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Sigfridsson la vichinga contro il tabù Muirhead e la maledizione della finale

Sigfridsson la vichinga contro il tabù Muirhead e la maledizione della finale
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Sigfridsson la vichinga contro il tabù Muirhead e la maledizione della finale

La 37enne svedese nel ruolo di skip ha sempre perso nei grandi appuntamenti, soprattutto se l'avversaria viene dalle Highlands e dispone di un grande talento come l'avversaria di oggi nella sfida per il titolo sul ghiaccio della Sørmarka Arena

A Stavanger Margaretha Sigfridsson dovrà fare i conti ancora una volta con i fantasmi del passato. La stratega della nazionale delle Tre corone, rappresentata dal team del CC Skellefteå, oltre a dover sopportare il peso dell'ingombrante palmares di 7 titoli olimpici, 3 mondiali e 7 europei costruito da chi l'ha preceduta (Annete Norberg), è chiamata a infrange l'incantesimo che l'ha perseguitata per tutta la carriera.

A cominciare dalla finale junior iridata del 1997, a sbarrarle la strada verso il titolo c'è sempre stata la Scozia. E' successo quella prima volta a Kuruizawa contro Julia Ewart e si è ripetuto contro Eve Muirhead agli Europei di Mosca del 2011 e ai Mondiali del 2013 di Riga. Sono addirittura 4 le occasioni perse per conquistare un campionato del mondo. L'unica volta che è arrivato l'oro è stato agli Europei di Champery del 2010 quando la skip titolare era Stina Viktorsson.

La Svezia ha dato in ogni caso buoni segnali nella partita di playoff vinta 10-2 sulla Danimarca e nella semifinale contro la Svizzera dominata 10-2. Muirhead, sempre imbattuta, ieri ha piegato invece Mirjam Ott per 7-6.  

 

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