Brennsteiner, quali prospettive dopo l'inverno migliore della carriera? Podio di specialità e medaglia mondiale nel mirino

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Brennsteiner, quali prospettive dopo l'inverno migliore della carriera? Podio di specialità e medaglia mondiale nel mirino

Messi da parte anni durissimi a causa degli infortuni alle ginocchia, il 34enne salisburghese specialista del gigante è esploso con il primo successo e altri due podi (sui sette totali in CdM), anche se il calo da inizio 2026 gli è costato un grande risultato olimpico e la top 3 finale in coppa. Anche re Odermatt e Pinheiro Braathen, campione olimpico e vincitore della sfera di cristallo tra le porte larghe, dovranno guardarsi dal veterano del Wunderteam.

Un focus che dedichiamo ad un grande talento del gigante, troppo spesso rimasto in penombra a causa anche e soprattutto dei guai fisici, ma l’inverno 2025/26 ci ha consegnato finalmente uno Stefan Brennsteiner quasi sempre con costanza là davanti, a giocarsi podi e vittorie.

La miglior annata della carriera per il classe 1991 nativo di Niedernsill, nel cuore del territorio salisburghese, ne precederà una con altrettanti obiettivi di primo livello, a questo punto con attese di più alto profilo rispetto all’approccio dell’estate-autunno 2025. Lo specialista austriaco spegnerà 35 candeline il prossimo 3 ottobre, a tre settimane ormai dall’opening di Soelden, che arriverà dieci anni dopo quel grave infortunio patito sul Rettenbach, quando Brennsteiner si ruppe per la prima volta il crociato del ginocchio sinistro.

Nella scorsa stagione, il buon Stefan ha colto 3 dei suoi 7 podi complessivi in Coppa del Mondo, compresa la prima vittoria maturata dominando l’inedito appuntamento di Copper Mountain a fine novembre, e non potrà che essere felice della conferma in calendario della prima delle due tappe in Colorado (sempre nell’ultimo week-end di quel mese anche nel 2026, il 28 con il super-g e poi con il “suo” gigante” domenica 29 novembre). Un trionfo valso un pettorale rosso che il salisburghese ha perso sbagliando nella 2^ manche di Adelboden, tentando la rimonta da lontano in una giornata per lui molto difficile, dopo ben cinque top five consecutive e quindi grandissima continuità.

Proprio dalla sfida alla “Chuenisbargli”, è cominciata la fase di calo passando anche dall’8° posto nel gigante olimpico di Bormio, per poi terminare 4° nella graduatoria finale di specialità in Coppa del Mondo.

Quella di Milano Cortina 2026 è stata la terza avventura ai Giochi di Brennsteiner, che ha ricordi dolce-amari delle rassegne a cinque cerchi, visto che a PyeongChang 2018 stava volando, potenzialmente in lotta anche per l’argento alle spalle di un inarrivabile Hirscher, prima di finire a terra nel tratto finale della 2^ manche, con il crociato dello stesso ginocchio ancora lesionato.

Poi la medaglia d’oro a Pechino, assieme ai compagni di squadra del team event, e nel frattempo le prime due apparizioni ai campionati del mondo, con un gran (al rientro dopo il crac in Corea) 9° nel gigante di Are 2019 e poi, dopo essersi rifatto male (alla cartilagine) nel parallelo di Chamonix del febbraio 2020, Cortina 2021 che è stata deludente ma poi seguita, nell’arco di pochi giorni, dai primi podi nel massimo circuito.

Terzo a Bansko e poi di nuovo a Kranjska Gora in chiusura di stagione, sulla stessa “Podkoren-3” dove anche nel 2022 arrivò lassù, secondo solo a Kristoffersen. Sono passati invece altri due anni e mezzo per il quarto podio in coppa, nella bufera di Val d’Isère (dicembre 2024) per la terza piazza ad un soffio pure dalla vittoria andata a Odermatt, poi appunto il magico 2025/26 con i podi di Alta Badia e Kranjska Gora (ancora lei) dopo il centro di Copper.

A proposito di Mondiali, Stefan ha sfiorato la medaglia a Courchevel nel 2023, quando fu 4° nella sua gara preferita (e pure nel team event), mentre a Saalbach i sogni sono svaniti subito nella 1^ manche.

Crans-Montana 2027 non potrà che essere nel mirino per la prima medaglia in un evento iridato, ma attenzione anche in chiave trofeo di disciplina ad uno specialista puro come lui anche se, in cima al pronostico per la sfera di cristallo del gigante, ci saranno Marco Odermatt e Lucas Pinheiro Braathen, con il brasiliano oro ai Giochi Olimpici e poi capace di prendersi sulle nevi di Hafjell il trofeo di disciplina sfruttando l’errore del dominatore della generale, che alla quinta “coppona” non ha aggiunto la cinquina tra le porte larghe, perdendo il pettorale rosso all’ultima gara.

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