre di La Salle un altro titolo olimpico sotto il sole di Cortina, quel gigante a cinque cerchi sulle nevi di casa finì con una visita in ospedale al ginocchio destro infortunato per la ventunenne nativa proprio della conca ampezzana; la diagnosi è stata pesantissima per Ambra, che fungendo da apripista della 2^ manche, si lesionò crociato e collaterale chiudendo anzitempo un inverno sino a quel momento bellissimo.

Dalla prima vittoria in Coppa Europa a dicembre, proprio a Zinal dove un anno prima era stata clamorosamente squalificata (dopo aver dominato la gara) per il mancato rispetto dei tempi di apertura del cancelletto, ad un altro podio a Oberjoch, giusto sette giorni prima dell’infortunio sull’Olympia delle Tofane.

In quel momento, Pomaré si stava giocando (era 4^ nella generale e 3^ nella graduatoria di gigante, che poi chiuderà proprio ai piedi del podio che le sarebbe bastato) un pettorale nominale importantissimo per il 2026/27 di CdM, lei che aveva ritrovato il massimo circuito (dopo l’esordio del 2024) ottenendo anche, con cinque presenze complessive accumulate sinora, la prima qualificazione a Kranjska Gora senza però andare a punti, visto che giunse 31esima dopo l’ex-aequo maturato nella 1^ manche.

“Gli allenatori e gli skiman pensano ormai che se deve accadere qualcosa di strano, allora di mezzo ci sono io… - ha scherzato la classe 2004 azzurra, inserita per la prossima annata nel team di Coppa Europa delle discipline tecniche, parlando qualche settimana fa con i colleghi di “Obiettivo Sci” in riferimento a quel gigante sulla Podkoren-3 – E’ vero che ho faticato tanto nella seconda manche, ma è anche vero che raramente arrivano in fondo in trenta. In realtà, 30esima o 31esima cambia poco e si scende per fare risultati decisamente migliori, ma la situazione ha fatto sorridere”.

La cortinese punta a tornare in pista per i primi veri allenamenti tra settembre e ottobre, è chiaro che sarà una stagione di rientro particolare e di rincorsa, senza il blocco in Sudamerica e dopo la lunga riabilitazione facendo base al centro Isokinetic di Verona. “Farsi male non è mai bello per nessuno, poi è stato il primo infortunio della carriera e mi sono ritrovata davanti qualcosa di diverso da dover affrontare – ha raccontato ancora Ambra – Mancava poco alla fine della stagione ed era il momento decisivo per la classifica di Coppa Europa, ma è andata così e bisogna metter via tutto ripartendo da zero”.

Un infortunio, quello da apripista nel gigante olimpico, avvenuto in maniera particolare: “Ho sciato come se fossi in una sessione di allenamento, non è che si spinge come quando si è in gara ma non è questione di prudenza, semplicemente doveva succedere. Ero onorata di fare l’apripista, in quella manche ho sbagliato la linea sul primo dosso e il ginocchio ha fatto un movimento anomalo; ho sentito dolore, lì probabilmente è saltato il crociato e io sono andata avanti prima di cadere perché il ginocchio ha ceduto”.

E ancora, su quel salto di qualità avvenuto prima di farsi male: “Nelle ultime due stagioni avevo fatto fatica a performare, soprattutto nelle seconde manche.

Credo di aver migliorato la tenuta mentale, mi sono liberata di testa approcciando le gare con più serenità, oltre ad aver fatto anche un grande lavoro fisico. Con la vittoria di Zinal poi mi sono tolta un peso, quella giornata mi ha sbloccata e ho trovato continuità, soprattutto in gigante. Ok, non è arrivato il posto fisso, ma i risultati delle ragazze della nazionale (da Pazzaglia regina pure della generale a Valleriani e Mathiou, rimanendo tra slalom e gigante) aprono grandi chances per le altre. E con i punteggi accumulati in Coppa Europa, quando rientrerò, so già di partire al massimo con il numero 16”.

In squadra si è raggiunta un’intesa incredibile tra noi atlete e con lo staff. Allenarsi con serenità, avere il piacere di stare in giro con le altre aiuta a superare gli ostacoli e a migliorarsi; un giorno andava forte una, il giorno dopo un’altra, così si crea un effetto che ti trascina”.

E in attesa di ritrovarsi ad un buon livello, perché dopo una rottura del crociato ai tempi clinici si aggiungono quelli per tornare in quota, nel futuro di Ambra Pomaré ci sarà certamente sempre lo slalom abbinato al gigante e la prospettiva di spostarsi anche verso il super-g, “ma devo imparare a fare i salti!”.

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