Mercoledì 22 Maggio, 9:06
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Kaetlyn Osmond vince e convince nel Nebelhorn Trophy

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Kaetlyn Osmond ha confemato il suo feeling con Oberstdorf conquistando il secondo successo in carriera nel Nebelhorn Trophy. Se però la vittoria del 2013 fu il primo squillo ad alto livello, l'affermazione del 2015 ha rappresentato la rinascita.

La diciannovenne canadese, dopo una lunga assenza dalle competizioni causa infortunio, ha dimostrato di avere pienamente riacquistato la piena funzionalità fisica lasciando intendere di essere in possesso delle carte in regola per recitare un ruolo da protagonista nel corso della stagione.

Osmond, dopo essersi imposta di misura nel programma corto, ha allungato prepotentemente nel segmento più lungo di gara facendo valere sulle note di vari brani di tango una presenza scenica con pochi eguali nell'attuale panorama femminile e non lesinando un'indiscutibile qualità di pattinaggio e interessanti passaggi di transizione. Nel rispetto del copione, sono arrivate valutazioni elevate su ciascuna voce delle componenti del programma e, a tal proposito, balza all'occhio come il riscontro finale sul cosiddetto "secondo punteggio" sia stato di oltre cinque lunghezze superiore rispetto a quello ottenuto dalla giapponese Miyahara, vincitrice del primo appuntamento di Isu Challenger Series disputato a Salt Lake City nello scorso fine settimana.

La prova, nonostante vada registrata qualche posizione sugli elementi di trottola, è stata discreta anche sul fronte tecnico, come testimoniato dai due doppi axel e cinque salti tripli completati. Peraltro, rispetto al passato, non sono arrivate chiamate di fili errati nè sul triplo flip, nè sul triplo lutz, entrambi egregiamente completati

L'allieva di Ravi Waila si è anche tolta la soddisfazione di migliorare il primato personale di gara di due lunghezze abbondanti sfiorando la soglia dei centottanta punti, valicata nella storia del Canada dalla sola Joannie Rochette.

Il posto d'onore, con un distacco di quasi quattordici punti dalla vincitrice, è stato conquistato dalla ventiquattrenne russa Alena Leonova, autrice di una prima parte di programma libero convincente, caratterizzata da una valida combinazione triplo toeloop/triplo toeloop e dall'esecuzione di un più che discreto triplo lutz, salto per lei storicamente ostico. Complice qualche problema di fiato, enfatizzato da una scelta musicale rockeggiante e movimentata, ma assai adatta alle sue caratteristiche, si è poi verificato un calo e sono arrivati due errori su altrettanti tentativi di triplo flip, abituale piatto forte della casa. Almeno per oggi, è stato, invece, accantonato il triplo rittberger.

Il podio è stato completato dalla diciannovenne statunitense Courtney Hicks, scesa in pista con la chiara intenzione di eseguire due doppi axel e sette salti tripli, ma, alla fine, autrice di una prova con luci e ombre. In positivo, merita una segnalazione la combinazione triplo lutz/euler/triplo salchow, assolutamente inedita in campo femminile, ma va rimarcato come, a parte un doppio axel, tutti gli altri elementi di salto siano stati eseguiti con qualche patema di troppo. Il punteggio finale, oltre che da una qualità di pattinaggio inferiore a chi l'ha preceduta, è stato negativamente condizionato da sottorotazioni, da atterraggi complicati, da una caduta sul secondo tenativo di triplo lutz e da un axel semplice.

A seguire, si è piazzata la diciannovenne canadese Alaine Chartrand, completamente eclissatasi nella seconda parte del libero connotata da un paio di cadute e da qualche elemento di salto al limite con la rotazione.

Chi, invece, è riuscita a riscattarsi è stata la ventunenne statunitense Mirai Nagasu, mestamente undicesima al termine del programma corto. L'allieva di Tom Zakrajsek, accanatonati i propositi di eseguire il triplo axel, è stata in grado di risalire dall'undicesima alla quinta posizione finale realizzando il migliore punteggio tecnico e chiudendo in seconda posizione il segmento più lungo di gara. In particolare, rispetto al recente passato, è migliorata la qualità dei salti e sono quasi venuti meno i problemi di rotazione. Alla fine, Nagasu ha ben completato due doppi axel e sei salti tripli, compreso un toeloop giudicato sotto ruotato con eccessiva severità.

A margine, non si possono dimenticare i progressi delle pattinatrici australiane Brooklee Han e Kailani Kraine, rispettivamente settima e ottava con i nuovi primati personali, nonchè nazionale nel caso della più navigata delle due.


CLASSIFICA FINALE

1) CAN - Kaetlyn OSMOND          
179.41 (1|1)
2) RUS - Alena LEONOVA          
165.61 (4|3)
3) USA - Courtney HICKS          
162.85 (3|4)
4) CAN - Alaine CHARTRAND          
161.35 (2|5)
5) USA - Mirai NAGASU          
159.67 (11|2)
6) JPN - Mariko KIHARA          
155.65 (5|6)
7) AUS - Brooklee HAN          
151.90 (6|7)
8) AUS - Kailani CRAINE          
144.58 (8|8)
9) GER - Nathalie WEINZIERL          
138.65 (10|9)
10) FIN - Juulia TURKKILA          
138.53 (7|10)
11) FIN - Karoliina LUHTONEN          
125.00 (9|13)
12) SUI - Tanja ODERMATT         
121.77 (12|12)
13) CZE - Elizaveta UKOLOVA          
113.15 (16|11)
14) GER - Lea Johanna DASTICH          
108.04 (13|14)
15) NED - Niki WORIES         
103.60 (14|16)
16) SUI - Matilde GIANOCCA          
99.43 (15|15)

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